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La lettera pubblica da Torselli sul suo profilo Facebook

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Svista elettorale: polemica sulle lettere a casa

Torselli: “Chi paga le lettere arrivate nelle case dei fiorentini?". Giachi e Vannucci: "Lettere a cittadini pagate da noi, assurdo ipotizzare illegalità"

Botta e risposta tra il candidato al consiglio regionale di Fdi, Francesco Torselli, e i candidati Pd Cristina Giachi e Andrea Vannucci. Sotto la lente di ingrandimento le lettere recapitate a casa per sostenere le candidature dei due assessori comunali dem. 

Interviste: il programma di Irene Galletti (M5S)
 

“Nei giorni scorsi sono arrivate nelle case dei fiorentini delle lettere in cui il sindaco Nardella invita i cittadini a votare per i suoi assessori candidati al Consiglio Regionale, Andrea Vannucci e Cristina Giachi. Non è mai successo che un primo cittadino si sia esposto in modo così diretto per far arrivare preferenze ai suoi protetti. Non sorprende, quindi, che la moglie di Nardella sia stata scelta come responsabile della campagna elettorale di Andrea Vannucci. Fatto ancora più grave è che questa 'letterina' viola alcune leggi che disciplinano la propaganda elettorale. Infatti, non è presente la dicitura che indica il committente elettorale. E' illegale! Nella partita più aperta, quella in cui la Toscana è davvero contendibile, la trasparenza, anche rispetto ai fondi elettorali, è indispensabile. Il Pd si presenta sempre come il partito della correttezza ma non ci siamo.  Noi di Fratelli d'Italia rispettiamo le regole fino in fondo e per questo vogliamo sapere chi ha pagato quelle lettere arrivate ai fiorentini. Altrimenti saremmo costretti a pensare male”. 

Giachi e Vannucci hanno risposto a stretto giro all’esponente della destra: “Le lettere arrivate ai fiorentini per promuovere la nostra candidatura sono pagate da noi e commissionate dai nostri comitati elettorali, ed è assurdo anche solo ipotizzare illegalità”.  “L'assenza della dicitura del committente è dovuta semplicemente a un errore – precisano i candidati - a cui stiamo già ponendo rimedio. Il fatto che sul materiale sia riportata una frase di Dario Nardella non significa che sia lui a inviare il materiale, così come è meschino tirar fuori legami familiari con privati cittadini che nulla hanno a che vedere con l’organizzazione della campagna elettorale e che eventualmente verranno tutelati dal punto di vista legale”.

“I sindaci - affermano ancora - sono liberi di sostenere chi ritengono e come ritengono nell’ambito del rispetto delle regole. Ci sono assessori e sindaci candidati ovunque, per tutti i partiti, ma per la destra il problema sono gli assessori di Firenze candidati per il Pd. Non ci risulta, ad esempio, che la candidata della destra alla presidenza della Regione si sia dimessa da parlamentare europea e ci risulta che la stessa, per farsi eleggere a Bruxelles, avesse fatto la campagna elettorale da sindaca. Noi ci siamo legittimamente candidati per portare in Regione l'entusiasmo e l'energia del progetto politico che a Firenze ha vinto due volte e da sei anni governa efficacemente la città, e per far vincere il PD e il centrosinistra”. “Non fa onore ai candidati dell'opposizione – concludono – prestarsi a polemiche inconsistenti per gettare fango su una campagna elettorale perfettamente legittima”.
 

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