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CasaPound in piazza, scoppia la protesta: “Autorizzazioni inaccettabili”

Sinistra e Anpi contro Palazzo Vecchio: “Scelta che sbalordisce”

Sono arrivate numerose proteste contro la decisione del Comune di Firenze di concedere a CasaPound l'autorizzazione per organizzare un banchino in piazza Strozzi nel pomeriggio di domenica scorsa, 18 novembre.

I 'fascisti del terzo millennio', come loro stessi si definiscono, per avere la concessione del suolo pubblico hanno firmato una dichiarazione in cui dichiarano di accettare i valori antifascisti e antirazzisti sanciti nella Costituzione, come chiede il nuovo regolamento comunale.

La scelta di Palazzo Vecchio di dare l'ok al banchino (CasaPound ha annunciato simili iniziative per i prossimi giorni) ha comunque suscitato forti critiche.

“Che CasaPound abbia firmato quella dichiarazione non stupisce nessuno. E' l'ultima sfida sfacciata. Quello che sbalordisce è la scelta del Comune, che prende per buona quella firma”, scrive in una nota la sezione fiorentina dell'Anpi, l'Associazione Partigiani.

“Sono i primi a dire di loro stessi 'noi siamo fascisti'. CasaPound è un'organizzazione che ha collezionato centinaia e centinaia fra denunce e arresti per i propri militanti. Stiamo parlando della violenza assassina di Piazza Dalmazia”, scrive l'Anpi. “Qualche giorno fa - sottolinea l'Associazione Partigiani -, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione sull'aumento della violenza neofascista in Europa. CasaPound è uno dei pochi gruppi citati esplicitamente in quel documento”.

“Che senso hanno le parole spese dall'amministrazione comunale ogni 25 Aprile, ogni 11 Agosto? O quella concessione è un errore vergognoso o l'amministrazione comunale smentisce se stessa”, conclude l'Anpi.

Proteste anche da parte dei consiglieri comunali Tommaso Grassi e Donella Verdi (Firenze riparte a sinistra) e Miriam Amato (Potere al Popolo), che annunciano interrogazioni in consiglio comunale.

“Dove è finito il regolamento che vietava le concessioni a fascisti e razzisti? E' una presa in giro non ci vuole molto a verificare quali sono slogan, riferimenti e idoli di Casapound”, dicono Grassi e Verdi. “E' incomprensibile vedere banchini di Casapound in giro per la città – aggiunge Amato -. E' un'offesa alla storia del nostro Paese e della nostra città”.

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