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Immigrazione, Nardella vede la ministra Lamorgese e chiede un Centro di permanenza per i rimpatri

Vertice in prefettura con Luciana Lamorgese, la titolare del Viminale: “Rimpatri necessari, per Cpr siamo all'inizio, ancora non individuato niente”

Nardella, la prefetta Guidi, la ministra Lamorgese

Il sindaco Dario Nardella, come più volte fatto in passato, è tornato questa mattina a chiedere un Cpr, Centro di permanenza per i rimpatri, non presente al momento in Toscana e sul quale l'ex presidente della Regione Enrico Rossi aveva sempre espresso contrarietà. Lo ha fatto dopo avere incontrato questa mattina alla prefettura di via Cavour la ministra dell'interno Luciana Lamorgese.

“Sul Cpr ho dato la mia collaborazione come sindaco di Firenze e della Città metropolitana”, ha detto il sindaco al termine del lungo Cosp, Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, al quale hanno partecipato i vertici locali di tutte le forze dell'ordine, la prefetta Alessandra Guidi e anche il capo della polizia Lamberto Giannini. Cosp che era stato convocato per discutere di come 'regolare' la movida dal 21 giugno in poi, quando cesserà il coprifuoco (sui dettagli del piano ne sapremo di più a breve).

Sul fenomeno migratorio “è impossibile fare politiche serie senza contrastare fenomeni illegali legati all'immigrazione irregolare. Non parliamo della domestica o dei migranti che sono in attesa di giudizio per la richiesta di asilo, parliamo di irregolari delinquenti responsabili di spaccio, furti e azioni criminose”,prosegue il sindaco.

“I rimpatri sono previsti dalla legge. Non voglio trovarmi fra i responsabili di una Toscana in cui diventa più difficile rimpatriare i delinquenti rispetto ad altre regioni, perché il risultato è che ce li ritroviamo poi per strada. La legalità, è un valore che da perseguire sempre. Deve valere per i cittadini italiani e deve valere anche per le persone straniere. Il tutto nel rispetto dei diritti umani, dei diritti fondamentali e delle esigenze dei territori, ma non ci possiamo permettere di ritrovarci i delinquenti nelle nostre strade con un impatto sociale che poi rende difficile anche l'accoglienza, l'inclusione sociale a cui io come sindaco progressista sono particolarmente sensibile”, aggiunge il primo cittadino.

Una richiesta arrivata dal sindaco più volte anche negli anni passati. Nessun cenno al luogo dove potrebbe essere costruito il centro, sul quale la ministra è rimasta in realtà piuttosto vaga.

"Procedere ai rimpatri è necessario”, ha detto la ministra, che lamenta come la gran parte degli accordi con i Paese terzi sui rimpatri si siano di fatto bloccati durante la pandemia. “Abbiamo accordi vari, però l'unico che funziona con numeri più sostanziosi è con la Tunisia, che ha riconsiderato fin dall'anno scorso i rimpatri nonostante la pandemia", le parole della ministra. “Abbiamo chiesto che si facciano accordi europei”. Quanto al Cpr nell'area metropolitana fiorentina (o in un'altra parte della Toscana) “certamente non è stato individuato ancora niente, siamo all'inizio di un discorso. Dobbiamo vedere al termine se riusciremo a fare sintesi fra le varie esigenze”. Tra cui, sicuramente, quella di coinvolgere i comuni nel cui territorio dovesse ricadere il centro stesso.

Criminalità organizzata e mafie in Toscana: “Non c'è presenza organica”

Lamorgese ha parlato ai giornalisti anche di altre questioni. Tra queste, quella della presenza della criminalità organizzata e delle mafie in toscana, pochi mesi dopo il deflagrare dell'inchiesta Keu sui rifiuti.
In Toscana e a Firenze "non esiste una presenza organica di mafie e criminalità organizzata. Questo è un dato acclarato e definito. Dobbiamo però fare attenzione a che la cultura mafiosa non entri nel territorio a causa della crisi sociale che abbiamo vissuto in questo periodo. Non esiste una presenza organica, ma ciò non esime da controlli che dovranno essere ancora più rigidi e pressanti per evitare che si realizzi un'ipotesi di questo tipo", dice Lamorgese.

E ancora, sulle mafie, “il nostro compito è evitare che si infiltrino – avverte - facendo molta attenzione ai passaggi di proprietà fra le aziende e le attività commerciali in questo momento. Si tratta di una criminalità economica che certamente va attenzionata, unitamente alla criminalità classica e su questo quindi stiamo operando con grande impegno”.

La ministra ha messo in guardia sulla capacità delle mafie di adattarsi e di offrire un “welfare alternativo”, criminale, nelle cui reti può finire soprattutto chi si trova in forti difficoltà economiche. “Per questo il governo fin dall'inizio ha messo a disposizione risorse per evitare che la criminalità potesse infiltrarsi. Forse in alcuni casi sono arrivate in ritardo”, ha detto la ministra.

Lamorgese: “A Firenze 20 nuovi poliziotti”

“Nel piano di riorganizzazione degli uffici è previsto un aumento, seppure limitato, dell'organico complessivo e finalmente arriveranno a conclusione i corsi di formazione, che non avevamo portato a compimento a causa della pandemia. Così potranno arrivare circa 20 unità di polizia in più, ma anche per carabinieri e guardia di finanza è prevista una rimodulazione secondo le esigenze che verranno determinate”. Così la ministra Lamorgese, annunciano 20 nuovi poliziotti in arrivo a Firenze. Per il momento sul quando arriveranno.

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