Firenze lancia il patto antirazzista  

Nardella: “Coinvolgeremo gli studenti delle scuole superiori. È importante che parta dalle nuove generazioni”

Credits by sindaco Dario Nardella

Un portale collegato a un logo da mostrare in diversi luoghi della città: sulle vetrine delle botteghe, sugli autobus, nelle scuole, nelle sedi istituzionali, nei mercati e nei luoghi di lavoro. È una delle idee emerse nel corso della prima riunione che si è tenuta in Sala d’Arme a Palazzo Vecchio, con la quale si è ha dato il via al progetto del patto antirazzista ‘Firenze non odia’ voluto dal sindaco Dario Nardella, il quale coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori cittadine, che saranno chiamati a scrivere il documento.

“L’incontro è stato improntato alla concretezza per combattere il razzismo, l’odio e ogni forma di discriminazione - ha affermato il sindaco -. Non ci sono state solo enunciazioni, si è parlato dei progetti già realizzati, delle esperienze fatte e sono emerse delle buone idee. Tra queste quella di realizzare un portale come contenitore nel quale far confluire tutte le idee, le azioni e i progetti per combattere il razzismo. Il portale come una sorta di cornice che mostra l’impegno di tutti i soggetti, ma soprattutto la capacità di mettere insieme le diverse azioni mirate a sensibilizzare ed educare i giovani non solo al rispetto degli altri, ma anche al rispetto dei valori dell’accoglienza, alla propensione al dialogo e alla costruzione di una comunità basata sul pluralismo culturale, come è quella di Firenze”. “Firenze ha gli anticorpi per reagire all’onda di odio che attraversa il nostro Paese - ha detto Nardella -, ma è necessario moltiplicare gli anticorpi e unire le energie. Da qui l’idea di costruire insieme un patto contro l’odio con tutti i protagonisti della città e con un’attenzione particolare verso i giovani e le scuole. Perché è alle nuove generazioni che dobbiamo parlare. È da loro che possiamo ricevere l’aiuto più grande”.

Nel corso del suo intervento il sindaco ha sottolineato più volte l’importanza di coinvolgere il mondo della scuola nella stesura del patto, definendo l’impegno dei ragazzi “fondamentale e primario”. “Vogliamo far scrivere il patto agli studenti delle scuole superiori perché è importante che parta dalle nuove generazioni”, ha dichiarato Nardella. Che ha aggiunto: “Diamo ai ragazzi tutto il tempo necessario affinché possano aiutarci a scrivere qualcosa di davvero originale, innovativo e importante”.

All’incontro hanno partecipato tra gli altri la vicesindaca Cristina Giachi, gli assessori, il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, don Giovanni Momigli, il rabbino capo Gad Fernando Piperno, l’imam Izzedin Elzir, l’Anpi, l’Arci, le associazioni di categoria, i rappresentanti dei sindacati, l’Ufficio scolastico regionale. L'incontro di oggi in Sala d'Arme è solo l'inizio di un percorso più ampio che valorizzerà anche i contributi e le idee di associazioni e cittadini non presenti al tavolo. L'obiettivo è infatti aprire il patto antirazzista a tutta la città.

Tra le varie proposte emerse nel corso dell’incontro c’è stata anche quella di introdurre negli statuti delle organizzazioni del mondo dello sport, della scuola, delle Istituzioni dei principi rivolti al contrasto verso le forme di odio, violenza, antisemitismo e razzismo. “Noi stessi, come amministratori del Comune di Firenze - ha spiegato il sindaco -, potremo valutare di inserire, come un criterio preferenziale, questi principi negli statuti dei soggetti che noi finanziamo in tanti campi, dalla scuola, allo sport, al sociale”. 

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