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Palazzo Vecchio, Grassi: in Corte dei Conti dossier su assunti Renzi-Nardella

Il capogruppo di 'Firenze riparte a sinistra' si rifà ad una sentenza dei giudici contabili emiliani: "Chiediamo di sospendere immediatamente gli stipendi degli attuali assunti a chiamata dell'ufficio del sindaco del Comune di Firenze"

Palazzo Vecchio

"Chiediamo di sospendere immediatamente gli stipendi degli attuali assunti a chiamata dell'ufficio del sindaco del Comune di Firenze". La richiesta arriva da Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze a sinistra (Sel; Prc) in Palazzo Vecchio, e nasce "dopo la sentenza della sezione giurisdizionale della Corte dei conti dell'Emilia Romagna, che condanna tutti gli amministratori della Giunta e la dirigenza del Comune di Bologna che hanno contribuito a violare la normativa sulle assunzioni a chiamata". Sentenza, sottolinea Grassi in conferenza stampa, del "24 novembre del 2014", depositata a gennaio, "che ha per oggetto il capo gabinetto del sindaco Merola negli anni 2011-2013", Marco Lombardelli, poi costretto alle dimissioni per una vicenda di posizione dirigenziale per la quale non aveva la laurea necessaria.

Nella sentenza, continua Grassi, la Corte ha sanzionato "tre profili" adottati da Palazzo d'Accursio: "incarichi dirigenziali per i quali, per legge, sarebbe necessario il possesso della laurea; l'elusione della retribuzione economica per chi, assunto come funzionario, attraverso un'indennita' onnicomprensiva, ha raggiunto uno stipendio dirigenziale; il ricorso a contratti articolo 90 per posizioni con compiti gestionali e amministrativi". Tre fattispecie, precisa Grassi, "che, dal 2009 ad oggi, passando per la giunta Renzi prima e ora per quella Nardella, riguardano anche Palazzo Vecchio".

Da qui, sottolinea Grassi, la scelta di "chiedere nelle prossime ore un incontro alla Procura e alla Corte dei Conti per depositare i documenti finora raccolti sulle assunzioni negli ultimi 6 anni", visto che "le risposte che avevamo chiesto alla Giunta nel Consiglio comunale di oggi sulla correttezza delle procedure non arrivano per la seconda settimana consecutiva".

Grassi, nel suo affondo, precisa tuttavia come "la sentenza della Emilia Romagna non sia immediatamente applicabile al caso fiorentino", anche se "ravvisiamo una similitudine tra i casi" e "non possiamo non sospettare quantomeno la possibilita' di violazione della legge in quanto a valere e' la stessa normativa". Per questi motivi, conclude, "avanziamo la nostra proposta di sospensione e chiediamo di inviare le lettere di messa in mora per i casi dei dipendenti che avessero cessato il loro rapporto di lavoro col Comune di Firenze".

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