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Gay Pride, scontro in consiglio: "Il gonfalone non cambia la vita degli omosessuali"

Grassi: "Maggioranza Pd non all'altezza". Concia: "Meglio la legge sulle unioni civili del gonfalone"

Ancora polemiche per la mancata concessione del gonfalone di Firenze alla sfilata del Pride Toscana, in programma sabato prossimo, 27 maggio, ad Arezzo.

E' stato il consigliere Tommaso Grassi a riportare oggi la questione in consiglio comunale, dopo che alcune settimane fa il consiglio, a maggioranza Pd, aveva bocciato la sua mozione per far sfilare ufficialmente il simbolo di Firenze.

“Dicendo no al gonfalone il consiglio si è dimostrato non all'altezza, bene invece che l'assessora Paola Concia (ex parlamentare, nota per le sue battaglie sui diritti per la comunitù lgbt, ndr) abbia 'sospeso il giudizio' sul voto e abbia deciso di incontrare le associazioni”, dice Grassi.

Concia però rispedisce al mittente il tentativo di incrinare i rapporti tra la neo assessora e il gruppo del Pd, dopo i rapporti non idilliaci delle ultime settimane. “Solo in in Italia una donna che fa l'assessore al turismo e alle relazioni internazionali, siccome è lesbica e ha fatto battaglie sui diritti civili, è costretta a rispondere ad interrogazioni che non hanno a che fare con le sue materie”, la risposta di Concia, che lamenta “polemiche strumentali sul mio nome”.

La vita degli omosessuali non cambia con la presenza del gonfalone in corteo, ma con leggi come quella sulle unioni civili. E il Comune ha già dato il patrocino al Pride Park, alla Limonia di Villa Strozzi dal 10 giugno prossimo all'8 luglio”, ha aggiunto Concia.

Resta il fatto che molte associazioni del monto lgbt non hanno gradito la mancata concessione del gonfalone. La stessa polemica, con il gonfalone negato, si ebbe anche per il Gay Pride di Firenze dello scorso anno.

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