Elezioni regionali, Catello (Partito Comunista): "Ripubblicizzare i servizi essenziali, a partire dalla sanità"

Il programma del candidato presidente del Pc, Salvatore Catello: "Massicce assunzioni in sanità. Anche trasporti, asilo nido e università tornino ad essere davvero pubblici e accessibili a tutti"

Salvatore Catello, 40 anni, lavoratore precario nel settore della raccolta differenziata dei rifiuti. Vive a Firenze ed è il candidato a presidente della Regione Toscana per il Partito Comunista, guidato a livello nazionale da Marco Rizzo.

"Ci siamo candidati alle politiche del 2018, alle europee del 2019 e di conseguenza a queste regionali, un percorso che fa radicare sempre più il nostro partito", spiega Catello.

Al centro del programma del Partito Comunista c'è la ripubblicizzazione dei servizi essenziali, a partire dalla sanità, ma anche trasporti e diritto allo studio. Di seguito l'intervista programmatica al candidato. 

Qual è il senso di una candidatura comunista oggi?

Ci candidiamo per dare continuità al nostro lavoro, in modo indipendente da tutte le altre forze, che in questi anni si sono alleate direttamente o indirettamente con il Pd. Porteremo le istanze di lavoratori e classi popolari in consiglio regionale, la voce di tutte le lotte alle quali abbiamo partecipato in questi anni. Vogliamo invertire il processo di privatizzazione dei servizi pubblici portato avanti dal Partito Democratico, che ormai fa le stesse politiche della destra.

Cosa vi distingue dal centrosinistra di Giani e dalla sinistra di Fattori?

Non c’è nessuna differenza sostanziale tra le regioni governate dal centrodestra e dal centrosinistra, il Pd ha tradito i lavoratori e le classi popolari. Con Fattori abbiamo poco da condividere. E' una lista che in Toscana si presenta da sola ma in molte parti del Paese va a braccetto con Pd ed Movimento 5 Stelle. Non ci interessano 'liste minestrone' con dentro tutto e il contrario di tutto.

Sulla scheda ci sarà il vostro 'Partito comunista' ma anche il 'Partito comunista italiano': cosa vi divide?

Il piccolo Pci che non è presente nemmeno in tutta la regione e addirittura manca nel comune capoluogo, fa capire già così la sua forza e la sua organizzazione. Non si presentano con la 'lista minestrone' di sinistra solo per una questione di simbolo, non per motivi politici. La differenza sostanziale è che noi non facciamo alleanze politiche con questa sinistra, loro sì: le fanno ovunque, basta guardare in giro per la Toscana, spesso finendo a fare le stampelle dello stesso Pd. Non abbiamo nulla da spartire con loro.

Passiamo a temi più 'programmatici'. Aeroporto di Firenze: è favorevole all'ampliamento?

Assolutamente contrari. In Toscana abbiamo già un aeroporto internazionale funzionante e tra i più sicuri d’Europa ed è il Galilei di Pisa. L’ampliamento di Firenze porterebbe più danni all’ambiente e al traffico cittadino che benefici, impattando negativamente sul territorio della Piana su una zona già compromessa da un punto di vista ambientale. Servono invece un collegamento veloce tra l’aeroporto di Pisa e Firenze e collegamenti anche con il resto della regione.

Alta velocità ferroviaria: sì o no al tunnel di 7 chilometri sotto Firenze e alla stazione Foster? Perché?

La Foster è un progetto obsoleto che non serve a nessuno, lo ha detto anche l’amministratore delegato di RFI. Non porta alcun beneficio ai cittadini né ai pendolari, è una delle tante operazioni di speculazione sulle spalle dei cittadini. Oltretutto, sappiamo quanto sia difficile e costoso scavare sotto Firenze. Dobbiamo prima pensare a potenziare le linee usate dai pendolari e non ridurle come sta avvenendo in questi ultimi anni

Terza corsia della superstrada Fi Pi Li: va fatta o no?

No, assolutamente contrari alla terza corsia sulla FI PI LI. Dobbiamo prima preoccuparci di mettere in sicurezza tutta l’intera tratta e liberarla dai continui e interminabili cantieri che risolvono solo temporaneamente i problemi causando continue code e disagi.

Quali infrastrutture vorrebbe realizzare nei prossimi 5 anni in Toscana?

