Elezioni regionali, scintille tra Ceccardi e La Repubblica: “Sono antifascista”

La replica al quotidiano durante il confronto con Eugenio Giani ("non ho detto che non ha senso esserlo"), nel dibattito con il candidato del centrosinistra scontro su sanità e rifiuti

Giani e Ceccardi

“Non ho problemi a definirmi antifascista, l'ho già detto in passato”. A dirlo è Susanna Ceccardi, l'europarlamentare della Lega candidata dal centrodestra a presidente della Regione Toscana, durante il confronto di questo pomeriggio con il candidato Eugenio Giani organizzato nella sede de La Nazione.

Parole che arrivano dopo la bufera scatenata dalle parole riportate nel titolo dell'intervista uscita oggi su La Repubblica ('Non ha senso oggi definirsi antifascista') e dall'affermazione 'non sono né fascista né antifascista'. “Non ho detto quelle cose”, dice Ceccardi, che replica al quotidiano fiorentino anche con un video su Facebook. “Ho detto un'altra cosa” (Repubblica invece conferma quanto scritto).

'Lei è antifascista?', le chiede la direttrice della Nazione Agnese Pini. “Sono antifascista", risponde Ceccardi. “Ma - aggiunge la candidata leghista -, aveva più senso chiedermelo nel 1944, quando essere antifascista voleva dire rischiare la pelle”.

“Oggi il Pd sventola la bandiera dell'antifascismo ma sui temi sociali ha abbandonato i più deboli, il suo elettorato. Essere antifascisti non significa solo andare a Sant'Anna di Stazzema una volta l'anno”, contrattacca l'europarlamentare, dopo le dure critiche arrivate da più parti nel corso della giornata: "Non è accettabile - le parole per esempio della segretaria regionale dem Simona Bonafè -, mettere sullo stesso piano fascismo e antifascismo, perché il fascismo è negazione di libertà e democrazia".

Quanto al dibattito con Giani, in vista delle regionali del 20 settembre, si sviluppa sui temi più svariati, dal lavoro, alle infrastrutture, alla sanità, ai trasporti, ai rifiuti.

Giani invoca “il miliardo di euro che potrebbe arrivare dal Mes e che servirebbe a costruire nuovi ospedali e ristrutturare quelli esistenti”. Un 'aiuto' dall'Europa al quale la Lega si oppone strenuamente (come del resto i 5 Stelle) “perché - spiega Ceccardi – ci sono troppe condizionalità”.

Stili completamente diversi tra i due candidati. Mediaticamente più aggressiva la Ceccardi, che chiama sempre il suo rivale 'il signor Eugenio Giani'. Più 'istituzionale', forse meno abituato alla politica dei social, l'attuale presidente del consiglio regionale.

Il candidato del centrosinistra regala all'esponente del Carroccio 'Bella Ciao', libro sulla Resistenza. “Sui valori della Costituzione dobbiamo creare un'alleanza ampia di fronte a chi ha dimenticato la storia”, dice Giani in merito alla questione di cui sopra. “Non voglio una Toscana nera di paure, voglio una Regione verde che tuteli l'ambiente, rosa per la parità di genere, blu per il mare, la tutela dei borghi e la montagna”.

Ceccardi non si fa sfuggire la replica. “A Giani regalerò il film 'Amici Miei', perché sembra il Sassaroli della 'supercazzola' dopo quello che dice sui rifiuti. Due settimane fa invocava i carri armati per riaprie l'inceneritore a Livorno, oggi ha cambiato posizione”.

Sui 'carri armati' anche Giani parla di parole forzate dalla stampa e rivendica nel suo programma “la necessità di una economia circolare che riduca e valorizzi anche i rifiuti. Non c'è bisogno di nuovi termovalorizzatori, anzi, ne stiamo chiudendo tre, a Montale, a Pisa e a Selvapiana”.

“Così la tassa dei rifiuti in Toscana continuerà ad essere la terza più alta d'Italia dopo Liguria e Lazio”, replica Ceccardi, che ne giorni scorsi ha proposto invece tre nuovi termovalorizzatori, “sul dove farli saranno i sindaci a decidere”.

Giani oggi difende la riforma sanitaria del 2015 che ha diviso la Toscana in 3 macro Asl “perché ha portato più efficienza e lo abbiamo visto durante il coronavirus” e pure qui finisce nel mirino di Ceccardi. “Sono sorpresa, poche settimane fa - ricorda la candidata del centrodestra -, ha detto che la voleva modificare totalmente a vantaggio dei piccoli ospedali. E' un riforma troppo accentratrice”.

Dal candidato di centrosinistra un 'sì' netto al passante Tav fiorentino (tunnel di 7 chilometri sotto la città e stazione Foster) e all'ampliamento dell'aeroporto di Peretola. Su quest'ultimo invece Ceccardi scuote il capo: “Per prima cosa serve una linea veloce ferroviaria Pisa-Firenze”. Come dire, l'ampliamento e la nuova pista possono attendere.

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Una posizione, questa, più simile a quella dei candidati presidenti di Toscana a Sinistra e Movimento 5 Stelle, rispettivamente Tommaso Fattori e Irene Galletti. Perché in corsa, già, ci sono anche loro.

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