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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Politica

Pd, Renzi apre la sfida. Rossi: "Ci vuole tempo"

In Direzione il segretario annuncia il congresso. Scontro sui tempi: "Le elezioni? Non decido io"

"Si chiude un ciclo" alla guida del partito, "io sono segretario dal febbraio del 2013, ho preso il Pd che aveva il 25% e nell'unica elezione politica nazionale che c'è stata l'ho portato al 40,8%". Ha annunciato il congresso del partito prima delle elezioni politiche e aperto a sfida alla minoranza il segretario del Partito democratico Matteo Renzi, intervenuto oggi pomeriggio alla Direzione del Pd. Non si è dimesso esplicitamente (lascerà forse la guida nell'assemblea in programma sabato), né indicato date ("decidere quando si vota per le politiche non spetta a me"). Ma l'impressione è che il percorso sarà rapido verso primarie: per Renzi si andrà alla conta con "le regole dell'ultima volta", cioè quelle del 2013, ed è giusto che alle primarie "chi perde non scappi con il pallone".

Torna così la sfida all'interno del Partito democratico: "Al congresso si sono candidati Speranza, Emiliano, Enrico Rossi. Mando loro un abbraccio, sarà affascinante confrontarci e sono pronto a sostenervi se vincerete, ma chiedo rispetto", ha aggiunto Renzi che ha iniziato a punzecchiare i propri avversari: "Ogni volta che si dice - ha spiegato - che noi siamo il partito dei finanzieri e dei petrolieri un volontario della Festa de l'Unità ha uno stranguglione, tutte le volte che si dice che siamo il partito dei potenti un iscritto non rinnova". Facendo così "viene meno il sentimento di fiducia tra di noi". 

L'orologio sembra dunque tornare al 2013, quando Renzi conquistò, dopo il Partito democratico, anche il governo. Ed è scontro con la minoranza di un altro toscano, Enrico Rossi, che in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera aveva chiesto le dimissioni di Renzi per andare ad "un congresso vero e lungo, con un segretario di garanzia". Rossi ricorda che nel 2013 "Bersani si dimise e si insediò Guglielmo Epifani, come segretario di garanzia. Rimase lì sette mesi. Il che consentì un congresso vero. Invece mi pare che Renzi spinga per rifare la conta subito, per personalizzare ancora. Un gioco disperato". Ma non bastano due mesi per un congresso? "No. Due mesi sono una presa in giro. Ci vuole tempo per le mozioni, per la discussione. Poi ricordiamoci che ci sono le Amministrative".

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