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Manganellate agli studenti, quando Meloni diceva: "Simpatia per chi scenderà in piazza..."

Giovedì l'informativa di Piantedosi alla Camera, che corregge il tiro dopo la prima 'approvazione' alle parole di Mattarella: centrodestra con lui, Pd, sinistra e centro criticano

Ieri informativa in parlamento del ministro dell'interno Matteo Piantedosi sulle manganellate della polizia agli studenti venerdì scorso, soprattutto a Pisa ma anche a Firenze. Dopo la "approvazione" alla parole del presidente Mattarella, che ha parlato di "fallimento" quando si usano dei manganelli contro studenti, per di più se minorenni, il ministro ha cambiato rotta, probabilmente per una strategia complessiva del governo nell'affrontare la questione. Governo che non ha gradito per nulla l'intervento del capo dello Stato.

"Corteo fuorilegge, niente processi sommari alla polizia", ha detto ieri, in estrema sintesi, Piantedosi. Parole che hanno suscitato reazioni molto diverse. Tutto il centrodestra compatto tiene la linea, mentre la sinistra, il Pd, i 5 Stelle e anche i partiti di centro sono critici.

"Grazie al ministro Piantedosi per l'informativa tempestiva. Solidarietà a quegli agenti di polizia attaccati dai centri sociali di sinistra durante un rimpatrio", attacca il deputato della Lega, nonché consigliere comunale a Pisa, Edoardo Ziello, che nei giorni scorsi si era scagliato anche contro il sindaco di Pisa, di centrodestra ed espressione della Lega, Michele Conti. "Chiunque deve esser libero di manifestare", le parole del sindaco leghista che hanno fatto arrabbiare la destra.

"Le immagini che abbiamo testimoniano come alcuni manifestanti abbiano rivolto pesanti offese nei confronti dei poliziotti in servizio: 'sbirro di merda, infame, coglione, fascista, devi morire' sono solo alcuni degli epiteti che gli agenti si sono sentiti urlare. I manifestanti hanno tentato più volte di avere un contatto fisico violento con gli agenti. Abbiamo visto un giovane studente che colpisce un poliziotto sul viso e sulle mani con un ombrello, immagini di bandiere usate come arma contro le forze dell'ordine", aggiunge Pietro Pittalis di Forza Italia.

Diverse, appunto, le reazioni nel centrosinistra. "Il ministro Piantedosi ha descritto un manipolo di facinorosi dimenticando che a Pisa e Firenze c'erano giovanissimi studenti ai quali le istituzioni devono chiedere solo scusa. Chiediamo per questo codici identificativi sui caschi degli agenti", chiede il vicepresidente Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera Marco Grimaldi.

Una richiesta che viene anche dal sindaco Dario Nardella, dopo che più volte è stato ricordato che i codici identificativi sono presenti in quasi tutti i Paesi dell'Unione Europea. “Meloni deve introdurre il casco identificativo negli agenti delle forze dell'ordine, perché chi sbaglia danneggia chi si comporta correttamente", dice Nardella, che in merito alla parole nei confronti del capo dello Stato, pur non citato direttamente dalla premier, aggiunge: “Meloni è stata molto scorretta quando ha detto ‘guai a chi mette in discussione le forze dell’ordine'. È un colpo basso, da populisti. Non mi aspetto che faccia la morale, lei ha volontariamente eluso il problema. Invece di dare soldi ai club di serie A aumenti gli stipendi da fame degli uomini delle forze dell’ordine”.

"Ministro, al posto suo avrei chiesto scusa ai ragazzi che chiedono pace e futuro. Invece lei è venuto in quest'aula a pavoneggiarsi per aver concesso il diritto di manifestare. Dobbiamo forse ringraziarla?", ha chiesto ironica la deputata Vittoria Baldino, vice presidente del gruppo M5S. "Denunciare le violenze accadute a Pisa e Firenze per mano della polizia non significa essere di sinistra. Pur ribadendo il sostegno alle forze dell'ordine, riteniamo che sia doveroso soffermarsi a riflettere e condannare quei casi in cui la gestione dell'ordine pubblico non è all'altezza delle aspettative", dice infine Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione. Da notare, infine, che sui social, e rilanciato anche dalle agenzie (il video sotto è della DIRE), torna il passaggio del discorso di Giorgia Meloni al momento dell'insediamento del governo, un anno e mezzo fa.

"Confesso che difficilmente riuscirò a non provare un moto di simpatia anche per coloro che scenderanno in piazza contro le politiche del nostro governo", ragazzi "siate liberi", diceva la presidente del consiglio in quell'occasione. Parole che ora le vengono da molti ricordate.

Sotto, il video della DIRE che riporta il passaggio della presidente Meloni

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