Elezioni regionali, caos Forza Italia: dimissioni a catena dopo la scelta di Stella capolista

Gli iscritti volevano Cellai: si dimettono il coordinatore regionale Mugnai, quello dei dipartimenti fiorentini De Santi e il suo vice Tenerani

Al centro Mugnai, alla sua destra Tajani (Foto Facebook))

Terremoto in Forza Italia, ad un mese dalle elezioni regionali del 20 e 21 settembre prossimi. I vertici nazionali del partito, a partire dal vicepresidente Antonio Tajani, hanno scelto di candidare nel collegio 'Firenze 1' come capolista Marco Stella, attuale consigliere regionale (nonché vicepresidente dell'assise).

La gran parte del partito locale però, iscritti e coordinatori, in quella posizione volevano Jacopo Cellai, attuale consigliere comunale in Palazzo Vecchio, al terzo mandato.

I recenti, e meno recenti, dissapori tra Stella e il suo partito erano aumentati dopo le insistenti voci che davano ormai quasi per certo, fino a poche settimane fa, un suo passaggio nelle file della Lega (dopo voci di un 'flirt' con Italia Viva e con lo stesso Giani, candidato presidente del centrosinistra).

Poi il Carroccio ha deciso di candidare a Firenze come capolista l'ex portiere Giovanni Galli. Per Stella (che non ha mai asserito pubblicamente la volontà di passare alla Lega, dal cui interno però tanti assicurano che insistesse in questa direzione con richieste pressanti) gli spazi si sono ristretti, così, questa almeno la ricostruzione dei critici, il 'salto' è sfumato.

Stella però si porta dietro tante preferenze e tanti voti, così il partito da Roma lo ha piazzato in vetta alla lista. Dietro di lui Roberta Pieraccioni, consigliera al Quartiere 1 a Firenze, e al terzo posto Jacopo Cellai.

Mossa che ha scatenato rabbia, delusione e dimissioni a catena, a partire dal coordinatore regionale Stefano Mugnai, che ricopriva il ruolo dal 2015, anno nel quale aveva sfidato proprio nella corsa alla presidenza della Regione l'uscente, poi riconfermato, Enrico Rossi.

“Ho trasmesso le mie dimissioni per la scelta fatta dal livello nazionale”, ha scritto ieri Mugnai (al centro nella foto sopra) in una nota. Il mio è un gesto dovuto verso i nostri militanti e dirigenti che si sono trovati di fronte ad una decisione poco comprensibile e che avevano necessità di ricevere un segnale politico forte: era mio dovere darglielo”.

Una decisione che “mi costringe a prendere atto di non godere più della fiducia dei miei referenti nazionali e assumere le conseguenti decisioni”. Parole nette. Una spaccatura secca, anche se nella chiusa il deputato e ormai ex coordinatore prova a smorzare: “Le liste sono assolutamente competitive con candidati di qualità. Lascio un partito solido” e “non cambierà niente rispetto al mio impegno per il partito. Auspico un ottimo risultato per tutta Forza Italia e formulo il mio più sincero in bocca al lupo a tutti i candidati”.

Questa mattina, a ruota, sono arrivate anche le dimissioni del coordinatore dei dipartimeni di Firza Italia Firenze Claudio De Santi e del suo vice Mario Tenerani, giornalista sportivo ed ex consigliere comunale. Con parole assai poco concilianti.

“Totale solidarietà a Mugnai, stima e sostegno a Jacopo Cellai”, dice De Santi, che in una nota sottolinea come “Stella, coordinatore cittadino uscente, non si presentò per il passaggio delle consegne, in maniera inopinata e irriverente, al momento della elezione di Jacopo Cellai in quel ruolo nello scorso novembre” e “non ha mai smentito le voci di un passaggio prima a Italia Viva e poi alla Lega”.

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“Sento l'obbligo morale di esprimere la massima solidarietà a Mugnai. Quanto è accaduto negli ultimi giorni non è tollerabile né incomprensibile”, commenta invece Tenerani, che bolla i 'movimenti' di Stella come “una ricerca compulsiva di una nuova squadra”. Parole durissime, tra esponenti dello stesso partito. A poche settimane dal voto.

Anche Cellai si sospende, duro contro Stella: "Valori calpestati"

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