Inchiesta Open, Renzi 'sotto attacco' per l'acquisto di una villa

L'ex premier avrebbe ottenuto un prestito da un imprenditore che avrebbe finanziato la Fondazione e sarebbe stato nominato in una società pubblica durante il governo Renzi

C'è un'inchiesta nell'inchiesta della procura di Firenze sulla fondazione Open e sui trasferimenti di denaro da parte dei donatori: riguarda l'acquisto della villa in via Pietro Tacca che Matteo Renzi ha comprato dalla famiglia Puccini. L'acquisto sarebbe avvenuto grazie a un prestito di 700.000 euro fatto dalla famiglia Maestrelli, che è presente nell'elenco dei finanziatori di Open e che ha visto uno dei suoi esponenti, Riccardo, nominato proprio dal governo Renzi nel consiglio di amministrazione della società pubblica Cassa depositi e prestiti.

È stata una segnalazione dell'Uif, l'Ufficio antiriciclaggio di Banca d'Italia, su alcune operazioni della Cassa di Risparmio di Firenze a portare all'apertura del fascicolo sulla villa di Renzi, acquistata nel giugno del 2018. Un passaggio di 700.000 euro sui conti di Renzi datato 12 giugno, il giorno precedente alla richiesta da parte dell'ex premier e della moglie Agnese Landini di quattro assegni circolari da 400.000 euro per versare la caparra della villa da 1,5 milioni.

Il denaro sarebbe arrivato dal conto di Anna Picchioni, mamma dei tre fratelli Maestrelli, ma in particolare di Riccardo, nominato appunto nel maggio 2015 nel cda di Cassa depositi e prestiti. Nella causale è stato annotato: “prestito”. E, anche se l'ex premier ha già restituito quel denaro, gli inquirenti vogliono fare chiarezza sul tipo di rapporti e sulle relazioni che hanno portato al passaggio di soldi. Tanto più che i Maestrelli, imprenditori dell'ortofrutta, risultano tra i finanziatori di Open.

“E anche oggi tante paginate su di noi, tra fango e pizzini. Ma noi sorridiamo e non molliamo di un centimetro” la replica di Matteo Renzi alla diffusione della notizia sull'inchiesta relativa all'acquisto della villa. “Sulle vicende di Open – ha scritto l'ex premier su Facebook - ripeto i tre concetti. Sulle indagini dei magistrati, noi aspettiamo i processi. Perché siamo garantisti. Dispiace che si facciano perquisizioni all'alba a chi non c'entra niente, nemmeno indagato. Ma si vada a processo e vedremo come finirà. Sulla decisione che Open sia un partito politico e non una fondazione invece siamo in presenza di una cosa enorme. Se fondare un partito è decisione della magistratura e non della politica siamo in presenza di un vulnus per la democrazia”.

Quindi l'affondo contro i pm: “ho criticato l'invasione di campo di due magistrati nella sfera politica e la risposta è la diffusione di miei documenti privati personali. Brivido! Tuttavia non ho segreti. La mia casa, le mie auto, la mia vespa: tutto è perfettamente regolare. Quando ho avuto un prestito, l'ho fatto con una scrittura privata e l'ho onorato restituendolo in cinque mesi. Guadagno molto bene, non ho niente da nascondere. Ma non vi sembra curioso che uno possa ricevere 'avvertimenti' di questo genere?".

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