Domenica, 26 Settembre 2021
Politica

Fase 2, da Renzi siluro su Conte: "Basta attacchi a libertà e Costituzione"

Malumori nella maggioranza, governo nel mirino sulle riaperture

"Ho impedito i pieni poteri a Salvini". Come dire, figuriamoci se li voglio per Conte. Matteo Renzi stoppa il premier Conte e la sua gestione dell'emergenza. "Continuare a intervenire sulle libertà costituzionali in questo modo è sbagliato e costituisce un pericoloso precedente", ha detto a chiare lettere criticando le modalità in cui il governo sta gestendo l'emergenza coronavirus, accusato da più parti di usare mezzi mediatici e scavalcare il Parlamento.

"La libertà di movimento, la libertà religiosa e tutte le altre libertà non sono 'consentite' da un Governo: la libertà viene prima del Governo. La libertà legittima il Governo, non viceversa. Quando succede il contrario, sono tempi bui per tutti. E se anche rimanessi il solo a dirlo, continuerò a farlo ad alta voce", ha aggiunto Renzi.

"La cosa più logica sarebbe che il presidente del consiglio trasformi il dpcm in un decreto legge che vada in Parlamento e su cui discutere tutti insieme", ha spiegato intervenendo alla trasmissione "DiMartedì", su La7. "Ha ragione chi dice che dobbiamo riaprire con intelligenza, io dico soltanto che Francia, Germania e Spagna hanno chiuso meno di noi, e le aziende che non hanno chiuso ci stanno portando via fette di mercato. Io non dico di riaprire alla carlona, teniamo aperti certi settori. Il parrucchiere di Bastia Umbra è diverso da quello di Piacenza", ha proseguito.

Il leader di Italia Viva ha sottolineato di non voler mettere in bilico il governo, in un momento così delicato. Ma certo non è la prima volta che, dopo aver fatto nascere il Conte-bis, non si lascia sfuggire l'occasione di una stoccata. E i bisbiglii dello "stai sereno" continuano a risuonare, in attesa di un "assalto" più consistente quando l'emergenza si sarà attenuata.

"Il problema non è il rapporto con il Governo: noi voteremo comunque a favore del decreto legge del ministro Gualtieri su liquidità e aiuti, sperando che i soldi arrivino prima possibile nelle tasche degli italiani", ha precisato.

Una presa di posizione che, però, mette a nudo ancora una volta le contraddizioni nella maggioranza: le critiche al Presidente del Consiglio non arrivano solo dalle opposizioni. Anzi.

La sortita di Renzi costringe anche il Pd ad uscire allo scoperto. Il segretario Zingaretti esclude che i Dpcm stiano "calpestando la Costituzione", come ha detto il leader di Italia Viva, ma nel Pd si teme di pagare il prezzo delle mosse dell'esecutivo. E i malumori serpeggiano, alimentati dalle scelte sulle riaperture. 

Allo stato attuale non si vede una maggioranza alternativa a quella attuale e pare assai improbabile che il Movimento 5 Stelle possa digerire il sacrificio di Conte. Ma la situazione è in continua e rapida evoluzione: la crisi post emergenza sanitaria potrebbe far emergere una situazione sociale in ebollizione.

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