Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Sesto Fiorentino, l'alleanza con il Pd non va giù: la sinistra avrà lista e candidato sindaco alternativi a Falchi

Ormai è certo, iniziativa partita da Rifondazione comunista: "Il Pd dalla parte opposta rispetto alla sinistra di alternativa"

La sede del Comune di Sesto Fiorentino, foto Facebook

Il 'tradimento' di Lorenzo Falchi, alleatosi con il Pd, non è andato giù. La sinistra dunque, che prima dell'abbraccio ai dem aveva pensato di appoggiarlo, peresenterà una propria lista e un proprio candidato sindaco alle elezioni amministrative di Sesto Fiorentino del prossimo ottobre. Ormai è certo, l'ufficialità arriverà a breve.

Dopo la vittoria di 5 anni fa proprio contro il candidato Pd Lorenzo Zambini, l'attuale sindaco di Sesto si ricandida quest'anno con un patto di ferro con i democratici, tanto stretto da avere già annunciato la sua vice in caso di vittoria: la giovane, ex renziana, Claudia Pecchioli.

Uno spostamento verso il Pd, quello del primo cittadino, costruito da tempo, a partire dall'appoggio alla presidenza della Regione, nel settembre scorso, al poi eletto Eugenio Giani. Sostegno ora ricambiato.

Del resto a Sesto le candidature plurime a sinistra non sono una novità. Cinque anni fa, oltre a Falchi e Zambini, i due arrivati al ballottaggio, si ricandidò anche Maurizio Quercioli, appoggiato tra gli altri, oltre che dalla sua lista 'Per Sesto bene comune', anche da Rifondazione comunista. Arrivò ad un risultato di tutto rispetto: il 19%.

Ora è proprio Rifondazione a rompere gli indugi e a lanciare "a chi voglia partecipare" la proposta di una lista e di una candidatura alla sinistra di Falchi. Sono stati sondati movimenti e comitati del territorio, oltre a Potere al Popolo e Possibile.

"Sicuramente una lista e un candidato sindaco ci saranno", dicono da Rifondazione, anche se ancora non è chiaro quali e quante forze politiche e movimenti ne faranno parte. Nelle prossime ore, già stasera o domani, il circolo di Rifondazione comunista di Sesto Fiorentino diramerà una nota.

"Apriamo un percorso elettorale rivolto a tutte e tutti coloro che, come noi, non condividono la scelta di apertura al Partito Democratico nella costruzione delle liste e del programma in appoggio alla ricandidatura dell’attuale sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi", si potrà leggervi, secondo quanto circola nella bozza.

"La lettura che ne diamo - si legge ancora -, è quella di un’occasione mancata rispetto ad un percorso di valorizzazione delle esperienze diffuse nel territorio della Piana e più in generale della città metropolitana, in cui è stato possibile tenere insieme le ragioni e i punti di vista della sinistra di alternativa, sia nei momenti elettorali che nelle lotte e mobilitazioni quotidiane, che vedono il Partito Democratico dalla parte opposta, in Regione come su tutto il territorio metropolitano".

Una profonda divergenza quindi di linea politica, più che su singole questioni. "Ma c'è anche il concreto rischio - si ragione dentro Rifondazione -, di avere un consiglio comunale a grandissima maggioranza Pd", del quale Falchi diventerebbe 'ostaggio' (peraltro non è così peregrina la possibilità che in futuro i consiglieri di 'Per Sesto' rientrino nel Pd e che lo faccia pure lo stesso Falchi).

"Una situazione - prosegue il ragionamento -, che potrebbe rimettere sul piatto questioni che Falchi considera chiuse, dall'aeroporto all'inceneritore, ma che potrebbero rientrare sotto pressione del Pd metropolitano e regionale".

Il candidato sindaco di questa nuova lista di sinistra quest'anno non sarà Quercioli, questo è certo. "Puntiamo su un ricambio generazionale". Spazio ad un giovane dunque, anche se il nome non sarà ufficializzato prima di sette/dieci giorni. Rifondazione il prescelto l'avrebbe già, "ma c'è la massima disponibilità a prendere in considerazione le eventuali candidature che emergeranno nei prossimi giorni".

Quella di Falchi, appoggiato da cinque liste, è una coalizione 'corazzata'. L'obiettivo di questa lista di sinistra sarà quello di portarlo al ballottaggio. Non impossibile, considerando che ancora non si hanno notizie di cosa farà la destra (11% complessivo cinque anni fa) e se i Cinque Stelle (10% nel 2016) presenteranno un candidato oppure no.

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