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Lunedì, 15 Aprile 2024
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Sul Forteto "ignavia" e "malafede". "Era una macchina di voti. Il Pd ostacolò la verità"

In commissione parlamentare parla Paolo Bambagioni: "La cooperativa ha coperto una setta: ora va sciolta"

Il Forteto, la cooperativa che accoglieva minori dove per decenni sono stati commessi abusi e maltrattamenti, era "una macchina di voti". Perché sì, "il responsabile principale è il Tribunale dei minori di Firenze, che ha affidato questi bambini", ma ora "sciogliete la cooperativa", che "è stata la copertura di una setta, ha coperto dei criminali e oggi si fa finta di cambiare qualcosa perché tutto rimanga uguale".

A parlare in Commissione parlamentare sul caso Forteto è stato oggi l'ex Presidente della Commissione regionale d'inchiesta sul caso, Paolo Bambagioni. Politico fra i primi ad aiutare le vittime nelle loro denunce, sul tema ha combattuto una battaglia all'interno del suo stesso partito, il Pd.

Frasi al fulmicotone, le sue. "Tutti hanno voluto farsi belli col Forteto, chi in buona fede, chi no", ha detto. Ma poi "quando è stato il momento nessuno è venuto a partecipare, si vergognavano e prendevano le distanze", riferendosi alla raccolta firme per istituire la commissione regionale che, ha detto, è stata "ostacolata dal Pd". "Solo un altro consigliere del Pd di Prato aderì, nessun altro di maggioranza", ha sottolineato. "Questa è l'ignavia - ha aggiunto Bambagioni - l'ignavia umana e politica". 

Il riferimento è a Rodolfo Fiesoli, capo del Forteto condannato in via definitiva ed oggi in carcere: "Quest'uomo aveva dei soldi, faceva le tessere di partito e del sindacato. Un furbo". Talmente furbo che ha "infinocchiato" "uno dei più furbi d'Italia, Renzi, che lo premiò nel 2011". Pochi giorni dopo Fiesoli fu arrestato. 

Secondo Bambagioni, ad oggi, non si è fatto ciò che si sarebbe dovuto fare. "La cooperativa è sempre viva e vegeta. - ha sottolineato - Neanche il commissario governativo ha fatto il suo dovere. Le vittime sono arrabbiate perché loro vedono chi continua a comandare ancora in cooperativa. Hanno fatto solo un maquillage". "Questi soldi sono stati costruiti sullo sfruttamento del lavoro delle cooperative. - ha proseguito - E' stata la copertura di una setta, ha coperto dei criminali e oggi si fa finta di cambiare qualcosa perché tutto rimanga uguale".

Anche Enrico Rossi, intervenuto in audizione in Commissione nei giorni scorsi, secondo Bambagioni, "ha difeso le vittime ma non ha attaccato la cooperativa". "La lega delle cooperative in Toscana è forte, non c'è interesse ad approfondire", ha aggiunto.

Bambagioni ha tirato in ballo anche le responsabilità delle amministrazioni locali: "Il territorio ha perso tante occasioni", con "tanti campanelli d'allarme ignorati. C'era una volontà ideologica di difendere una istituzione considerata un fiore all'occhiello". Infine un suggerimento alla Commissione: "Seguite i soldi: milioni realizzati sfruttando le persone". 

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