Al Mandela la festa di Giani: “Risultato straordinario, una lezione di democrazia” / FOTO - VIDEO

Per incoronare il nuovo presidente c'è anche Zingaretti: “Elezione contendibile? Meno male, è democrazia”. Giani: "Sinistra civica sarà in giunta"

Ha scelto il Mandela Forum Eugenio Giani, per festeggiare questa sera la vittoria a presidente della Regione. Quasi tutti quelli che saluta, e sono tanti, li chiama per nome. Segno che quella sorta di ubiquità per cui è famoso (“mi è capitato di presenziare anche cinque eventi in una sera”, ha detto anche oggi), i suoi frutti li ha dati.

Un 'mangia tartine', lo aveva definito Susanna Ceccardi in campagna elettorale. “Agli eventi vado per incontrare le persone e al massimo prendo una tartina, tutto qui. Ma con quella frase mi ha fatto una pubblicità incredibile e la ringrazio”, taglia corto Giani.

“E' stata una lezione di democrazia. Un risultato straordinario”, prosegue Giani poi dal palco, sottolineando la percentuale doppia presa a Firenze rispetto a Ceccardi (60% a 30). “Sarà una Toscana unita e forte, attenta a tutti i territori”, assicura.

Come hanno votato i fiorentini

Per suggellare l'importanza della tenuta della Toscana al Mandela è arrivato anche il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti.

“Se erano elezioni contendibili? Siamo in una democrazia, meno male che c'è la contendibilità, c'è dal giorno dopo il crollo del muro di Berlino”, scherza Zingaretti.

E con Renzi e Italia Viva è tornato il 'feeling'? “Sono molto contento che nel corso di questa campagna elettorale si sia riaperto un clima positivo e più unitario, quello che tutti auspicavamo dal giorno dopo la formazione del governo. Non si può governare da avversari ma da alleati, anche se ognuno con propri contenuti, valori, idee”, replica il segretario dem.

“La novità di queste ore è che gli italiani sono stanchi dei picconi e vogliono costruire, la buona politica ritorna se dimostra di saper costruire. E' cambiato l'ordine del giorno, prima era di moda chi distruggeva mentre adesso ha il consenso chi costruisce, è il tempo di un grande progetto italiano per ridare fiducia agli italiani”, dice ancora Zingaretti, intercettato in prima fila, mentre sul palco non sale per non rubare la scena a Giani.

Un'ultima frecciata è Salvini e Meloni: “Il Paese è stanco di sentire i leader come quelli della destra nazionalista. Loro raccontano e lucrano sui problemi degli italiani, ma i politici i problemi li devono risolvere”.

La destra di Fratelli d'Italia vola al 13%

Al microfono intanto prende la parola l'ormai ex presidente Enrico Rossi. “Puoi insediarti, ti ho liberato l'ufficio”, dice l'ex governatore al nuovo, ricevendo un'altra standing ovation di saluto dal pubblico dem dopo quella ricevuta venerdì sera in piazza Santissima Annunziata per la chiusura della campagna elettorale.

“Quello toscano è un popolo meraviglioso e dobbiamo ringraziarlo, grazie per aver detto no alla destra estrema di Ceccardi”, le parole di Rossi. “Siamo orgogliosi - lo ringrazia a sua volta Giani -, di come hai gestito in Toscana l'emergenza Coronoavirus”.

“Quando siamo uniti non ce n'è per nessuno, viva la Toscana libera, antifascista e democratica”, le paorle del sindaco Dario Nardella. In prima fila anche Renzi con la moglie Agnese. “Abbiamo vinto una partita rischiosa, godiamoci la festa”, commenta l'ex premier. Sommersa dagli applausi anche la segretaria regionale dem Simona Bonafè, che da questa elezione esce senz'altro rafforzata.

Giani ripercorre il suo percorso politico, a partire “dal primo incarico che mi diede Morales nel 1993”. Ne è passata di acqua sotto i ponti e oggi 'Eugenio' governa la Regione. Gli ultimi ringraziamenti sono per figli Lorenzo e Gabriele, per la moglie Angela, per la portavoce Cristina Manetti e il collaboratore tuttofare Bernard Dika, portati tutti sul palco per il saluto finale.

Festeggiare è facile. Ora si aprono giochi più difficili, a partire dalla composizione della giunta. Probabilmente ci sarà Monia Monni e, dice Giani dal palco “dovrà esserci Sinistra civica ecologista”, la lista più a a sinistra tra le sei che lo hanno appoggiato e che ha mancato l'ingresso in consiglio regionale per una manciata di voti.

Il nome più papabile è quello di Serena Spinelli, consigliera regionale uscente. Donna sarà anche la vicepresidente, questo Giani lo dice già dalla campagna elettorale. E Italia Viva? Con il 4,5% ottenuto è ormai impossibile che ottenga il potente assessorato alla sanità, finora in mano a Stefania Saccardi. Ma qualcuno in giunta lo metteranno anche i renziani.

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