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Elezioni comunali 2024

Risultati finali: è ballottaggio, divario più alto del previsto. Il Pd non farà accordi, Schmidt ci crede e sprona i suoi

Il Pd va molto meglio delle aspettative. Male la candidata di Renzi, malissimo i 5 Stelle. Anche la sinistra peggiora il risultato, abbastanza bene invece per Del Re: ma ora che potrà fare?

Alla fine sono oltre dieci i punti di distacco tra Sara Funaro, la candidata sindaca del centrosinistra, ed Eike Schmidt, l'ex direttore degli Uffizi lanciato dal centrodestra alla conquista di Palazzo Vecchio: un divario molto più alto di quanto prevedessero tutti i sondaggi e di quanto, a questo punto, si aspettavano sia da una parte che dall'altra.

Alle 23 di oggi, lunedì, con 344 sezioni scrutinate su 360, il risultato è ormai acquisito e cambierà al massimo di qualche decimale. Funaro arriva al 43,1 per cento, Schmidt si ferma al 32,9. Un risultato che per quest'ultimo, nonostante le dichiarazioni sul "ribaltone possibile", non può essere soddisfacente.

Al contrario, il Pd, che deve star attendo a non cantar vittoria troppo presto, tira un ampio e lungo sospiro di sollievo: la soglia del 40 per cento - andare sotto sarebbe stato drammatico - è ampiamente superata, nonostante la frantumazione del centrosinistra, nel cui campo si schieravano anche Stefania Saccardi, sostenuta da Matteo Renzi, e Cecilia Del Re, che dopo essere stata silurata da Nardella nel marzo 2023 ha iniziato un percorso in solitaria che i dem non credevano possibile.

Alla fine, Saccardi, che è anche vicepresidente della Regione al fianco di Giani, dettaglio non proprio trascurabile, si ferma al 7,3: un dato molto inferiore alle attese. Ha un bel dire Saccardi che i sondaggi hanno polarizzato il voto e che la paura della destra, anche per quei sondaggi che davano molto vicini 'Sara' ed 'Eike', avrebbe spinto molti suoi elettori ad optare sul centrosinistra. Di fatto, prima del voto Renzi e tutti i suoi assicuravano che sarebbero andati come minimo in doppia cifra, ma puntavano ad andare "molto oltre". Il 7,3 per cento è dunque un risultato deludente.

Del Re non può essere invece delusa. Correndo da sola, senza un partito alle spalle, è arrivata al 6,2 Onestamente, ci credevano in pochi. Ma cosa può fare ora? I rapporti con il Pd sono ai minimi termini.

"Il ballottaggio poteva essere evitato con le primarie, arrivando ad una candidatura forte e condivisa. Ora vedremo cosa succederà. Ci confronteremo con gli iscritti nei prossimi giorni", dice l'ex assessora all'urbanistica. "Siamo nati cinque mesi fa e, senza dubbio, abbiamo un potenziale superiore, anche perché non avevamo il traino delle europee. Con la polarizzazione Funaro-Schmidt è evidente che ci hanno rimesso le liste civiche, che hanno parlato di temi. Ma siamo felici di questo risultato, perché in così poco tempo la voce di Firenze Democratica è riuscita a riaffermarsi", aggiunge.

Anche Saccardi si dice aperta a dialogare, in vista del ballottaggio. Ma adesso è il Pd che, a quanto pare, non ha più voglia di dialogare. "Ne abbiamo prese tante in campagna elettorale", dice più d'uno al comitato di Funaro, in viale Fratelli Rosselli, dove la candidata segue lo spoglio. Il riferimento è alle 'legnate' di Renzi e compagnia.

Dal "con noi non morivano di freddo le persone", al "con voi spariscono i bambini", evidente allusione al caso della piccola Kata, solo per citare alcuni esempi delle carezze renziane che molti dem non hanno dimenticao. Tanto è vero che sia Sara Funaro che il segretario cittadino del Pd, a domanda se sia possibile un accordo in vista del ballottaggio, con Saccardi o Del Re, hanno risposto: "Noi cerchiamo la fiducia e il voto dei cittadini". Tradotto: no. Almeno per ora.

La debolezza di Renzi, che, peraltro, alle Europee non arriva al 4 per cento e quindi non andrà a Bruxelles, è sicuramente uno dei dati politici più rilevanti di questa tornata amministrativa. Anche considerando, per di più, che a Firenze l'affluenza alle urne, nonostante un calo di quasi 4 punti, ha tenuto: è stata del 64,44%, molto meglio rispetto ad altre realtà.

Schmidt, d'altro canto, la vede diversamente. "Il ribaltone è assolutamente possibile. È già successo altre volte in Toscana, penso a Pistoia, ad Arezzo. La partita è molto aperta e questo renderà le prossime due settimane molto più interessanti", osserva, commentando con i giornalisti i risultati, solo alle 20:30, dopo avere partecipato, non a caso, alla manifestazione in ricordo di Kata (proprio oggi ricorre un anno dalla scomparsa, avvenuta il 10 giugno 2023).

"Sono molto contento del risultato. Abbiamo centrato esattamente l'obiettivo. Noi ci siamo preparati per il ballottaggio", dice ancora l'ex direttore, sorvolando sugli auspici pre elettorali di arrivare a pochi punti di distacco da Funaro. La campagna per il ballottaggio del 23 e 24 giugno ad ogni modo è già partita. "Parlerò di programmi, insicurezza e degrado: io isole di plastica sull'Arno non le prometto", la prima frecciata di questa nuova campagna elettorale.

Che altro dire: Palagi, che guidava il blocco della sinistra fiorentina, non va oltre il 5,5%. Non può esserne, nonostante le dichiarazioni di rito, soddisfatto: rischia di restare solo in consiglio comunale, mentre cinque anni fa Bundu aveva guidato la stessa coalizione fino al 7,3%. Lorenzo Masi, dei 5 Stelle, va malissimo: raccoglie un misero 3,4% (nel 2019 De Blasi arrivò al 6,6). Gli altri candidati prendono le briciole: Marrazza lo 0,5, il 'no green pass' De Giuli lo 0,5, Zini lo 0,4 e Asciuti, pur consigliere uscente, inizialmente con la Lega poi virato su altri lidi, non va oltre lo 0,22.

A livello di liste, il Pd è al 30 per cento, lista Funaro al 6, Avs fa un buon risultato - anche grazie all'innesto della compagine locale di Ecolò - e arriva al 5,4, Azione è all'1,2. Nel fronte centrodestra, Fdi al 13,2, la lista civica Schmidt Sindaco ad un ottimo 9,7, la Lega al 5 e Forza Italia al 4,3. C'erano molte altre partite importanti in questa tornata, sia nella provincia fiorentina che in Toscana: al momento, il pendolo è decisamente dalla parte del centrosinistra. Da segnalare, tra le altre, la vittoria di Ilaria Bugetti a Prato, prima sindaca in città, e di Luca Salvetti a Livorno.

Quando mancano dieci seggi da scrutinare questa è la situazione 

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