Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Rossi lancia "Democrazia e Lavoro". Ma in Toscana la sinistra c'è già

Il governatore in bilico propone il nome del nuovo soggetto. Sinistra italiana prende le distanze

"Se il Consiglio regionale ritiene di dovermi dare la sfiducia se ne assumerà la responsabilità. Le Regioni non si governano sulle divisioni nazionali". Così Enrico Rossi è tornato oggi sulla sua scelta di abbandonare il Partito democratico, parlando dello scenario sul suo mandato da governatore della Toscana, aggiungendo di essere "a disposizione".

Il nodo potrebbe però arrivare al momento delle elezioni politiche, quando Rossi potrebbe essere chiamato a candidarsi per rappresentare il nuovo soggetto. "Io non ho fatto tutta questa confusione per trovarmi un posto al Parlamento, cosa che sarebbe facile - ha detto Rossi - visto che già nel 2014 i renziani mi avevano proposto di andare a fare l'eurodeputato". 

Intanto ci si interroga sul nome del nuovo soggetto politico. "Penso a due parole che sarebbero davvero importanti: Democrazia e Lavoro - ha detto Rossi ad Agorà su Raitre - lavoro oggi che si traduce in una piattaforma digitale, in un algoritmo è una piattaforma di sofferenza, ma nel Pd se ne discute assai poco".

I dubbi nasono laddove Rossi, che a livello nazionale potrà provare a conquistare lo spazio alla sinistra del Pd, in Toscana potrebbe non avere in quella parte del campo grandi margini. Basti pensare che alle elezioni regionali che si sono tenute poco più di un anno e mezzo fa, a sinistra si è presentata "Sì Toscana a Sinistra" guidata da Tommaso Fattori che ha conquistato il 6,28% dei voti.

E nel frattempo il Partito democratico ha perso nuovi pezzi a sinistra. Un indicatore da questo punto di vista arriva dai segnali inviati dai seguaci di "Sinistra italiana", soggetto politico che lo scorso fine settimana ha eletto a leader il pisano Nicola Fratoianni e respinto ogni ipotesi di fusione con gli "scissi" dal Partito democratico.

L'ex consigliere regionale di Sel (ora Sinistra italiana) Mauro Romanelli spiega con efficacia la situazione sulla sua pagina Facebook, definendo la nuova forza di Rossi "un soggetto progressista moderato, rosa pallido direi, istituzionale, che ambisce ad essere centrale nella politica italiana", mentre Sinistra italiana dev'essere "di radicale alternativa, che si schieri con i più deboli, coi diseredati, con i migranti, con i poveri, con i giovani, con la scuola la ricerca e la cultura, contro i disastri ambientali. Sono convinto che ci vogliano entrambe le cose - conclude - il nostro ruolo comunque sia è un altro. Non avverso, ma diverso. Molto diverso".

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