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Elezioni comunali 2024

Saccardi, altro passo a destra: "Non escludo niente". E Schmidt: "Renzi? Aperto a tutti i dialoghi"

Ancora si deve votare al primo turno, ma il ballottaggio orami viene dato per certo. Nardella: "Come possono gli elettori di Italia Viva votare il candidato di Salvini e di Donzelli?

C'è un numero che balla nelle teste, e nelle chat, dei dem fiorentini: 40 per cento. Se Sara Funaro al primo turno dell'8 e 9 giugno supererà, con il sostegno della sua coalizione, quella percentuale, il Pd potrebbe finalmente decidersi a tagliare il cordone ombelicale con Matteo Renzi, a cui devono parecchio molti maggiorenti dem, e con tutto il blocco di Italia Viva.

Se, al contrario, Funaro non arrivasse al 40 (scenario che non pochi definiscono "catastrofico"), l'abbraccio con il fu rottamatore in vista del secondo turno, dato da tutti per scontato, sarebbe praticamente certo. Al netto, ovviamente, dei giochi di prestigio che negli ultimi anni l'ex premier ha saputo regalare. Anche oggi, tra Iv e Pd, sono volate sportellate.

"Renzi mi insulta e mi attacca ogni giorno, ma io rispondo con i fatti, perché la politica non deve essere rissa e scontro personale", ha iniziato questa mattina il sindaco uscente Dario Nardella, intervenendo su Rai Radio 1 a 'Il rosso e il nero', in riferimento, in special modo, alle bordate sulla riqualificazione dello stadio Franchi, vicenda secondo la candidata di Iv Saccardi "gestita con i piedi".

Del resto oggi proprio Saccardi, dopo il "vedremo" dei giorni scorsi, quando aveva rivendicato la sua storia nel solco del centrosinistra, ha voluto fare un passo ulteriore, che sia tattica oppure no, verso il centrodestra.

"Un apparentamento con Schmidt? Io non escludo niente", ha detto oggi la vice presidente della Regione a Toscana Tv, per poi aggiungere subito: "Non prendiamo posizione adesso, è assurdo prefigurarsi scenari successivi. Andiamo alle elezioni, cercheremo di fare il miglior risultato possibile, di andare noi al ballottaggio e poi staremo a vedere. La politica è l'arte del dialogo e del confronto. Quindi vedremo cosa succede". I renziani del resto sono ringalluzziti dai sondaggi che, pur da prendere sempre con le molle, danno la lora candidata a Firenze in doppia cifra, tra l'11,5 e il 12 per cento.

“Dopo Del Re, anche Saccardi invoca mani libere al ballottaggio tra Funaro e Schmidt. Il quadro è ora chiaro agli elettori: per non dividere il centrosinistra e per battere la destra c’è solo una strada, votare Funaro”, interviene da Roma anche Federico Gianassi, l'ex assessore nardelliano ora deputato. E il sindaco, a sua volta: "Come fanno gli elettori di Italia Viva a votare il candidato di Salvini e Donzelli?".

Magari risponderà Renzi stesso, atteso per una serata elettorale in città lunedì sera. Gli attacchi a Sara Funaro, assessora al sociale, sono stati pesanti, a partire dall'ultima Leopolda di marzo. Dal "con noi al governo della città nessuno moriva di freddo" al "con voi a Firenze spariscono i bambini", evidente riferimento al caso della piccola Kata, per molti esponenti del Pd questa volta 'Matteo' ha tirato troppo la corda.

Difficile recuperare un rapporto dopo attacchi personali di questa portata. "Renzi? I problemi in città non li ha mai risolti", ha replicato Funaro con toni più decisi del solito nei giorni scorsi. Vedremo fin dove il tirare la corda potrà arrivare. Schmidt anche oggi, sornione, un piccolo amo a Renzi lo ha lanciato: "Sono aperto a tutti i dialoghi e non precludo niente". Giovanni Galli, candidato consigliere per la Lega, sulla Nazione di oggi era stato più esplicito: "Matteo ci dia una mano a prendere Firenze", il succo della sua intervista.

Di certo, in ballo non c'è solo la partita fiorentina. "Se Italia Viva va con la destra il giorno stesso Saccardi deve lasciare la vicepresidenza della Regione", sottolineano molti dentro il Pd. Non Giani, che a mollare Renzi non ci pensa proprio e fa di tutto per trovare un accordo, tra mille equilibrismi. Nella partita del'8 e 9 giugno, ovviamente, ci sono anche Cecilia Del Re, il blocco della sinistra che fa riferimento a Dmitrij Palagi, Lorenzo Masi per i 5 Stelle e i quattro outsider Francesca Marrazza (RiBella Firenze), Francesco Zini (Firenze Cambia), Alessandro De Giuli (Firenze Rinasce) e Andrea Asciuti, l'ex leghista candidato ora per Firenze Vera. Ma tutti, appunto, guardano già a San Giovanni. Non aspettano certo i fuochi: lunedì 24, assieme a domenica 23, sarà giornata di secondo turno.

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