Ex Poste via del Pratellino: oggi verrà chiesto il dissequestro

Oggi l'assessore Massimo Mattei dovrebbe chiedere il dissequestro delle ex Poste di via del Pratellino. Il Comune e Publiacqua si costituiranno parte civile nel processo

Mercoledì scorso i carabinieri hanno sequestrato le ex Poste di via del Pratellino 7, dove si stavano compiendo lavori di bonifica dall’amianto prima di procedere all’abbattimento dell'immobile. Oggi il Comune presenterà un ricorso urgente al tribunale per chiedere il dissequestro immediato dell’edificio e procedere alla demolizione. Queste le intenzioni dell’assessore al decoro Mattei dopo i sigilli apposti ai cantieri da parte del gip, accogliendo un’istanza presentata dall’impresa Gala srl, nella quale quest’ultima nega la presenza di amianto nell’edificio. L’azione del Comune servirà a controvertere l’istanza, dato che la presenza d’amianto sarebbe stata accertata  proprio dall’amministrazione insieme alla Asl.

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Il sindaco Renzi, entrato nel merito della questione nei giorni scorsi, sembra voler portare a termine la vicenda “Spero che l'8 agosto si possa buttare giù la struttura: se non lo faremo perché c'è una sospensione o perché ci viene impedito per qualche altro motivo, comunque per l'amministrazione, anche se fosse una delle ultime cose da fare, quel mostro, quella schifezza si butta giù".

Riferendosi poi al presunto smaltimento illecito d’amianto all’interno degli scarichi fognari, Publiacqua si costituirà parte civile. "Quanto successo alle ex Poste - afferma in una nota il presidente Erasmo D'Angelis - è sconcertante, non è tollerabile una superficialità del genere per la bonifica di un materiale pericolosissimo come l'amianto, sversato illegalmente e irresponsabilmente nei tombini delle fognature. Insieme al Comune di Firenze anche Publiacqua si costituirà parte civile per difendere un servizio di qualità, tutelare i cittadini, i nostri lavoratori e l'ambiente. Chiediamo alla magistratura di procedere celermente all'accertamento delle responsabilità".

Publiacqua ha spiegato anche di aver preso "le dovute precauzioni di sicurezza per i tecnici impegnati nel servizio di gestione e manutenzione delle fognature nella zona interessata dallo sversamento e sui fanghi che arrivano al depuratore di San Colombano”.

 

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