Serve una massiccia e seria manutenzione di tutte le infrastrutture presenti in regione, bisogna adeguarle alle necessità dei cittadini che ogni giorno percorrono strade e usufruiscono dei mezzi di trasporto pubblico per recarsi a lavoro. Vanno messe in sicurezza tutte le arterie principali toscane, soprattutto FI PI LI e 'corridoio tirrenico'. Vanno migliorati i collegamenti ferroviari per i pendolari e bisogna far sì che non ci siano più tratte a binario unico. Se le infrastrutture funzionano si incrementa lo sviluppo economico delle aree che adesso sono più in difficoltà.

Come migliorare il trasporto pubblico su ferro e su gomma? Ha condiviso la decisione della maxi gara unica per affidare la gestione del trasporto pubblico o tornerebbe indietro?

No, non ho condiviso. I trasporti devono essere pubblici, perché chi pensa al profitto investe solo sulle linee più redditizie, ma la nostra regione è fatta di centinaia di piccoli borghi e spesso le persone più deboli, in difficoltà, gli anziani, vivono più isolati. Il servizio pubblico deve garantire a tutti pari accesso a questi servizi, che devono essere gestiti direttamente dai lavoratori. Solo così si potranno avere dei servizi efficaci e di qualità per tutti.

Come pensa di rilanciare l'economia toscana dopo il lockdown?

Proponiamo un massiccio piano di assunzioni in campo sanitario, affinché la sanità toscana torni ad essere veramente pubblica e accessibile a tutti. Lo si può fare solo riaprendo i piccoli presidi ospedalieri chiusi dal Pd, rafforzando tutti gli ospedali, riaprendo molti reparti chiusi negli ultimi anni, aumentando i posti letto e quelli in terapia intensiva, abolendo immediatamente ogni contributo alla sanità privata e ponendo fine all’intramoenia. Serve anche un grande piano di prevenzione del rischio idrogeologico, con assunzioni e interventi mirati ad prevenire allagamenti e smottamenti che ogni ci costano milioni di euro.

Rifiuti. In caso di elezione, realizzerà nuovi inceneritori-termovalorizzatori? Se sì, dove? Se no, come si risolve il problema?

C'è solo un tipo di soluzione, arrivare alla completa differenziazione dei rifiuti urbani. Siamo totalmente contrari ai 'cancrovalorizzatori': inquinano, non portano alcun beneficio ai cittadini e ingrossano soltanto le tasche delle aziende private che li gestiscono. Dobbiamo puntare su una vera economia circolare e avere come obiettivi la riduzione, il riuso e il riciclo, abbattendo così di fatto la quantità di rifiuti non smaltibili e la necessità di un nuovo 'cancrovalorizzatore'.

Asilo nido, come dare la possibilità a tutti i bambini di accedervi?

Gli asili nido devono essere pubblici, accessibili e gratuiti per tutti. Anche in questo settore servono ingenti assunzioni di personale qualificato che permetta alle famiglie delle classi popolari di poter usufruire di tale servizio, dato che sempre più spesso entrambi i genitori sono costretti a lavorare per poter sopravvivere.

Università e diritto allo studio, cosa può essere migliorato?

Il diritto allo studio negli ultimi anni non è più un diritto ma un privilegio. Il costo delle tasse universitarie e dei libri aumenta di anno in anno e i servizi forniti dall’università diminuiscono progressivamente. Vogliamo un taglio drastico delle tasse universitarie. L'università deve tornare veramente pubblica, facendo uscire i privati e abolendo il numero chiuso delle facoltà, così da offrire il diritto allo studio davvero a tutti.

Sanità. La giunta Rossi ha ridotto il numero delle Asl, dividendo la Toscana in tre macro aree. Cosa ne pensa? E' necessario tornare indietro?

E' assolutamente necessario far tornare la sanità capillare in tutto il territorio. La divisione in tre macro aree e la centralizzazione dei presidi ospedalieri ha ridotto drasticamente il numero dei posti letto e il numero degli operatori sanitari allontanando le decisioni dal territorio. Invece ogni territorio ha le proprie peculiarità e solo una dirigenza sanitaria vicina può intervenire nel modo migliore per la salute di tutti. Si deve quindi tornare a una sanità veramente pubblica e capillare su tutto il territorio, aumentando le assunzioni e i posti letto che durante gli ultimi trent’anni sono stati tagliati dalle giunte di centrosinistra.

Come ridurre i tempi delle liste di attesa?

Sicuramente non con l'intramoenia, che permette praticamente di pagare per avere la visita immediatamente. Noi proponiamo nuove assunzioni e aumento di laboratori e visite, solo così si possono abbattere le liste d’attesa. E ovviamente abolizione immediata dell’intramoenia.

Cosa pensa dei vaccini?

