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Primo Maggio: le aperture commerciali spaccano il Pd

Il gruppo Dem in consiglio regionale si dissocia da Giani: "Hai sbagliato". I sindacati: "Commercianti informavano i clienti sugli orari di apertura e festeggiavano prima che uscisse l’ordinanza della Regione, il presidente spieghi”. Oggi sciopero unitario

Prima i supermercati chiusi per tutta la giornata, poi il parziale ripensamento con la serrata limitata al pomeriggio. L'andamento a zig-zag dell'ordinanza del presidente della Regione, Eugenio Giani, ha trascinato nell'imbarazzo la maggioranza a palazzo del Pegaso.

Così dopo le note furenti dei sindacati, che proclamano lo sciopero per oggi, primo maggio, l'intero gruppo in Consiglio regionale del Partito democratico scrive al governatore per dissociarsi: "Temiamo che il messaggio che sta passando sia sbagliato - dicono i dem - e la Toscana non può mandare questi segnali, non può ammainare la bandiera del primo maggio, neppure per mezza giornata, neanche in una situazione particolare come quella determinata dalla pandemia di Covid 19".

Come consiglieri regionali del Pd, aggiungono, "riteniamo che le battaglie per i diritti dei lavoratori non debbano essere delegate solo ai sindacati, lasciandoli soli, ma invece pensiamo che debbano essere parte integrante della nostra proposta e azione politica. Per questo, caro presidente, in questo caso, ti esprimiamo civilmente il nostro dissenso".

Primo Maggio, le "mezze misure" di Giani 'scatenano' i sindacati: "sciopero"

Nella missiva i consiglieri Pd evidenziano la valenza della festa "come simbolo della lotta costante che nel tempo hanno dovuto sostenere i lavoratori per la propria emancipazione, per i diritti di lavoro e nel lavoro. Il primo maggio è molto di più di una data segnata come festiva nel calendario. È una bandiera di diritti e libertà che, come tu sai, non sono patrimonio comune ovunque".

I consiglieri ricordano in proposito i lavoratori delle piattaforme digitali in lotta per il riconoscimento di diritti, ma anche gli stessi addetti della grande distribuzione che non si sono mai fermati col lockdown. Invitano dunque Giani a riflettere su "che cosa rischia di dire loro la Toscana impedendogli di celebrare la propria festa".

Sindacati: "Primo Maggio e preveggenza delle aziende, Giani spieghi"

“Alcune ore prima dell’ordinanza regionale che consentiva l’apertura dei supermercati la mattina del Primo Maggio, alcune aziende già avevano informato i loro clienti sui social che sarebbero state aperte, con orari poi successivamente inseriti nell’ordinanza. Chiediamo che a spiegarci come sia stato possibile questo evidente episodio di preveggenza, ai limiti del paranormale, sia il Governatore Giani.” A dirlo sono i segretari toscani di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, rispettivamente Stefano Nicoli, Alessandro Gualtieri, Marco Conficconi.

“Quando nel comunicato di ieri abbiamo parlato di ‘una politica inaffidabile e completamente in mano alla lobby della grande distribuzione e delle associazioni datoriali del commercio” evidentemente avevamo colto nel segno” aggiungono.

Concerto del Primo Maggio: i cantanti

“La sensazione, assai sgradevole, è che la Regione agisca sotto dettatura di pochi soggetti economici e delle loro potenti associazioni datoriali, più che tenere conto dei diritti dei lavoratori e del bene dei cittadini che li hanno eletti, in nome e per conto dei quali dovrebbero governare” spiegano i tre sindacalisti che concludono: “Di certo questa scelta scellerata, compiuta oltretutto con un bruttissimo voltafaccia, dimostra come le ragioni dei registratori di cassa pesino più di quelle della storia, della sicurezza e dei valori del mondo del lavoro. E’ doloroso constatarlo alla vigilia del Primo Maggio.”

Per oggi, sabato Primo Maggio, i sindacati hanno confermano lo sciopero e l’astensione dal lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici della media e grande distribuzione.

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