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Gianassi: “Qui il Pd farà il miglior risultato d'Italia. Porto a Roma il modello Firenze, opere pubbliche e buon governo”

Intervista al candidato del Pd all'uninominale della Camera: “Non esistono collegi blindati, massima mobilitazione fino al voto. Italia viva? Continueremo a governare insieme città e Regione”

Quarantadue anni, avvocato, due bambini, presidente del Quartiere 5 dal 2009 al 2014. Poi il salto a Palazzo Vecchio. Assessore a sicurezza e lavoro nel primo mandato di Dario Nardella sindaco e dal 2019 titolare di bilancio ed economia.

Federico Gianassi, fortemente sponsorizzato in primis proprio dal primo cittadino, è il candidato del centrosinistra, in quota Pd, al collegio uninominale 7 della Camera. Quello di Firenze, da molti considerato “sicuro”.

“Non esistono collegi blindati”, mette però le mani avanti l'assessore. “Siamo mobilitati al massimo, occorre un grande sforzo per raggiungere l'obiettivo e vincere”.

Gianassi, cos'è il 'modello Firenze' che vorrebbe portare a Roma?

“E' un modello che coniuga alti valori, buon governo e concretezza. Prendiamo le tramvie. Anni fa non esistevano, siamo riusciti a farle e migliorare ambiente e vita dei cittadini. Abbiamo riqualificato tante piazze, dalle Cure all'Isolotto, garantendo spazi più belli. Questo è il modello che ho in mente, avere grandi obiettivi e raggiungerli”.

A proposito di Isolotto, domenica prossima il Pd sarà lì in piazza. L'avanzata della destra fa paura?

“La partita è tutta da giocare. In tutta Italia c'è ancora spazio per fare un ottimo risultato, tanti devono ancora decidere cosa votare. Se ci mobilitiamo tutti in questi ultimi giorni di campagna elettorale possiamo arrivare al successo. La giornata dell'Isolotto rientra in questa grande mobilitazione”.

Intanto il caro bollette attanaglia famiglie e imprese...

“Servono subito misure nazionali per contrastare una situazione ormai insostenibile. Noi facciamo la nostra parte, come fatto con lo stanziamento extra per le piscine comunali”.

Capitolo aeroporto. La Cucchi si è detta contraria, ma Sinistra Italiana lo è da sempre. Fossi, invece, è contrario ma è candidato dal Pd

“Cucchi non è certo responsabile del fatto che per 40 anni non si è fatto. La mia posizione, come quella del Pd fiorentino e regionale, è da sempre favorevole all'ampliamento e continuerò a battermi per questo”.

Anche di tunnel tav e stazione Foster si parla da decenni

“Vanno fatte. Le opere pubbliche migliorano la vita dei cittadini, come dimostra la tramvia. Mi impegnerò per realizzare quelle che da tanti anni servono a Firenze e alla Toscana”.

Italia Viva attacca più il Pd che la destra, ma governate insieme Firenze e la Regione: potrete continuare a farlo come se nulla fosse?

“E' un dibattito artificioso, distante dai cittadini. Noi facciamo una campagna elettorale tra le persone, pancia a terra, per essere la città dove il Pd farà il risultato migliore d'Italia, così da confermarci la comunità politica di riferimento per i fiorentini. Detto questo, non vedo rischi per le giunte comunale e regionale”.

Lavoro e reddito di cittadinanza

“Sul lavoro il Pd ha un programma preciso: una mensilità in più per tutti i lavoratori, stop agli stage gratuiti e al loro posto contratti di formazione retribuiti, incentivi alle aziende che assumono giovani a tempo indeterminato. Quanto al reddito, oltre al sostegno alle persone in stato di bisogno serve rafforzare la parte relativa alle politiche attive, riguardanti l'inserimento nel mondo del lavoro”.

Se le chiedo cosa intende fare per i diritti cosa risponde?

“Penso allo Ius Scholae, dobbiamo dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia e che da tempo studiano qui”.

Che pensa della flat tax, bandiera del centrodestra?

“Per tutelare una piccola fascia di popolazione, la più benestante, comprometterebbe la tenuta dello stato sociale: dalla sanità, alla scuola, al trasporto pubblico”.

Anche a Firenze però c'è un piccola flat tax, l'addizionale Irpef comunale uguale per tutti

“E' la più bassa d'Italia e la rivendichiamo con orgoglio, perché riguarda il reddito di lavoratori e famiglie fiorentine che vogliamo sostenere, in una città dove dobbiamo promuovere il lavoro e limitare la rendita”.

La rendita, problema fiorentino e nazionale. Come si combatte?

“A Firenze abbiamo utilizzato strumenti locali, come il blocco alle nuove attività di ristorazione per tre anni e il regolamento di difesa delle attività storiche. Ma servono anche norme nazionali, che diano ai Comuni maggiori poteri di intervento”.

In 10 degli ultimi 11 anni il Pd è stato al governo, come vi ricordano ogni giorno da destra. Potevate far qualcosa di più?

“Si può sempre far di più, ma siamo stati impegnati per il bene del Paese. Ricordo invece alla destra che loro, nel 2011, dopo tre anni di governo Berlusconi-Tremonti, di cui Giorgia Meloni faceva parte, hanno lasciato l'Italia in una situazione economica e finanziaria disastrosa. Meglio non ripetere quell'esperienza”.

La prima proposta di legge che porterebbe in parlamento

“Un provvedimento per affrontare il caro bollette, una legge nazionale che consenta ai comuni di svincolare le risorse che hanno già in cassa. A Firenze abbiamo 60 milioni di euro pronti, non possiamo spenderli per vincoli nazionali. Con quei soldi aiuteremmo imprese e famiglie”.

Chi vedrebbe bene a Palazzo Vecchio al posto suo?

“Su questo non metto bocca, la scelta compete solo al sindaco”.

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