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Domenica, 5 Dicembre 2021
Politica

Acqua: a Firenze va persa il 41% di quella che passa nell'acquedotto

I dati usciti in consiglio comunale

L'acquedotto fiorentino, gestito da Publiacqua, disperde il 41% dell'acqua che passa nelle tubature della città. Gli ultimi dati disponibili, riferibili al 2016, sono usciti oggi dal dibattito in consiglio comunale, confermati dall'assessore Federico Gianassi, in risposta al question time di Giacomo Trombi (Firenze riparte a Sinistra).

Trombi, nella sua domanda, ha parlato anche “di aumenti dell'11% di perdite negli ultimi anni”, aumento che sarebbe stato rilevato per alcuni cambiamenti nelle rilevazioni delle perdite stesse.

Gianassi, che rispondeva al posto dell'assessore competente Lorenzo Perra, assente, ha confermato il dato. “Si tratta però di stime che hanno elementi di incertezza, che derivano da possibili errori nella misurazione dei contatori, dalle mancate fatturazioni, dalle utenze abusive”, la risposta dell'assessore.

Nelle tubature fiorentine vanno dunque persi, secondo i dati riportati da Gianassi, circa 23 milioni di metri cubi d'acqua, pari a 23 miliardi di litri, ogni anno. “Siamo in media con gli acquedotti italiani, che hanno perdite al 42%, e meglio della media del Centro Italia, che è al 49%”, ha sottolineato l'assessore. Magra consolazione.

In gran parte le perdite sono dovute ai tubi, di età molto vecchia. Publiacqua, partecipata dal Comune di Firenze al 21% (la quota di gran lunga più alta tra i comuni che hanno quote), prevede la sostituzione dello 0,8-1% del totale delle tubazioni ogni anno, per un piano che dunque prevede la sostituzione dell'intero sistema delle tubazioni in circa 100-120 anni.

L'Arera, Autorità nazionale di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha stabilito che si debba raggiungere la diminuzione del 5% di perdite all'anno per ogni chilometro di rete. In caso di obiettivo mancato sono previste penali.

“Chi pagherà le penali? Saranno messe in bolletta, mentre Publiacqua continua a distribuire ai privati gli utili sempre in aumento?”, chiede Trombi, giudicando “inaccettabile” il dato sulle perdite e chiedendo di "abbandonare la logica del profitto e tornare alla gestione pubblica dell'acqua". Che a Firenze, tra le altre cose, resta tra le più care d'Italia.

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