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Martedì, 4 Ottobre 2022
Politica

Elezioni politiche, Giani dopo lo strappo di Calenda dal Pd: “Ora è nelle mani di Renzi. Alleanza Pd-5S? La escludo”

Il presidente della Regione fino a pochi giorni fa sperava in un accordo anche tra Pd e Renzi, che ora 'chiama' l'europarlamentare: “Terzo polo opportunità straordinaria”

Il comportamento dell'europarlamentare e leader di Azione Carlo Calenda è stato un “voltafaccia”, da parte di chi, Calenda appunto, “ora è nelle mani di Renzi. Deve raccogliere in due giorni le firme, cosa impossibile. Quindi si deve rimettere a Renzi, sono i paradossi della storia. Del resto Calenda era un ministro di Renzi presidente del consiglio. E' evidente che nella posizione del centro Renzi prende una notevole centralità e Calenda diventa un suo personaggio a seguire".

Così questa mattina il presidente della Regione Eugenio Giani, commentando a margine di un evento stampa la rottura dell'accordo con il Pd in vista delle prossime elezioni politiche da parte di Calenda.

Secondo Giani da quanto successo ieri, con Calenda che ospite di 'Mezz'ora in più' dalla Annunziata ha annunciato la rottura, “il Pd esce con grande dignità. Si dimostra il partito della responsabilità, che è stato responsabile nei confronti di Draghi, mentre dal leader di Azione, che nel 2019 fu eletto al Parlamento europeo con il Pd, è arrivato “un voltafaccia, all'ultimo momento” che, prosegue Giani, “ha impedito di arrivare con un fronte ampio a reggere lo scontro con quello che non si può definire nella democrazia dell'alternanza un centrodestra, ma invece un destra-centro, anzi una destra-destra”.

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Quanto ad un possibile ritorno di una ipotesi di alleanza tra Pd e 5 Stelle, “personalmente la escludo”, dice Giani, che nei giorni scorsi aveva invece dichiarato di sperare fino all'ultimo in una possibile alleanza tra il Pd e Italia Viva. I due partiti invece andranno alle elezioni da avversari, anche se in Regione governano insieme (la vicepresidente della Toscana è Stefania Saccardi, di Iv). “Nessuna ripercussione sul governo della Regione”, assicura Giani. Staremo a vedere.

Per ora non è in ballo nemmeno il ruolo di assessora a Palazzo Vecchio di Titta Meucci, anche lei Iv, pur non avendo Italia Viva in consiglio comunale nemmeno un consigliere eletto.

Renzi d'altra parte ora gongola e chiama di nuovo Calenda a sé: “Tra tante difficoltà, internazionali e domestiche, ora è il momento della Politica con la P maiuscola. Abbiamo una opportunità straordinaria, #TerzoPolo”, ha scritto sui social dopo l'addio di Calenda all'accordo con il Pd. In attesa della Leopolda di inizio settembre, dove l'ex rottamatore promette scintille.

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