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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Politica

Turismo, Nardella apre alla proposta di raddoppiare la tassa di soggiorno: albergatori già in rivolta

L'emendamento alla manovra arriva dall'ex assessore di Palazzo Vecchio Federico Gianassi: "Per le città c'è un problema oggettivo di risorse"

Innalzare il tetto massimo della tassa di soggiorno fino a 10 euro a persona a notte, rispetto ai 5 attuali. La proposta è contenuta in un emendamento alla manovra finanziaria in discussione in parlamento, presentato dall'ex assessore al bilancio di Palazzo Vecchio Federico Gianassi, ora deputato del Pd.

Sulla proposta il sindaco Dario Nardella, intervistato dai cronisti questa mattina a Palazzo Vecchio, appare decisamente favorevole. Del resto l'ex assessore è un uomo del sindaco, difficile che non ne abbiano parlato già prima della proposta arrivata nero su bianco alla Camera.

"Vedremo come andrà il voto e se l'emendamento sarà accolto. Sicuramente c'è un problema oggettivo di risorse per le nostre città e visto che non vogliamo alzare le tasse locali dobbiamo trovare altre risorse", scandisce il primo cittadino, poco prima del tradizionale brindisi di auguri pre natalizi con la stampa.

"L'imposta di soggiorno viene pagata dai turisti e dai visitatori ed è una risorsa che può aiutare molto la città, tenendo conto che tanti costi per la gestione dei servizi sono legati anche all'uso della città che viene fatto proprio dai turisti. Vedremo come andrà il voto e se potremo avere anche questa opportunità in più", aggiunge Nardella. Come a dire: se potremo alzarla, molto probabilmente lo faremo.

Un'apertura che si aggiunge a quella già fatta ieri dall'assessora al welfare, e in corsa per la futura poltrona di prima cittadina, Sara Funaro. "Non vogliamo far pagare l'aumento del costo di servizi come pulizia e trasporti sui residenti. Se passerà l'emendamento apriremo un confronto con gli operatori del turismo per valutare insieme come utilizzare le risorse in arrivo", le sue parole.

Frasi che però a quegli stessi operatori appaiono "irricevibili". "Siamo arrabbiati. I Comuni non possono far cassa a spese del turismo trincerandosi dietro costi sostenuti per ordinarie manutenzioni e quant'altro. Il  fatto che la proposta arrivi da un ex assessore fiorentino rende tutto assai amaro", si legge in un comunicato congiunto firmato dai presidenti di Assohotel Confesercenti Monica Rocchina, di Federalberghi Firenze Francesco Bechi e degli alberghieri di Confindustria Stefano Rosselli.

"Il settore viene da anni drammatici per la pandemia e ora il rialzo dei costi energetici vanifica in buona parte la ripresa", proseguono i tre, sottolineando come una famiglia di quattro persone "per una notte in hotel si troverà a pagare 40 euro in più del prezzo della camera".

Ovviamente tale cifra, è doveroso ricordare, riguarderà solo gli hotel extra lusso e 5 stelle, dove le camere a Firenze costano anche centinaia di euro a notte. Se un turista può permettersi tali cifre forse, questo il ragionamento dietro a chi propone l'aumento, non cambierà idea per i dieci euro in più previsti dalla tassa di soggiorno.

Ora il massimo di imposta che i Comuni possono chiedere, e che si aggiunge al costo della camera, è di 5 euro a persona. L'imposta è però graduale e parte, per affittacamere e hotel di fascia più bassa, da un euro a testa.

Ad ogni modo la polemica è già rovente e del resto, in una città che vive di turismo e dove gli albergatori contano più che altrove, non poteva mancare. Da vedere se Palazzo Vecchio tirerà dritto o cederà a compromessi. Sempre che, naturalmente, il parlamento approvi il già ribattezzato 'emendamento Gianassi'.

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