Noi siamo per la scienza che nell’ultimo secolo, grazie alle nuove scoperte e grazie ai vaccini, ha allungato le aspettative di vita di tutti, debellando completamente malattie che fino a 50 anni fa causavano milioni di morti. Siamo contro le multinazionali del farmaco, che si approfittano della salute dei cittadini e lucrano il più possibile su ogni medicinale e quindi pensiamo che sia legittimo avere dei dubbi quando davanti al benessere di tutti viene messo il profitto di queste vere e proprio lobby. Quindi pensiamo che sia la ricerca sia la produzione dei vaccini devono essere in mano pubblica e tutti i dati debbano essere assolutamente trasparenti.

Modificherebbe le normative regionali che stabiliscono i criteri per l'accesso alle case popolari? Come?

La casa è un diritto. Tutti devono avere accesso ad una casa, con tutto il patrimonio immobiliare in mano della Regione, dello Stato e dei Comuni non dovrebbe esserci bisogno di costruire nuovi edifici. Se dovesse esserci bisogno di nuove case si esproprino ai palazzinari, ai grandi immobiliaristi che le tengono sfitte per tenere alto il prezzo degli immobili oppure al Vaticano che detiene il 20% del patrimonio immobiliare e che, siamo certi, sarà contentissimo di fare del bene verso chi ha bisogno.

Come governare il fenomeno dell'immigrazione? Il modello toscano dell'accoglienza diffusa ha funzionato?

Il modello toscano è completamente inadeguato, lasciato in mano alle cooperative che lucrano sui centri d’accoglienza. Il fenomeno dell’immigrazione deve essere gestito centralmente dalla Regione, l’unico vero modo per governarlo. Ma la questione va risolta all’origine, smettendo di depredare i Paesi delle loro risorse, di 'esportare' la guerra sui loro territori e attivando una cooperazione alla pari. Allo stesso tempo, da subito, qui non vanno creati ghetti e differenze: solo tramite il lavoro, pari diritti e pari doveri si arriva ad una vera integrazione.

E' favorevole a realizzare in Toscana Centri per il rimpatrio (i Cpr)? Se sì, quanti e dove?

Totalmente contrari. I rimpatri devono riguardare solo chi commette reati e atti terroristici. Servono centri di prima accoglienza per curare e sistemare queste persone, facilitare il proseguio del viaggio per la maggioranza di chi arriva e vuole andare verso i Paesi del centro e nord Europa. Per gli altri, integrazione attraverso lavoro e inserimento scolastico.

Qual è oggi il senso dell'antifascismo?

L’antifascismo è l’elemento fondamentale dell’essere comunisti. Ma noi aggiungiamo che oggi non basta essere antifasciti, l’antifascimo è anticapitalismo.

C'è una persona, politica o no, alla quale si ispira?

Fidel Castro, un gigante della Storia. E' riuscito ad unire il suo popolo contro la dittatura di Batista, ha tenuto testa all’imperialismo più forte e aggressivo della storia, quello degli Usa, a poche miglia da casa sua. E' riuscito a portare avanti il socialismo a Cuba nonostante nel resto del mondo stesse crollando tutto.

Il governo deve chiedere i fondi del Mes? Che ruolo vede per la Toscana in Europa?

Il Mes è solamente un prestito da strozzini che l’Europa ci fa. Come partito Comunista siamo per l’uscita dall’Unione Europea, dall'euro e dalla Nato. Ogni anno doniamo all’Europa 20 miliardi di euro e di quei soldi ce ne tornano indietro solamente 8. Dobbiamo uscire da questo circolo vizioso che ci impoverisce sia come nazione che come regione.

La prima legge che promuoverebbe se fosse eletto presidente della Regione?

L'abolizione dell'intramoenia.

E nei primi 100 giorni?

Interventi sulla sanità, uno dei punti principali del nostro programma: oltre all'abolizione dell'intramoenia, una legge che riduca drasticamente i tempi di attesa per visite e interventi, poi una riforma del sistema sanitario regionale con un massiccio piano di riaperture, potenziamento, assunzioni e internalizzazioni.

Ultima domanda: cosa voterà al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari? Perché?

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Voterò 'No'. Siamo contrari alla diminuzione dei parlamentari, che di fatto diminuisce soltanto la rappresentanza territoriale in parlamento e limita la democrazia. Saremmo stati favorevoli a ridurre gli stipendi dei parlamentari, un provvedimento che avrebbe portato lo stesso risparmio senza limitare la democrazia. Oltretutto questo è il 'referendum di Di Maio' e io lo voglio mandare a casa.

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