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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Politica

Palazzo Vecchio, ancora nervi tesi tra Pd e Italia Viva: i dem chiedono alla neo renziana Felleca di lasciare la vicepresidenza

La richiesta dopo il passaggio della consigliera nel partito di Renzi, che continua a pungolare: “Altri amici si uniranno a noi”

Non si può dire che ci siano rimasti bene. “Prendiamo atto della decisione, del tutto inaspettata, ma non possiamo che registrare un certo sconcerto”. Così ieri, in una nota stampa, il segretario cittadino del Pd Andrea Ceccarelli ed il capogruppo in consiglio comunale, Nicola Armentano, in merito alla decisione della consigliera Barbara Felleca di lasciare i dem per approdare ai lidi del terzo polo, sponda Italia Viva.

“Il malumore che la consigliera ha addotto come ragione della scelta non ci era mai stato comunicato, anzi”, proseguono Ceccarelli ed Armentano, che ora chiedono a Felleca di dimittersi dalla carica di vicepresidente dell'assise, arrivata con i voti Pd.

“Riteniamo la decisione irrispettosa nei confronti della comunità del Pd, di cui è stata parte attiva fino all’altro ieri. Stile e correttezza istituzionale vorrebbero che da parte sua ci fosse una riflessione sull’opportunità di mantenere un incarico conferito nell’ambito di una diversa appartenenza politica, con il sostegno dei consiglieri Pd”, chiedono i due esponenti del Pd, che di fatto resta privo di vice presidenti a Palazzo Vecchio (uno è Emanuele Cocollini, ex Lega e ora gruppo Centro, e l'altra è appunto Felleca), pur esprimendo il presidente Luca Milani.

Italia Viva ha invece ovviamente accolto con giubilo massimo la nuova arrivata, con messaggi di benvenuto arrivati da consiglieri di quartiere, regionali e su su fino allo stesso Matteo Renzi, che continua a pungolare. “Benvenuta ad una donna coraggiosa e libera, nei prossimi giorni altri amici si uniranno al nostro cammino”, le parole del leader di Italia Viva, che fischiano nelle orecchie democratiche.

E chi sono questi altri amici? I maggiori indiziati in consiglio comunale sono gli ex Lega, ora gruppo Centro, Cocollini e Montelatici, anche se tirati in ballo smentiscono sempre, e, tra i dem, nomi come quelli dell'ex segretario cittadino Massimiliano Piccioli o del ristoratore Stefano Di Puccio.

“Il Pd è nervoso. Invece di criticare chi fa scelte di coscienza pensi ai problemi della città”, attacca Francesco Grazzini, coordinatore fiorentino di Iv, che naturalmente non vuol sentire parlare di rinunce alla vicepresidenza da parte della neo italoviva. Ovviamente la destra coglie la palla al balzo e mette il dito nella piaga.

“Difendiamo il ruolo istituzionale della vicepresidente Felleca. Chiedere le dimissioni è un gesto che sa di vendetta per liti interne al Pd, una scelta dettata unicamente dalla rivalità ormai evidente tra dem e terzo polo, ma nulla ha a che vedere con le dinamiche del consiglio comunale”, scrivono quindi in una nota congiunta i gruppi di Centro, Lega e Fdi.

Ieri è stato anche il primo consiglio comunale con il rientro tra i banchi della giunta di Giovanni Bettarini, che prende il posto dell’ormai ex assessore, di lungo corso, Federico Gianassi, eletto alla Camera. Passaggi che per i 5 Stelle rappresentano un “mercato delle vacche”, mentre la sinistra chiede al sindaco di Nardella di “smettere di usare Firenze” per tornaconti personali.

Sindaco che domani, mercoledì 9 novembre, con una conferenza alla stampa estera a Roma lancia il tour nel Paese per presentare il suo nuovo libro 'La città universale'. Tour che, è il segreto di Pulcinella, servirà per valutare la possibilità di candidarsi alla segreteria del Pd (la tappa fiorentina è prevista per domenica prossima, 13 novembre, al Tuscany Hall).

Felleca, nella lunga lettera d'addio, ha scritto tra le altre cose che il Pd è “un partito che ha perso il contatto con la gente, che non ha saputo raccogliere la sfida culturale e politica della destra che oggi governa e alla quale abbiamo permesso di rivendicare come propri temi che appartengono invece alla nostra tradizione”.

Il Pd, a livello locale e nazionale, resta dilaniato dagli scontri interni e dai dubbi amletici: continuare a seguire Renzi o prendere finalmente un'altra strada? Quanto a Felleca e alla sfida della destra, non ditele che Renzi per la presidenza della Regione Lombardia ha appena candidato Letizia Moratti, espressione per antonomasia della destra berlusconiana. Questa sì che è una sfida vinta. Ma, appunto, non fateglielo sapere.

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