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Elezioni, i candidati del Pd a Firenze si presentano: “La destra? Il loro ultimo governo ha lasciato l'Italia in mutande”

Via alla campagna elettorale in città, la segretaria regionale Bonafè: “Esito delle elezioni non scontato, l'obiettivo del Pd è essere il primo partito in Italia”

Pancia a terra e pedalare. Campagna elettorale casa per casa, porta a porta, azienda per azienda, per riuscire a portare alle urne anche i più scettici. Perché dalla Toscana, questa la speranza dei vertici locali e regionali, arrivi un pieno di voti che possa portare i dem ad essere la prima lista in Italia. Così presentano la campagna elettorale i segretari locali e i candidati del Pd che correranno alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre nei collegi fiorentini.

“Faremo una campagna con al centro i problemi dei cittadini, con serietà, senza le false promesse della destra, come quelle sulla flat tax o su quota 41, facile a dirsi ma che costa 63 miliardi”, spiega la segretaria regionale del Pd Simona Bonafè, attualmente europarlamentare e candidata alla Camera come capolista nel collegio plurinominale 3, che comprende Firenze e Pisa.

"Lavoro, salario minimo, ambiente e diritti"

“Le nostre parole d'ordine sono serietà, lavoro di qualità e quindi salario minimo, e sicuramente ambiente e diritti, tutti temi sui quali abbiamo lavorato anche grazie al governo Draghi”, prosegue la segretaria, accompagnata questa mattina al lancio della campagna elettorale cittadina dai segretari cittadino Andrea Ceccarelli e metropolitana Monica Marini, oltre che da vari candidati.

Con la legge elettorale vigente, il Rosatellum, che assegna circa un terzo dei seggi del Parlamento attraverso collegi uninominali e due terzi attraverso collegi plurinominali, la destra, grazie al fatto di presentarsi unita, viene data in netto vantaggio sul centrosinistra. Ma nel Pd nessuno vuole sentir parlare di partita chiusa.

"Obiettivo primo partito"

“L'esito delle elezioni non è assolutamente scritto, come tanti vogliono far credere. Noi abbiamo l'obiettivo di essere il primo partito d'Italia e molto dipenderà dal risultato che faremo qui in Toscana, dove per decenni abbiamo dimostrato con i fatti di essere vicini ai bisogni dei cittadini”, rivendica Bonafè.

Presenti questa mattina, tra gli altri, anche Federico Gianassi, assessore comunale al bilancio in Palazzo Vecchio e sicuro parlamentare dopo il 25 settembre, in quanto candidato nel collegio uninominale 7 della Camera, che comprende Firenze e dato praticamente per certo ai dem, l'ex sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi, uno dei più a sinistra nei dem e anche lui dato per sicuro come candidato all'uninominale 8 della Camera (Scandicci), e Dario Parrini, senatore uscente e sicuramente rientrante grazie alla candidatura come capolista nel collegio plurinominale del Senato, che comprende tutta la Toscana.

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L'eterna questione del voto utile

“Voglio portare il modello Firenze a Roma”, dice Gianassi. E Fossi: “La partita vera è tra la destra e la coalizione che ruota attorno al Pd, non ci sono alternative”. Voto utile, insomma. Su cui batte il tasto anche Parrini.

“Con questa legge elettorale più di 200 parlamentari saranno eletti in collegi uninominali. Chi non vuole la destra deve votare il Pd o il voto sarà di fatto sprecato, aiutando la destra a vincere. In Toscana alcuni seggi (sulla costa, ad esempio, ndr) sono in bilico a causa dei voti che potrebbero andare alle piccole forze. Per questo l'alternativa non può essere che il Pd”, dice Parrini.

"Hanno lasciato l'Italia in mutande"

“Ripensiamo poi all'ultimo governo della destra. Sono sempre gli stessi, quelli che nel 2011, prima dell'arrivo di Monti, con l'ultimo governo Berlusconi lasciarono l'Italia in mutande, nella confusione massima e con lo spread oltre 500. C'era anche la Meloni, che si spaccia per il 'nuovo' che avanza ma che fu tra coloro che votarono che Ruby era la nipote di Mubarak, ricordiamocelo”, conclude Parrini.

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Infine, a proposito di seggi in bilico e di voto utile, non può passare inosservato il fatto che Pd e Italia Viva governano insieme Regione e Comune di Firenze, anche se alle elezioni politiche corrono da avversari, senza esclusione di colpi, soprattutto dopo l'affaire Calenda. Dopo il voto, se le cose per il Pd andassero male, le alleanze di governo locali potranno andare avanti come nulla fosse?

“Ci siamo presentati uniti alle regionali ormai più di due anni fa con un progetto comune che per noi resta valido, speriamo sia la stessa cosa per Italia Viva. La giunta regionale comunque la decide il presidente”, taglia corto Bonafè. Per poi concludere: “Ad ogni modo per noi l'avversario è uno, la destra”. Sì, ma va spiegato a Renzi, di cui peraltro Bonafè anni fa era fedelissima. Renzi che continua a cannoneggiare sul Pd un giorno sì e l'altro pure.

Sotto, la segretaria regionale del Pd Simona Bonafè

La segretaria regionale del Pd Simona Bonafè-2

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