Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

"Imam italiani nominati dai fondamentalisti": nuova bufera su Nura Musse Ali

Dopo la bagarre per le frasi sui talebani, la consigliera della commissione pari opportunità della Regione Toscana torna sul tema dell'estremismo

"E' il fondamentalismo islamico a nominare gli imam italiani": sono le dichiarazioni choc di Nura Musse Ali, consigliera in quota Pd della Commissione Pari Opportunità della Regione Toscana.

Nei giorni scorsi, in una intervista al Tirreno, la consigliera si era espressa in modo giudicato ambiguo sul tema della presa di potere dei talebani in Afghanistan, parlando di un passaggio "inevitabile e obbligato perché l'Afghanistan inizi un cammino autonomo di maturazione. I fondamentalisti lì, infatti rappresentano la maggioranza e gli occidentali vengono visti come stranieri che hanno peggiorato la situazione".

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Prevedibile la bufera politica conseguente: tra le prime a prendere le distanze dalle parole dell'avvocatessa di origini somale, l'eurodeputata e segretario regionale del PD Simona Bonafè. Tanto che Ali Aveva fatto parzialmente marcia indietro, sostenendo: "Io considero reato promuovere o sostenere moralmente o materialmente le organizzazioni integraliste e criminali, compreso il regime talebano tradizionale. I Talebani sono esattamente quello contro il quale mi batto fin da quando ero una bambina e ho dovuto subire sulla mia pelle le conseguenze del fondamentalismo, pagandone le conseguenze per anni''.

Le nuove dichiarazioni choc

Ora però emergono nuove dichiarazioni, destinate a rinfocolare le polemiche, emerse durante la riunione del 1° settembre della Commissione Pari Opportunità, a seguito della quale la Lega era tornata a chiedere le dimissioni della consigliera. "Il fondamentalismo islamico opera anche qua - ha sostenuto Nura Musse Ali -. Nelle moschee fanno pressione affinché si insediano imam provenienti dalla loro scuola giuridica. Mentre gli imam italiani o comunque occidentali non potrebbero esercitare pienamente".

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E inoltre: "Il silenzio dello Stato rispetto a queste tematiche è visto come se si facesse un torto all'Islam, ma si fa un torto alla sicurezza. Ci sono pressioni sui finanziamenti per la costruzione delle moschee e sull'orientamento religioso dell'imam da scegliere. Lo Stato non si esprime su questo ma dovrebbe riflettere".

Susanna Ceccardi (Lega): "Parole di gravità inaudita, Regione non può trascurarle"

Fulmineo il commento dell'europarlamentare leghista Susanna Ceccardi, affidato ai social: "Il rischio di infiltrazioni terroristiche nelle comunità islamiche italiane è reale e la Lega lo denuncia da sempre. Che il fondamentalismo islamico cerchi di metter le mani nelle moschee in Occidente non sorprende ma queste dichiarazioni di Nura Musse Ali su questo tema, rese in una sede istituzionale, sono di una gravità inaudita e il presidente della Regione non può trascurarle".

"Se la consigliera PD Nura Musse Ali, da musulmana, conosce fatti, circostanze o realtà specifiche nel nostro Paese dove il fondamentalismo trova terreno fertile - aggiunge Ceccardi - ne deve parlare con le autorità competenti immediatamente. Adesso il PD cosa dirà? Continuerà a difenderla anche se ha candidamente ammesso che i finanziamenti per la costruzione delle moschee - che il PD vorrebbe costruire ovunque - servono per favorire l'infiltrazione dei fondamentalisti?"

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