Martedì, 16 Luglio 2024
La replica

Istituto storico della Resistenza, il direttore: “Trasparenza? Numeri e documenti sono sul sito”

Mazzoni risponde a Draghi: “Cariche gratuite e senza gettoni, tutti i contributi sono regolarmente rendicontati”

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“I numeri e i documenti pubblicati nella sezione amministrazione trasparente dell’Isrt rappresentano una parte del bilancio dell’Istituto e corrispondono a quelli richiesti dalla legge in materia di comunicazione della destinazione delle risorse alle cariche sociali e agli associati dell’ente”. Matteo Mazzoni, direttore dell’Istituto storico della Resistenza Toscana risponde così al consigliere comunale di Fratelli d’Italia che nei giorni scorsi aveva polemizzato sull’appello lanciato dal presidente Chiti e ripreso da esponenti dem, riguardante i fondi necessari per la programmazione (la richiesta riguarda il passaggio ad una programmazione triennale delle risorse stanziate fino ad ora annualmente sulla base della legge 38 del 2002), parlando di poca trasparenza. 

“Dal novembre 2022 - precisa - l’Istituto è iscritto al terzo settore e come tale il suo bilancio è consultabile sul Runts (Registro unico Terzo settore). Inoltre, la destinazione delle risorse è indicata in sintesi nelle note presenti nei medesimi documenti. E diciamo anche subito che le cariche di presidente vicepresidente e consigliere dell’Isrt sono gratuite e senza gettoni, basate solo su volontariato e dedizione personale”.

Nell’articolata risposta, Mazzoni fa anche notare come “dal 2020 in poi, nonostante le difficoltà della pandemia e delle sue conseguenze, l'Istituto ha accresciuto enormemente i propri impegni in ogni settore: dalla conservazione del patrimonio, alla didattica, alla ricerca e alla divulgazione scientifica. Ciò è stato possibile grazie al lavoro del personale e di un numero crescente di giovani collaboratori, altamente qualificati, spesso nostri soci”, che hanno anche permesso di vincere “importanti bandi”, che hanno consentito di accrescere le attività. Negli ultimi anni, sottolinea “l'Istituto ha ottenuto contributi su progetto dal ministero della Cultura, amministrazioni comunali, Consiglio regionale, Città metropolitana, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Cesare Marchi, sempre regolarmente rendicontati”.

Tra l’altro, spiega, è stato rafforzato anche il personale attraverso la stabilizzazione di una posizione e l'aumento progressivo delle ore dei dipendenti part-time. La tutela della dignità del lavoro e dei lavoratori, di dipendenti e collaboratori,  è la bussola di queste scelte”.

Sul tema è intervenuto anche Dmitrij Palagi, consigliere a Palazzo Vecchio per Sinistra progetto Comune che parla di “questione politica, non economica”.  “L’attacco di Fratelli d'Italia dovrebbe imporre serietà sull’antifascismo, che non è una ritualità per il voto utile ma una prassi spesso dimenticata”. Per Palagi, “dare per scontato l’Istituto storico della Resistenza, l’Anpi e le tante realtà impegnate sul fronte dello studio del passato, della conservazione della memoria, è l'errore più grande che possiamo fare”.

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