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Renzi chiude la Leopolda: “Nel 2022 si vota e le elezioni si vincono al centro”

Chiusa la tre giorni renziana: “Dicono sempre che sarà l'ultima, ma ci vediamo l'anno prossimo”. E lancia Faraone candidato sindaco a Palermo

“Votare sarebbe un errore. La priorità sarebbe quella di lavorare sul Pnrr e sull'incredibile mole di denari in arrivo, risorse che non avremo per anni. Ma nonostante questo, penso che nel 2022 si andrà a votare”. Così Matteo Renzi, chiudendo la tre giorni della Leopolda 11.

Nell'ultimo intervento, dopo la difesa di ieri e l'attacco ai magistrati sull'inchiesta Open, ripreso in molti degli interventi finali, tra cui quello di Maria Elena Boschi, non fa quasi più accenni alle vicende giudiziarie, se non qualche battuta. “Perché oggi - dice Renzi -, parliamo di politica”.

Il leader di Italia Viva prospetta quindi elezioni nel 2022, “a giugno”, si lancia in una data. Con lo scioglimento delle Camere dunque dopo l'elezione del nuovo presidente della Repubblica che avverrà in gennaio.

Quanto alla tattica politica da seguire “le elezioni si vincono al centro, è un dato di fatto. Succede in Francia, in Germania, negli Stati Uniti”, dice Renzi, parlando a nuora (la platea) perché suocera (tra gli altri sicuramente anche parte del Pd) intenda.

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Non mancano legnate al vecchio partito, come negli interventi precedenti erano arrivate dalla stessa Boschi (“è vigliacco il silenzio di chi era in passato alla Leopolda e ora tace” sull'inchiesta Open, dice l'ex ministra riprendendo le parole del leader pronunciate ieri) e da Ettore Rosato (“da loro non prendiamo lezioni”).

Secondo Renzi si voterà senza aspettare la scadenza naturale della legislatura al 2023 perché “i leader di 5 Stelle, Pd, Lega e Fratelli d'Italia hanno interesse a votare. Qualcuno ha un interesse politico e altri per portare in parlamento il prima possibile un proprio gruppo di riferimento”. E qui la frecciata non può che essere che al segretario del Pd Enrico Letta, che al momento si trova a gestire gruppi parlamentari di nominati da Renzi, che al momento di stilare le liste per le elezioni del 2018 era ancora segretario Pd (era nella stessa situazione Zingaretti).

Quanto al “riformismo”, evocato oggi da tanti volti di primo piano di Italia Viva, “noi siamo rimasti sulle nostre posizioni e combattiamo per le nostre battaglie. E' il Pd che vuole abbracciare i populisti”. Cioè il Movimento 5 Stelle.

Contro questa prospettiva, Renzi vede dunque praterie al “centro”, anche se non fa nessun cenno ai nomi di chi o di quali liste potrebbero allearsi alla creatura renziana.

Renzi lancia 'Radio Leopolda'

Non fa nomi nemmeno per la presidenza della Repubblica ma traccia un profilo, dopo avere ringraziato Mattarella ed avere ottenuto l'ovazione dalla platea (“orgoglioso di aver contribuito a far eleggere un tale galantuomo”) che è un identikit abbastanza chiaro.

“La stella polare deve essere l'interesse del Paese” e il nuovo capo dello Stato dovrà avere “prestigio internazionale e garantire stabilità alle istituzioni, avere forza e influenza a livello culturale, economico e politico, in grado di garantire la transizione democratica a livello europeo in un momento nel quale molti Paesi si allontanano dal gioco democratico”. L'esplicito riferimento è alla Polonia e al dramma umanitario al confine con la Bielorussia, dove sono ammassati immigrati e dove la stessa Polonia vuole costruire un nuovo muro per non fare entrare i disperati. “Questa non può essere l'Europa”.

Fuori della Leopolda contestazione a Renzi / LE IMMAGINI

Il profilo disegnato da Renzi ha a ben guardare quindi i medesimi aggettivi con i quali viene spesso dipinto Draghi dai suoi sostenitori. Anche se il leader di Iv si guarda bene dal fare nomi. E con l'ex presidente della Bce che trasloca da Palazzo Chigi al Quirinale le urne potrebbero avvicinarsi, con il conseguente stop, in caso di voto, dei referendum che dovranno tenersi in primavera (giustizia, eutanasia, cannabis legale).

Un'ipotesi che tanti parlamentari cercheranno di evitare, perché dalle prossime elezioni è in vigore il taglio di deputati e senatori e tantissimi non saranno rieletti. Una cosa è certa, Renzi vuole restare al centro della scena in vista degli appuntamenti politici più importanti.

Intanto lancia Davide Faraone a candidato sindaco alle prossime comunali a Palermo. “Ma non facciamo accordicchi. Siamo noi che esprimiamo un candidato. Poi - chiosa Renzi -, Micciché (cioè Forza Italia, ndr) deciderà cosa fare”. Proprio dalla Sicilia parte il laboratorio che molti hanno già ribattezzato 'Forza Italia Viva'. E a chi "vorrebbe liberarsi di noi" Renzi ribatte: "Ci dicono sempre che sarà l'ultima Leopolda, ma ci vedremo anche il prossimo anno".

Dentro la Leopolda 11 di Renzi / LE IMMAGINI

FOTO - Renzi contestato alla Leopolda

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