Elezioni: rissa per fare il sindaco, rischio valanga di candidati

Nardella fa appello all'unità della sinistra, ma nessuno accetta. Il centrodestra si spezzetta, 5 Stelle nel caos

Nardella fa appelli all'unità della sinistra. Ma la situazione, ad appena quattro mesi dalla partita che deciderà chi sarà il sindaco di Firenze per i prossimi cinque anni, sembra essere tutt'altro che lineare e compatta. E non solo nel centrosinistra. I giochi sono ancora ampiamente aperti per quella che sembra profilarsi come la corsa più incerta (o meglio, meno scontata), almeno da quando i cittadini eleggono direttamente il primo cittadino.

Il sindaco Dario Nardella, che nonostante il "vento di centrodestra" che ha spirato nelle ultime elezioni in Toscana, prova a difendere il fortino e parte favorito: il Pd, nonostante tutto, tiene nei centri urbani delle grandi città. Il suo appello all'unità non ha dato grandi frutti, e così punta alla creazione di liste civiche in grado di supportarlo e cercando di assumere un profilo civico senza nominare troppo il Partito democratico: "Il mio partito è Firenze", ha detto.

Intorno a lui potrebbero essere addirittura tre, se non quattro, le candidature alternative ad oggi possibili nell'area di centrosinistra. C'è la sinistra che cinque anni fa candidò Tommaso Grassi e c'è "Punto e a capo", la lista civica di Graziano Cioni: insieme sembravano convergere su Andrea Magherini, candidatura poi tramontata. E poi Potere al Popolo, che potrebbe correre da solo. Senza dimenticare Cristina Scaletti, che i rumors danno vicina a "Italia in Comune" del sindaco di Parma ex 5 Stelle Federico Pizzarotti

Il vero campo che sembrerebbe in grado di contendere la poltrona a Nardella, il centrodestra, non si decide. La Lega si è mostrata incerta sulla candidatura di Ubaldo Bocci, il manager del colosso finanziario Azimut, nonché impegnato nel mondo del volontariato. Stanco di attendere, Fratelli d'Italia che alle elezioni si apparenterà con la lista civica "Firenze in Movimento" creata dalla fuoriuscita dal Movimento 5 Stelle Arianna Xekalos, ha sparigliato e lanciato la candidatura di Paolo Marcheschi. E qualcuno sussurra che anche Forza Italia, se la Lega non si deciderà, metterà in campo un nome suo: in ballo il capogruppo uscente a Palazzo Vecchio, Jacopo Cellai, e la parlamentare Deborah Bergamini. 

Anche nel Movimento 5 Stelle sembra regnare il caos. Dopo la suggestiva ipotesi, sgonfiatasi col tempo, di portare il filosofo Diego Fusaro, l'ultima consigliera rimasta a Palazzo Vecchio (dopo l'uscita dell'ultima candidata sindaco Miriam Amato, oltre che della Xekalos) Silvia Noferi ne indica due Roberto Di Blasi e Giuseppe Soin. Ma fra meetup, consiglieri e esponenti fiorentini di governo, alla fine a decidere dovrebbe essere la consueta consultazione web sulla piattaforma Rousseau.

Non so se avete fatto i conti. Se tutti correranno da soli ci saranno nove candidati. E l'obiettivo della doppia cifra, perdonateci l'ironia, non sembra impossibile.

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