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Il dibattito alle Serre Torrigiani

Candidati interrogati su turismo, sicurezza e stadio: clima di fair play per il primo confronto a 10

Toni distesi, qualche polemica Funaro-Schmidt e Masi-Saccardi. Ma la sorpresa è Marrazza di Ribella Firenze

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Se gli applausi si trasformassero automaticamente in voti Francesca Marrazza, volto di Ribella Firenze potrebbe fare un pensierino alla poltrona di sindaco. È lei infatti la più acclamata alle Serre Torrigiani nel primo confronto tra tutti e 10 candidati organizzato dall’associazione no profit Save the city. 

Clima non particolarmente battagliero, nonostante le note di “Gonna fly now”, dalla colonna sonora di “Rocky” con cui vengono accompagnati sul palco gli intervistati. Toni un po’ più accesi quando Sara Funaro si rivolge ad Eike Schmidt, definito sempre “il candidato della destra”, ricordandogli di non essere “la portaborse di Nardella, ma la candidata sindaca del centrosinistra a Firenze” e trovando il sostegno della sala. Lui incassa e non replica. 

Sette in tutto le domande con tempi stretti, massimo un minuto e mezzo, non sempre sufficiente per concludere il ragionamento, due possibilità di repliche e infine l’appello finale al voto. 

Sorteggiate postazioni e ordine degli intervistati, tocca ad Andrea Asciuti, no vax ed ex Lega ora in corsa con Firenze Vera (cartello che comprende Indipendenza, il movimento di Alemanno e Popolo della famiglia) rompere il ghiaccio su casa, turismo e parcheggi, rivendicando l’appoggio, da consigliere di minoranza alla delibera sugli affitti brevi, “in questa città mancano i posti letto per studenti e lavoratori”. Qua Schmidt è tornato ad attaccare il “turismo di bassa qualità”, i troppi minimarket e l’assenza di investimenti per l’edilizia popolare, entrando subito in rotta di collisione con Sara Funaro che ha rimarcato le risorse aggiuntive messe da Palazzo Vecchio per sopperire all’assenza di finanziamenti statali, mentre Dmitrij Palagi ha riproposto “il censimento di tutti gli immobili sfitti” e ribadito il no ad altri parcheggi, “nuovi attrattori di traffico”.

Ma a riscuotere più successo sono gli interventi di Francesca Marrazza che replica agli annunci di Funaro, “chi siede qua sembra abbia scoperto oggi che non ci sono parcheggi e case; ma non mancano da ieri, vorrei sapere dove eravate”, sugli artigiani, “da 10 anni li avete buttati fuori dal centro e ora dobbiamo ingegnarci per riportarli dentro” e infine sulla tramvia, “vorremmo che non venisse distrutto il patrimonio arboreo” e, ancora “non è possibile che il tram passi solo dalla Coop”, incassando applausi e risate. 

Sulla sicurezza l’ex direttore degli Uffizi ha contestato la “gestione della giunta”, con l’assessore che “raccoglie firme per 200 nuovi agenti, mentre il sindaco chiede la rimozione del questore”. Funaro però insiste nella richiesta, invitandolo ad aderire e a non farne una questione di colore del governo. Sul tema Cascine Cecilia Del Re ha ricordato la sua proposta di realizzare “un ente parco”, bocciata “dal sindaco uscente, ma ora vedo che la candidata del centrosinistra la ripropone”, idea contestata da Palagi, “il Comune deve fare il Comune”, “chi fa politica si deve far carico dei problemi”, con Masi che ha chiamato in causa Roma, “è un tema nazionale, dal governo ci aspettavamo misure a tutela cittadini”.

Francesco Zini di Firenze Cambia ha sottolineato come una città di 300mila abitanti “non possa essere ostaggio di 300 persone”, e che i “i vigili non devono fare solo multe, ma stare in strada”; Palagi ha chiesto una assunzione di responsabilità, “chi fa politica si deve far carico dei problemi”; il candidato di Firenze Rinasce Alessandro De Giuli ha stigmatizzato la  “gestione scandalosa flussi dei flussi migratori, su cui nessuno può dirsi innocente” e fatto rumoreggiare i presenti quando, parlando del comando Nato a Rovezzano, ha detto che la città rischia di diventare “un obiettivo sensibile per i bombardamenti”, citando addirittura Mariupol, Donetsk e Gaza. Brusii anche per Andrea Asciuti tornato sulla sua proposta del “fiorino” come moneta per una economia parallela. 

Da segnalare la polemica a distanza tra Lorenzo Masi dei Cinque Stelle e Stefania Saccardi di Italia viva sullo scudo verde, “com’è possibile che tu sia contraria visto che eri in maggioranza nel governo di questa città quando è stato votato?”, le parole dell’esponente pentastellato; dall’altra parte la vicepresidente della Regione gli ha ricordato, a proposito di sicurezza di come i Cinque stelle abbiano votato i decreti Salvini.

Un passaggio sullo stadio, tutti o quasi dalla parte della Fiorentina e di Commisso contro l’amministrazione, seppur con toni diversi, “vicenda gestita malissimo, lo stadio andava fatto con soldi privati, ma abbiamo scelto di utilizzare risorse pubbliche che tra l'altro sono pure insufficienti, inoltre si sono messi 10 milioni sul Padovani senza avere la minima certezza sul fatto che la Fiorentina decida di andarci a giocare”, la critica di Saccardi, anche se Funaro ha provato a rinfrescare la memoria sul fatto che quando il governo Draghi aveva trovato le risorse “erano tutti ad esultare”. 

A chiudere l’appello agli elettori, dove gli scrosci più convinti sono per Cecilia Del Re e Stefania Saccardi che dichiarano quasi all’unisono come al primo turno si vota la persona “che più ci rappresenta” e “non per evitare qualcuno”, ricacciando indietro l’invito di Funaro, “pensate bene a come votate perché poi troviamo la destra”. 

Schmidt chiede un voto “così i vostri cari possano tornare a casa la sera senza paura” e “contro il rumore”, Palagi promette che non faranno apparentamenti, “non inseguiamo ciò che conviene, sapere da dove veniamo e cosa proponiamo”, Masi invita a guardare tra i tanti programmi “con tante proposte condivisibili, quelli attuabili” dopo aver detto “basta alle promesse elettorali”. Quindi gli outsider, in ordine sparso: De Giuli evidenzia come la sua lista rappresenti un’area “fortemente in dissenso” sulle politiche cittadine e nazionali, Marrazza si offre come un “megafono vero” per i cittadini, Asciuti sottolinea di essere stato in consiglio comunale “l’unico a lottare contro il green pass”, Zini dice che per “la prima volta dopo tanti anni non è tutto scontato, vogliamo un cambiamento vero” e che la città “smetta di essere utilizzata per interessi privati”.

Poi dopo oltre due ore suona l’ultimo gong. Prossimo appuntamento a 10 già domani pomeriggio alle 17.30 al Teatro Cantiere Florida.  “Quale futuro per Firenze? I candidati a confronto sull'emergenza climatica e sociale”, il titolo. Posti in sala esauriti, ma l’evento sarà trasmesso online.

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