Fase2, Rossi "molla" sulla riapertura: "Non sarà graduale"

Il lungo post del Presidente che avrebbe preferito scaglionare l'alzata delle saracinesche

Il governatore Rossi molla la presa per tener saldo il tessuto sociale. In un lungo post pubblicato stamani su Facebook, poche ore dopo il confronto Governo-Regioni, chiarisce infatti come avrebbe preferito distanziare le riaperture - così da ridurre ancor di più i rischi - ma abbia dovuto scegliere per non far perdere terreno alla propria regione. A questo si è aggiunto anche il fatto che la distanza di sicurezza è scesa ad un metro, una misura più sostenibile per quasi tutte le tipologie di attività.   

Le linee guida venuto fuori dal vertice Governo-Regioni 

"Diversamente dalle decisioni, comunicate dal presidente Conte ieri mattina, di una ripartenza graduale e di una distanza di due metri per molte attività, ieri sera il governo ha deciso la svolta. O meglio, un vero contrordine. La distanza si è ridotta notevolmente, ad un solo metro, e l’elenco delle attività da riaprire si è allungato, praticamente a tutte e subito".

"La mia opinione era e resta diversa ma non voglio che la Toscana sia penalizzata rispetto ad quadro nazionale di cui comunque tra poco tempo, quando a fine mese la circolazione tra regioni tornerà libera, finirebbe per risentire annullando gli effetti di eventuali interventi a favore di una maggiore sicurezza". "I nostri dati sono migliori rispetto a quelli di tante regioni sia in termini di mortalità sia in termini di diffusione e controllo del contagio. Pertanto, oggi, appena saremo in possesso delle disposizioni nazionali, adotteremo, allineandoci con esse, le ordinanze regionali in Toscana".

Rossi fa appello anche al buonsenso dei toscani: "Restano a tutela generale della salute due elementi fondamentali: la nostra consapevolezza di cittadini nell’assumere comportamenti appropriati che evitino quanto più possibile la diffusione dei contagi; la capacità del servizio sanitario regionale di individuare e isolare i casi positivi".

Il Presidente si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa: "Avrei preferito maggiore cautela, ma sono sicuro che anche in questa nuova fase la Toscana riuscirà bene, e comunque meglio di tante altre regioni le quali, con alle spalle un quadro ben più drammatico, hanno fortissimamente voluto che si riaprisse tutto e subito e con il metro corto. Pur nella consapevolezza delle oggettive difficoltà della situazione, l’impressione è che si proceda a colpi di strambate, a cambiamenti repentini: prima chiusure tardive e blande per certe realtà, poi blocchi totali a prescindere da ogni altra valutazione e infine aperture che preannunciano e spingono verso una normalità che purtroppo non esiste ancora. Il mio timore è che così finiamo per lasciare sul campo effetti più pesanti di altri paesi, sia sul piano della salute che su quello economico. Mi auguro sinceramente che non si debba tornare indietro. E che la ripresa delle attività sia realmente anche una ripresa economica. Ma questo è un altro argomento".

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“Dopo tre mesi di sacrifici, denunce e lotta, siamo soddisfatti. Felici che Governo centrale e Regione Toscana abbiano riconosciuto che siamo in grado di poter tornare in attività garantendo sicurezza per la clientela, i nostri dipendenti e noi stessi” così Daniela Vallarano e Antonella Batacchi, presidenti di CNA Estetica e CNA Acconciatura Firenze all’annuncio Facebook da parte del Governatore Rossi che le 2.282 imprese del settore presenti nella Città Metropolitana (1680 parrucchieri e 602 estetisti per l’86% artigiani) "potranno aprire le loro saracinesche già da lunedì 18 e non, come paventato nelle settimane scorse, in giugno".

Di avviso simile anche la Confesercenti Metropolitana: "Se il Governatore Rossi (come ha scritto stamani sul proprio profilo social) adotterà, nella giornata di oggi, una ordinanza regionale conforme ai risultati finali della Conferenza Stato/Regioni, da lunedì 18 maggio potranno riaprire tutte le attività commerciali "oggetto" di Lockdown da oltre 60 giorni: commercio di vicinato, ambulanti, pubblici esercizi, servizi alla persona e imprese del benessere". "Lo si farà attraverso "regole d'ingaggio" molto diverse rispetto ai parametri INAIL che avevano gettato nello sconcerto decine di migliaia di imprenditori negli ultimi giorni e che avrebbero di fatto reso impossibile, per molte di loro, riaprire i battenti".
 

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