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Elezioni comunali 2024

Renzi picchia duro fino all'ultimo: "Nardella? Non sarà più sindaco, passo avanti per Firenze" / FOTO

Ultimo comizio per tirare la volata a Stefania Saccardi: "Il Pd candida chi vuole uscire dalla Nato, ormai è un centro sociale". La vicepresidente della Regione: "Votate le persone migliori, senza senso al primo turno l'appello al voto utile"

Stefania Saccardi non è una che le cose le manda a dire, ma è nulla rispetto al suo mentore Matteo Renzi. "Sappiamo una cosa con certezza, dal 24 giugno ci sarà un sindaco diverso da Dario Nardella e questo è già un passo avanti per Firenze", dice il leader di Italia Viva dal giardino dell'Orticoltura, al termine di una campagna elettorale che lo ha visto impegnato su due fronti, spesso intrecciati tra loro.

Quello fiorentino, dove ha trattato per un accordo con i dem prima delle elezioni, e quello europeo, visto che si gioca un seggio all'europarlamento con la lista 'Stati Uniti d'Europa'. E se al Pd fiorentino negli ultimi mesi non ha risparmiato nulla, anche sulle scelte democrat per Bruxelles non è certo tenero.

"Hanno candidato in centro Italia uno che vuole uscire dalla Nato. Il Pd ormai è più simile ad un centro sociale che ad un partito riformista, è invotabile", stiletta prima di salire sul palco allestito accanto al tepidario, con chiaro riferimento all'ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio.

Lo stato maggiore fiorentino e toscano di Italia Viva è al gran completo: dal fido Francesco Bonifazi a Gabriele Toccafondi, da Massimo Mattei alle consigliere comunali uscenti Barbara Felleca e Mimma Dardano, passando per il coordinatore cittadino Francesco Grazzini e quello regionale Nicola Danti, europarlamentare uscente che ha rinunciato a correre dopo l'entrata in campo di 'Matteo', che di fatto gli ha sbarrato ogni possibilità, fino a Rosa Maria Di Giorgi. Si vede anche Andrea Marcucci, LibDem, pure lui vecchia conoscenza Pd che non poteva sopportare una segreteria schleiniana. C'è anche la moglie Agnese.

"Ai miracoli a volte bisogna crederci, chi lo dice che al ballottaggio non ci saremo noi?", sprona i suoi Renzi, di fronte ai cronisti che chiedono come Iv si comporterà al ballottaggio. "Noi giochiamo la nostra partita, poi si vedrà", ribadisce anche la candidata sindaca, Stefania Saccardi.

"È il Pd che ci ha escluso, sia noi che Cecilia Del Re", sottolinea la vicepresidente della Regione. "Schlein era disposta a trattare, è proprio il Pd fiorentino che non ha voluto. Ha voluto rompere tutto sul tema dello stadio, per questa idea inconcepibile di mettere sul Franchi decine di milioni di soldi pubblici".

"Le priorità per Firenze si chiamano sicurezza e decoro, problemi che non si risolvono certo chiedendo le dimissioni del questore (altra stoccata al sindaco, ndr), perché con le forze dell'ordine bisogna collaborare", aggiunge ancora Saccardi. "Noi abbiamo portato le nostre proposte concrete, Saccardi è una che sa come si governa Firenze", la lancia l'ex presidente del consiglio.

Tutti però pensano al ballottaggio, ma Saccardi ancora una volta non ci sta. "Al primo turno l'appello al voto utile non ha alcun senso. Serve votare la persona ritenuta migliore, con le preferenze, quella che vogliamo portare in consiglio comunale. Al secondo turno poi si potranno fare altre valutazioni", il messaggio agli elettori.

Sara Funaro dice che l'unico centrosinistra è quello che era ieri in piazza all'Isolotto? "Non direi, noi siamo l'alternativa a chi vuole discontinuità rispetto alla giunta Nardella restando però nel campo di centrosinistra. Meglio che qualcuno che non vuole votare Funaro voti me piuttosto che la destra no?".

Ogni elettore si risponderà come vuole. Tra le pattuglie di Italia Viva presenti, c'è chi giura che si divertirebbe non poco a fare una consiliatura all'opposizione: "Per farne una vera, mica come quella che c'è stata in questi anni". Chi vuole intendere intenda, e chi sa che alla fine questi ultimi non siano accontentati.

Negli stessi minuti, ai giardini di San Jacopino, chiude la campagna elettorale il candidato sindaco della sinistra Dmitrij Palagi.

"Siamo gli unici che stiamo sul territorio e siamo accanto alle persone, gli unici che propongono di affrontare il tema sicurezza con proposte di miglioramento delle condizioni di vita e sociali collettive, di fronte ad una destra - scandisce Palagi -, impresentabile, e ad un centrosinistra diviso che userà queste elezioni per fare quelle primarie che non sono riusciti a fare". Dalla mezzanotte è silenzio elettorale, poi la palla, o meglio la matita, passa agli elettori.

FOTO - Renzi e Saccardi all'Orticoltura per chiusura campagna elettorale

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