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Il Pd comunale si spacca sul "Registro" delle unioni civili

Il Pd ha fatto registrare posizioni contrastanti sulla promozione dell'informazione per le unioni civili. La mozione è stata approvata ma ci sono state astensioni e voti contrari nella maggioranza

Durante la sessione del Consiglio Comunale di Firenze una mozione per la promozione e l’informazione del Registro delle unioni civili ha spaccato il Pd. La mozione è stata approvata ma, di fatto, l’area cattolica dei democratici si è astenuta dalla votazione o ha votato contro. Una mozione che all’apparenza sembrava minore o comunque dall’esito rapido e scontato. Invece colpo di scena, dai banchi della maggioranza i primi distinguo, le dichiarazioni di astensione, di contrarietà e le prese di distanze hanno creato un dibattito accesissimo che ha infiammato i banchi della maggioranza e tutto il Salone de’ Dugento.

Il documento, presentato dal consigliere Giuseppe Scola (Idv), è stato approvato ma con i voti favorevoli di Perunaltracittà, Sel e del gruppo Spini.
Il Registro è stato costituito nel 2001, da allora meno di sessanta coppie si sono iscritte, per l’esattezza cinquantotto. Per questo, a detta di Scola, l’assoluta necessità che “i cittadini sappiamo che qualsiasi coppia, sia eterosessuale o gay, può andare a iscriversi nel registro”. Un intento informativo che non ha convinto l’ala cattolica dei democratici per nulla in sintonia con la richiesta di fondi necessari a dare il giusto impulso al Registro sul suolo fiorentino.

E’ stato Massimo Fratini, il primo dai banchi della maggioranza, a dichiararsi contrario alla mozione sostenendo che il Comune non può farsi carico della promozione e dello sviluppo del Registro. Poi a prendere la parola è stato il vicepresidente del Consiglio comunale Salvatore Scino che, se possibile, ha rincarato il no del primo segnando una volta di più la profonda separazione che latita all’interno del Pd su temi che investono e toccano aree di sensibilità e coscienza civile, sociale e culturale. “Io voterò contro la nuova informazione – ha detto il vicepresidente - perché si carica di significato un provvedimento che interessa una piccola minoranza di cittadini andando a forzare una legge nazione che non c'è.”

Lo strappo si è compiuto quando ha preso la parola la consigliera Pd Tea Albini che ha tuonato contro i colleghi di partito definendo il dibattito di “bassissimo profilo quanto surreale” denunciando il tentativo di “rimettere in discussione il senso e la presenza del Registro”. Su questa linea anche Ornella De Zordo anche se, da buon pompiere, ha cercato di spegnere la polemica dichiarando quanto sia finita lontana la discussione rispetto al merito della mozione. Nella parte opposta dei banchi consiliari l’opposizione intanto gongolava, e se da un lato faceva un plauso ai colleghi democratici sfavorevoli alla mozione, dall’altra attaccava la maggioranza che, a detta del consigliere Roselli (Pdl) “cerca fondi per un Registro che non ha nessun valore giuridico ma rappresenta solo una forzatura simbolica ed ideologica di parte di questo Consiglio”. E’ tutta l’opposizione poi che si lamenta dell’inutilità del Registro e porta in aula i numeri risicati del Registro. Quindi i numeri infine, sempre i numeri a far discutere la politica: da un lato la prova della necessità di una più efficace promozione dell’iniziativa vecchia di dieci anni, dall’altra la prova che il Registro è di scarsissimo interesse dei cittadini fiorentini.
 

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