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Bufera nel Pd toscano: assalto a Zingaretti, mezzo partito non ci sta

La segretaria Bonafè azzera la segreteria, gli uomini del leader disertano. L'alleanza coi 5 Stelle pietra della discordia

Nel Pd toscano alla fine la corda si è spezzata. La corrente legata al leader nazionale Nicola Zingaretti ha disertato la segreteria regionale del partito, convocata dalla segretaria Simona Bonafè. Sul piatto c'era l'azzeramento della segreteria, con il "siluramento" del vicesegretario Valerio Fabiani. Una decisione non condivisa dall'area "Piazza Grande Toscana" rappresentata dagli "zingarettiani".

Tra crisi di governo, nascita dell'esecutivo Draghi e alleanza fra Pd e 5 Stelle nei giorni scorsi si era consumata la frattura. Nel mezzo l'ipotesi di candidatura unitaria per il premier uscente Giuseppe Conte alle elezioni suppletive nel collegio di Siena. Soluzione sgradita da Bonafè.

"In queste ore, nel Pd toscano - si legge nella nota diffusa da 'Piazza Grande Toscana' -, stanno avvenendo cose che sono in aperto contrasto con quello spirito di unità e collaborazione che una fase così delicata richiederebbe e con la gestione unitaria del partito faticosamente raggiunta lo scorso anno".

La segretaria regionale Simona Bonafè "si sta infatti accingendo a cambiare la segreteria senza avere mai aperto un confronto con l'area Piazza Grande Toscana, che ha sostenuto all'ultimo congresso il segretario nazionale Nicola Zingaretti".

Tale scelta, lamentano, "assunta dopo interviste nelle quali Simona Bonafè contestava apertamente la linea politica condivisa ed approvata all'unanimità dalla Direzione nazionale del Partito fino ad arrivare ad evocare la necessità di un congresso nazionale rendono chiara la volontà della Segretaria regionale di rompere l'unità del nostro partito, aprire l'ennesima conta interna tra correnti, e usare il Pd toscano per indebolire quello nazionale, con sterili pretesti".

Condizioni, nelle quali, è "evidente che non possa proseguire, per suo volere, nessuna gestione unitaria e che, pertanto, le nostre rappresentanti e i nostri rappresentanti non possano fare parte del nuovo esecutivo del partito regionale". Per questi motivi hanno spiegato la loro indisponibilità a partecipare al "rimpasto" nella segreteria, che sarebbe stata "rappresentativa di una sola parte del partito".

La frattura è aperta. La segreteria toscana (in mano ad ex renziani) mette in discussione la linea di Zingaretti e chiede il congresso. E il centrosinistra cerca ancora la strada da battere per competere con il centrodestra alle prossime tornate elettorali.

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