Politica

Leopolda 8: l'ex rottamatore Renzi all'appuntamento finale

Venerdì il via alla kermesse, pensando alle elezioni di primavera: se il Pd tracolla sarà dura restare in sella

Renzi in una passata edizione della Leopolda

I 'leopoldini', il popolo renziano per antonomasia, sono in fibrillazione. Tra due giorni, venerdì 24 novembre, inizia la Leopolda 8, il luogo dove tutto, o quasi, è cominciato. Sarà un'edizione vecchio stile. “Poca politica tradizionale, come ai primi tempi, e molto spazio alle storie e alle proposte”, promette Matteo Renzi. Un ritorno alle origini insomma, evocando le passate edizioni, fino a quella che sembra così lontana del 2010.

Era la prima edizione, sul palco a condurre la kermesse assieme a Renzi sindaco c'era Pippo Civati, allora consigliere regionale lombardo, poi tra i primi ad abbandonare il Pd renziano per fondare 'Possibile'. Maria Elena Boschi era solo un'attivista. Era la Leopolda dei 'rottamatori', che invocava la 'rottamazione' della 'vecchia politica', concetto che l'ex presidente del consiglio non vuole abbandonare ma difficile da recuperare oggi dopo 3 anni di governo, dopo il patto del Nazareno con Berlusconi, dopo che nelle stanze dei bottoni c'è stato a lungo lui stesso e ci restano parecchie persone a lui vicine.

E come spiegare agli ex rottamatori la possibile alleanza in vista delle elezioni di primavera, ad esempio, con Pierferdinando Casini, in parlamento sin dal 1983, sempre e comunque incollato a una poltrona, fino a quella, garantita proprio dal pd renziano, di presidente della Commissione parlamentare sulle banche?

Ma torniamo all'oggi. Dopo quelle di lotta (per la segreteria Pd), dopo quelle di governo, anche quella di quest'anno sarà una Leopolda “elettorale”. Nel 2016 la tre giorni si svolse in piena campagna referendaria, Renzi si giocava tutto con il referendum costituzionale del 4 dicembre. “Se perdo considererei conclusa la mia esperienza in politica”, diceva in Senato. La batosta fu pesante: 'No' al 60%. Renzi a casa, via al governo Gentiloni. Un anno dopo Matteo Renzi è di nuovo alla Leopolda. La minoranza interna (“fuori, fuori”, gridava la platea lo scorso anno) se ne è effettivamente andata, fondando Articolo 1 - Mdp. Le elezioni a cui puntare questa volta sono quelle politiche di primavera del 2018.

Da dove partire? Dai giovani? Da loro Renzi non prende molti voti, al referendum costituzionale votarono in massa 'No'. Sul palco della Leopolda spazio dunque alla generazione del '90, ai ventenni, come annuncia il segretario del Pd in una delle ultime E-news. La curatrice della rassegna sarà Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del consiglio.

Il via venerdì sera alle 19 con un aperitivo di benvenuto e i saluti dello stesso Renzi, che dovrebbe arrivare in treno sui binari accanto alla ex stazione. Sabato i tavoli tematici e il format con gli interventi dal palco di pochi minuti ciascuno. Domenica alle 12 il discorso finale dell'ex presidente del consiglio, pensando alle elezioni di primavera: in caso di sconfitta, per l'ex 'rottamatore' sarà dura restare in sella.

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