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Il tour di Borghi (Lega) in città: “Saremo primo partito. Noi legati al territorio, quelli del Pd poi si occupano di interessi personali”

I candidati a Firenze del Carroccio in piazza dell'Unità: “L'abbandono dell'hotel Majestic e lo scempio dei pali della tramvia rappresentano il fallimento del Partito democratico”

“Il 25 settembre si vota un partito, ma si votano anche le persone. In passato a Firenze sono stati eletti Speranza, Bonafede, Ermini. Nessuno di loro ha portato a Roma problemi cari ai fiorentini, si sono occupati di interessi personali. La Lega invece lo farà, il legame con i territori è nella nostra storia”.

Così Claudio Borghi, deputato del Carroccio e candidato come capolista al collegio plurinominale toscano per il Senato, questa mattina in campagna elettorale in città assieme ad altri candidati leghisti.

“Puntiamo ad essere il primo partito del centrodestra in tutta Italia”, assicura l'ex candidato alla presidenza della Regione nel 2015, nonostante i sondaggi diano la Lega ormai sotto di almeno dieci punti rispetto agli alleati di Fratelli d'Italia. “Abbiamo già visto in passato - ribatte -, quanto alcune previsioni si siano rivelate distanti dalla realtà”.

Borghi, sempre stato contrario all'ingresso della Lega nel governo Draghi e sostenitore dell'uscita dall'euro, sulla questione economica più urgente, quella del caro bollette, ha le idee chiare.

“Le sanzioni alla Russia - dice -, vanno riviste. Non hanno impedito che fosse fatto del male agli ucraini ma allo stesso tempo molto male lo fanno ai cittadini e agli imprenditori italiani, con un costo delle bollette ormai insostenibile”.

Posizione sulla linea impostata dal leader Matteo Salvini, ma distante da quella di Giorgia Meloni. “Siamo partiti diversi, è ovvio. Ma ci parliamo e la soluzione intorno ad un tavolo si trova”, chiosa il deputato. Vedremo.

Anche sul rigassificatore a Piombino idea opposta a quella di Meloni. “La soluzione era Gioia Tauro (Calabria, ndr), dove c'è un porto enorme, lontano dai centri abitati e vicino alle infrastrutture del gas”, taglia corto.

Quanto alle aspirazioni di Meloni di presiedere un prossimo governo di centrodestra, Borghi, che nei comizi per le regionali del 2015 non disdegnava la presenza di esponenti di CasaPound, mette le mani avanti: “E' prematuro, aspettiamo il responso dei cittadini nelle urne”.

Intanto i candidati fiorentini puntano sul cavallo di battaglia della sicurezza e sulle infrastrutture.

“Siamo accanto all'hotel Majestic, abbandonato da 15 anni, simbolo del fallimento dell'amministrazione Pd”, dice in piazza dell'Unità il consigliere comunale e segretario cittadino Federico Bussolin, candidato a Firenze nel listino proporzionale della Camera.

“E a pochi metri abbiamo un altro scempio, quello dei pali che deturpano piazza della stazione”. Sul tema delle infrastrutture, Bussolin ribadisce la “necessità di ampliare lo scalo fiorentino”, nonostante la contrarietà di alcuni pezzi della stessa Lega toscana, posizioni bollate come “sensibilità” differenti che “superiamo e che confluiscono nella volontà di sviluppare Peretola, come chiaramente scritto nel programma di Ceccardi per le regionali”.

Poi il sì a realizzare il tunnel dell'alta velocità sotto Firenze e, sul versante sicurezza, la proposta del taser alla polizia municipale. “A Firenze lo chiediamo da inizio mandato”.

Oggi Salvini era ad Arezzo, mentre a Firenze sarà lunedì prossimo, nello stesso Palacongressi che pochi giorni fa ha ospitato Renzi. Su tutto aleggia il fantasma di Giorgia Meloni, che questa sera si materializzerà al Mandela Forum, con l'obiettivo di partire alla conquista anche della fu rossa Toscana.

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