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Lunedì, 15 Aprile 2024
Elezioni comunali 2023 Campi Bisenzio

Campi Bisenzio, batosta per la destra: al ballottagio sarà Fabbri (Pd) contro Tagliaferri (sinistra - 5 Stelle)

La destra, divisa tra Gandola (Lega - Forza Italia) e Montelatici (Fdi), manca il ballottaggio: il candidato Pd perde comunque molti voti rispetto a Fossi

C'è poco da girarci attorno, per il centrodestra è una sconfitta che brucia. A Campi Bisenzio al ballottaggio, i prossimi 28 e 29 maggio, andranno il candidato del Pd, Leonardo Fabbri, e quello schierato dall'alleanza tra la sinistra di Unione Popolare e Sinistra Italiana con il Movimento 5 Stelle, il 31enne Andrea Tagliaferri.

“Siamo stati nettamente i più votati al primo turno e di questo ringrazio i campigiani. Nelle prossime due settimane ci confronteremo sulle proposte per Campi, quartiere per quartiere”, commenta, a caldo, Fabbri, appoggiato, oltre che dai dem, anche dalle liste civiche 'Fabbri sindaco', che arriva all'8,9 per cento, e 'Muoviamo Campi' (2,4).

"Chi si aspettava l'effetto Schlein a Campi Bisenzio si dovrà ricredere. Abbiamo avuto 'l'effetto Tagliaferri', un risultato storico, inaspettato. Noi però ci abbiamo creduto fin dal primo momento, perché abbiamo l'unica proposta credibile per un cambiamento reale e concreto. Nelle prossime due settimane continueremo a portare avanti le nostre proposte per unire tutti i cittadini e dare una svolta definitiva a questa città", esulta Tagliaferri, appoggiato da quattro liste che hanno preso risultati simili: Si Campi a Sinistra (5,3%), Sì parco No aeroporto No inceneritore (5,3), M5S (4,8), Farecittà (4,3).

Fabbri si ferma al 30,3 per cento, dodici punti sotto il risultato che fece Emiliano Fossi nel primo turno del 2018, quando l'attuale deputato e segretario regionale dem prese il 42,16, per poi andare a vincere al secondo turno con il 54,2. Un risultato che non può certo soddisfare Fabbri, nonostante il Pd in percentuale aumenti i voti rispetto a cinque anni fa (20,4 contro 18,4 di cinque anni fa, quando la lista 'Emiliano Fossi Sindaco' risultò la più votata con il 19,1 per cento).

"Hanno schierato in campagna elettorale il segretario regionale, eppure hanno perso più di dieci punti", rincarano dal comitato elettorale di Tagliaferri, che in totale arriva al 21,3 per cento.

“Il ballottaggio lo avevamo messo in conto. L’apparentamento che vogliamo fare è quello coi cittadini di Campi. Nei prossimi quattordici giorni parleremo del futuro della città e non del passato - replica Fabbri, quasi a voler mettere da parte Fossi. -, mettendo al primo posto concretezza e buonsenso”.

Ed ora la sinistra, coi 5 Stelle, spera nel colpaccio, dopo aver preso Sesto Fiorentino nel 2016 con il candidato di Sinistra Italiana Lorenzo Falchi, riconfermato nel '21 con l'appoggio anche del Pd.

Sull'altro fronte, a destra, non arrivano commenti a caldo. Delusione amara sia per Antonio Montelatici, che aveva lasciato uno scranno da consigliere comunale a Palazzo Vecchio e che, appoggiato da Fratelli d'Italia, dava per certo l'approdo al ballottaggio, che per Paolo Gandola, al secondo tentativo e sostenuto, oltre che da liste civiche, da Lega e Forza Italia. Gandola arriva terzo con il 19,3 per cento, Montelatici addirittura quarto, con il 16,3. Un candidato unico del centrodestra, con questi numeri, avrebbe potuto approdare tranquillamente al ballottaggio dalla prima posizione. Ma i 'se', come si sa, non fanno la storia.

C'era poi Riccardo Nucciotti. L'ex assessore alla sicurezza di Fossi, appoggiato solo da due liste civiche ancorate al suo nome, sfiora un ottimo 13 per cento.

"Siamo gli unici senza appoggi di partiti a livello nazionale, siamo quelli che hanno fatto una campagna elettorale corretta e rispettosa nei confronti di tutti. Ringrazio chi mi ha sostenuto, resteremo uniti e lavoreremo per Campi nei prossimi cinque anni, portando avanti i punti del nostro programma. Resterò tra la gente come ho sempre fatto", può non a caso dichiarare Nucciotti, che aveva risposto una sorta di 'no grazie' al tentativo di sostegno da parte di Italia Viva, arrivato pochi giorni prima del voto.

Impruneta e Marradi

Quanto al resto delle amministrative, ad Impruneta vince di misura Riccardo Lazzerini: sostenuto da Pd, 5 Stelle, sinistra ecologista, prende il 38,49 per cento e succede ad Alessio Calamandrei dopo dieci anni. Solo due punti sotto l'ex Pd Matteo Aramini, candidatosi con la civica Impruneta Futura e arrivato al 36,1 per cento. Più staccato, al 25,3, Matteo Zoppini, candidato del centrodestra unito. Niente ballottaggio, come in tutti i comuni sotto i 15mila abitanti: Lazzerini è già proclamato sindaco.

A Marradi, il terzo comune del Fiorentino dove si votava, vince a valanga e si riconferma il sindaco uscente, in quota Italia Viva e appoggiato dal Pd, Tommaso Triberti: non raggiunge la quota bulgara di cinque anni fa (83 per cento), ma stravince comunque con il 70.

Pisa, Siena e Massa

In Toscana si votava anche a Pisa, Siena e Massa, tutte e tre città vinte per la prima volta dal centrodestra cinque anni fa. Nella città della torre pendente il sindaco uscente di centrodestra ha mancato la riconferma al primo turno per una manciata di voti, fermandosi al 49,96 per cento: tutti e tre i capoluoghi andranno al ballottaggio.

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