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Lunedì, 26 Settembre 2022
Politica Montelupo Fiorentino

Luca Lotti non sarà ricandidato dal Pd: la clamorosa scelta di Letta

La direzione nazionale esclude l'ex Ministro dalle liste: "Nomi di calibro superiori? Solo scuse vigliacche"

Luca Lotti non sarà candidato dal Partito democratico alle prossime elezioni politiche del 25 settembre. E' stato lo stesso ex Ministro e Sottosegretario ad annunciarlo sui social. 

"Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche. Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Confesso di non avere ben capito se si riferiva a quelli che fino a pochi mesi fa sputavano veleno contro il Pd e che oggi si ritrovano quasi per magia un posto sicuro nelle nostre liste. Non lo so. Ma così è", ha scritto.

La decisione, che arriva dopo settimane di "balletti" sulle alleanze e rumors sulle candidature, che segna non solo l'esclusione di un "big" del Pd, ma anche lo schiaffo ad una corrente del partito "Base riformista", guidata insieme allo stesso Lotti dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Base riformista, per protesta, non avrebbe infatti partecipato al voto della direzione Pd che stanotte ha approvato la lista di candidature proposte dal segretario Enrico Letta. Guerini nel suo intervento in Direzione ha infatti sottolineato le ragioni di dissenso sulla esclusione di Lotti e "di altri valentissimi parlamentari".

Da oggi, sottolineano comunque gli esclusi, si impegneranno tutti in campagna elettorale per il Pd. Una frase di circostanza che nasconde l'ennesima frattura nel partito, che ancora porta le scorie della diaspora renziana. Una scelta che per molti segna il "contrappasso" all'era del "Letta stai sereno" dell'allora segretario Pd Matteo Renzi che soffiò la poltrona di Palazzo Chigi proprio all'attuale segretario Dem.

"Non sarò certo io a fare polemiche: non le ho fatte in questi anni e non comincerò oggi. - ha aggiunto su Facebok Lotti - Ho sempre agito per il bene del mio territorio e del mio partito. Non ho condiviso la scelta di tanti amici nel 2019 di uscire dal Pd e anche grazie a quella decisione (mia e di Lorenzo Guerini che ringrazio per il lavoro da Ministro e per aver guidato con me i riformisti) il Partito democratico è rimasto presente in Parlamento dove, lo dicono i numeri, rischiava invece di sparire. Ecco perché fa male in queste ore ascoltare inutili polemiche e fake news sulle motivazioni della mia mancata ricandidatura, così come leggere assurde ricostruzioni in cui si prova a far credere che a scegliere sia stato il territorio. In Toscana sappiamo tutti come sono andate le cose".

Sullo sfondo dell'esclusione di Lotti anche il "caso Palamara" nel quale il deputato Pd è rimasto coinvolto. E la reazione di Lotti è netta: "La scelta è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche. - ha proseguito - Io sono abituato ad affrontare la realtà a testa alta, altrettanto faccia chi ha deciso. Aggiungo solo una riflessione. Dispiace, e non poco, scoprire che i dirigenti del mio partito abbiano abbandonato uno dei cardini della nostra identità: il garantismo".

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