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Governo e incarico a Conte: Mattarella frena e prende tempo

Ancora nessun incarico, intanto si infiamma la polemica sul presunto taroccamento del curriculum di Conte

Sergio Mattarella

Per il momento l'incarico di formare il governo a Giuseppe Conte non arriva. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri ha incontrato i leader di 5 Stelle e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Entrambi hanno fatto il nome del professore e avvocato Giuseppe Conte come futuro presidente del consiglio.

La palla passa ora a Mattarella, al quale spetta il conferimento ufficiale a Conte dell'incarico di formare un nuovo governo. Il capo dello Stato però prende tempo. Non solo l'incarico non è arrivato ieri sera, ma sembra difficile che possa arrivare oggi.

Per questa mattina Mattarella ha convocato, per un nuovo giro di consultazioni, i presidenti di Senato e Camera, rispettivamente Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico.

I nodi da sciogliere

Mattarella ha dunque ritenuto corretto informare Casellati e Fico degli sviluppi della situazione e ascoltare le loro valutazioni. La totale assenza di esperienza politica di Conte, indicato come premier, e la constatazione che nell'ordinamento italiano il presidente del Consiglio non è un mero 'esecutore', ma ha un ruolo politico autonomo e guida l'azione di governo (come si legge nell'articolo 95 della nostra Carta), hanno indotto Mattarella a prendere tempo.

Il presidente della Repubblica vorrebbe inoltre garanzie sul futuro ministro dell'Economia: si parla di Paolo Savona, le cui idee no-euro non convincerebbero il Quirinale. Preoccupazioni sarebbero state espresse anche sulla tenuta dei conti pubblici.

Di Maio: “Conte è uno tosto”

“Giuseppe Conte non è stato solo uno dei nostri candidati ministro, è una persona che abbiamo conosciuto 5 anni fa. E' uno veramente tosto. Incarna tutti quei valori che portiamo come esseri umani all'interno di questo movimento. E' la persona più politica che potevamo mettere a capo di questo governo politico e nei prossimi giorni ci terremo particolarmente a lavorare a un governo politico, non tecnico, questo ce lo siamo detti chiaramente”, ha detto ieri sera il capo politico dei 5 Stelle, Di Maio, all'assemblea di senatori e deputati del M5S, 'blindando' il candidato premier.

Salvini: “Si parte”

“Il programma c'è, la squadra c'è. Si parte”, ha ribadito ieri Matteo Salvini, dopo avere incontrato Mattarella, spiegando che sarà un governo all'insegna “delle cose da fare, mese per mese, un governo della libertà dai vincoli (europei, ndr) per andare a Bruxelles, Berlino e Parigi e dire signornò, queste cose fanno male all'Italia”.

Anche Salvini ha indicato il nome di Conte: “Mi sarebbe piaciuto fare il presidente del Consiglio, ma non è un governo solo della Lega, non abbiamo ancora la maggioranza assoluta. Questo sarà un governo delle cose da fare, da verificare mese per mese. E voi dovete essere insieme con me i vigilantes, i controllori”, ha aggiunto.

Le critiche del Pd: “Conte tecnico non eletto”

“Vediamo se Mattarella darà l'incarico a Conte, che è stato designato con una modalità discutibile dal duo Di Maio, Salvini. Da subito registriamo il primo 'tradimento' dei propri elettori da parte della neomaggioranza di destra. Conte è un tecnico, non è eletto dal popolo e neppure segretario di partito come era Matteo Renzi - scrive su Facebook il senatore del Pd Franco Mirabelli -. Quante volte hanno detto mai ai tecnici e hanno spiegato che il governo nostro era abusivo perché il premier non era eletto. Hanno fatto propaganda e ora, pronti via, candidano un tecnico che non ha preso un voto.

“Non avrà autonomia. Le scelte le faranno Salvini e Di Maio. Avremo un premier comandato”, aggiunge il senatore del Pd Bruno Astorre.

I tempi per l'incarico a Conte e la polemica sul curriculum

Come detto, improbabile che l'incarico arrivi oggi. Dopo gli incontri con Casellati e Fico Mattarella è attesto questo pomeriggio a Civitavecchia, per la partenza della 'Nave della legalità'. I tempi si stanno dunque allungano. Nel frattempo, monta la polemica sul presunto taroccamento, come svelato dal New York Times, del curriculum pubblicato sul sito della Camera dallo stesso Giuseppe Conte.

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