Giovedì, 16 Settembre 2021
Politica

Alleanze col Pd, a Firenze la Sinistra dice "no"

Vertici Sinistra italiana si autosospendono. Grassi: "Ci portano a sbattere contro un muro"

Mentre la costellazione di sigle e partiti alla sinistra del Pd a Roma prova a compattarsi, a Firenze c'è chi dice no all'alleanza con Mdp e Possibile. Per questo Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi, i tre consiglieri comunali del gruppo Firenze riparte a Sinistra, si autosospendono dalla cariche interne di Sinistra Italiana.

"Non abbiamo minimamente gradito la scelta verticistica intrapresa dai nostri dirigenti nazionali, quella di fare un accordo con Mdp e Possibile con tanto di spartizioni numeriche e percentuali", spiega il capogruppo a Palazzo Vecchio Grassi in una conferenza stampa convocata appositamente. Anche perché, se da un lato "siamo molto dispiaciuti per il fatto che l'assemblea di sabato a Roma sia saltata", dall'altro "riteniamo sbagliato rottamare il Brancaccio" l'esperienza politica nata da Tomaso Montanari e Anna Falcone, i due animatori di Alleanza popolare per la democrazia e l'uguaglianza.

"Ovviamente - prosegue Grassi - rimaniamo iscritti a Si e siamo disposti a spiegare il nostro gesto in ogni sede. Ma ora è necessario mandare un segnale forte, perché gli accordi di partito presi così non sono sufficienti. Così la Sinistra non riparte". "Mentre dovremmo costruire una piattaforma vera per la Sinistra, ricollegando la politica al territorio - spiega - ci piomba in testa una scelta presa a Roma peraltro in anticipo rispetto alle assemblee fissate anche dagli altri partiti. Ma così andiamo a sbattere contro un muro".

Per Grassi, Verdi, e Trombi, ma anche per un pezzo fiorentino di Sinistra italiana, come la segretaria di circolo Vania Valoriani, membro della segreteria provinciale e Mauro Romanelli, l'ex consigliere regionale oggi in segreteria regionale, c'è poi "l'esigenza da compiere una scelta vincolante, quella di rompere definitivamente con il centrosinistra e con il Pd, indipendentemente dalla leadership di Matteo Renzi". Quelle del Partito democratico, infatti, "sono solo aperture tattiche perché hanno scoperto di aver distrutto la Sinistra: le politiche del jobs act, la buona scuola, lo sblocca Italia, le politiche finanziarie fatte di bonus invece che di soluzioni strutturali, rendono incompatibile l'alleanza. Non c'è da dire sì o no, non c'è neppure da proporlo. Il nostro popolo non vuol sentire parlare di alleanze né prima né dopo le elezioni". 

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