rotate-mobile
Lunedì, 17 Giugno 2024
Elezioni comunali 2024

Elezioni, Palazzo Vecchio: chi sono i campioni di preferenze, chi entra e chi no

Nel nuovo consiglio ci saranno tanti volti nuovi e grandi sconfitti: c'è anche chi lascia, suo malgrado, dopo vent'anni

Le elezioni di ieri, a Firenze, hanno riservato diverse sorprese. Alla fine, per le elezioni amministrative, hanno votato 185mila954 fiorentini, il 64.4 per cento degli oltre 288mila aventi diritto. Per il nuovo sindaco, o la nuova, bisognerà aspettare il ballottaggio del 23 e 24 giugno, tra Funaro e Schmidt. In Palazzo Vecchio entreranno 36 consiglieri comunali ed il ballottaggio sarà decisivo: la coalizione del vincitore porterà a casa il 60% dei seggi.

Al momento è quindi impossibile definire con certezza chi sarà eletto, ma già molte indicazioni - in base alle preferenze personali raggiunte sulle schede e alle percentuali dalla singole liste - si possono dare.

Centrosinistra

Partiamo dalla coalizione di centrosinistra, che porta a Sara Funaro il 43.17% di consensi. Se a vincere dovesse essere Funaro, al Pd (30.04%) potrebbero andare ben 16 consiglieri comunali: la più votata nei dem è Letizia Perini, consigliera uscente, che in una ipotetica giunta Funaro sarebbe in odore di assessorato. Ha terminato la campagna al sesto mese di gravidanza (il compagno è l'ex leghista Emanuele Cocollini, presidente dell'associazione fiorentina Italia-Israele), nipote della presidente del quartiere 3, Serena, e figlia del presidente di Publiacqua Nicola. Ha preso 1.199 preferenze. Lontanissima, c'è da dire, dalla 'record woman' di preferenze dem del 2019: allora fu Cecilia Del Re, con ben 2.697.

Al secondo posto, tra i dem, Jacopo Vicini, vicinissimo, non è solo un gioco di parole, a Nardella, con 961. Poi ottimo risultato per Laura Sparavigna, consigliera uscente, che migliora di oltre cento e arriva a 886. Seguono l'assessora alla sicurezza Benedetta Albanese (819), il presidente del consiglio comunale uscente Luca Milani (812), l'assessore allo sport uscente Cosimo Guccione (778), Fabio Giorgetti (746), l'ex senatrice Caterina Biti (724, per l'ex presidente del consiglio comunale ai tempi di Renzi si profila un rientro), e via via tutti gli altri.

Sempre nel centrosinistra, tre consiglieri potrebbero andare - in caso di vittoria - alla lista civica di Funaro (6.16%): in questo caso entrerebbero Michela Monaco (433 preferenze), Marco Semplici (296) e Marzio Mori, direttore dei servizi Fondazione Caritas Firenze. Curiosità, la prima cinque anni fa entrò in consiglio con la Lega di Salvini, per poi approdare recentemente al Pd. Il secondo ha un passato in Forza Italia.

Poi c'è la buona prova di Alleanza Verdi Sinistra, che ottiene il 5.4%: anche loro dovrebbero avere tre consiglieri. Ma qui c'è da sottolineare il risultato straordinario dell'associazione politico-ecologista di Ecolò: è da qui che arriveranno - sempre in caso di vittoria di Funaro - i due consiglieri. Si tratta di Caterina Arciprete, che raccoglie il risultato stratosferico (considerando anche il valore complessivo della lista) di 622 preferenze, e Giovanni Graziani con 535. Il coordinatore cittadino di Sinistra italiana Vincenzo Pizzolo è solo terzo (342), ma dovrebbe comunque entrare.

Da segnalare: con ogni probabilità, visto lo scarso risultato di Saccardi, in quota Italia Viva (7.29 per cento, speravano almeno nel 12-13), la coalizione di centrosinistra guidata dal Pd non farà alcun apparentamento ufficiale con i renziani (e con nessun altro): anche perché, in caso contrario, dovrebbe spartire, in caso di vittoria, i seggi spettanti alla coalizione anche con loro.

Centrodestra

La coalizione che appoggia Schmidt, dato definitivo, è al 32.86 per cento, oltre dieci punti sotto Funaro. Fratelli d'Italia fa il 13,15% e potrebbe avere - se non riuscirà il ribaltone invocato da Schmidt - quattro consiglieri: il testa a testa interno viene vinto per un solo voto da Angela Sirello (1.126 preferenze), seguita dal capogruppo uscente Alessandro Draghi (1.125). Poi Matteo Chelli (1.010) e Giovanni Gandolfo (807). La notaia Alessia Galdo (507) è quinta e resta fuori. L'ex CasaPound Christian Caglieri fa 106 preferenze.

Bene la lista civica Eike Schmidt Sindaco, che arriva al 9.58%. Potrebbe avere tre consiglieri: l'ex sindaco di Signa ed ex consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni (612 preferenze), seguito da Massimo Sabatini (316) e Leonardo Focardi (178).

La Lega non va oltre il 5.06% e potrebbe avere un solo consigliere (nel 2019 portò nel Salone dei Dugento ben sei consiglieri): Mossuto Guglielmo con 578 preferenze, che doppia Giovanni Galli (272). Da segnalare che il capogruppo uscente, Federico Bussolin, salviniano di ferro, ne prende solo 204 e non entrerà. Alessio Di Giulio, condannato per istigazione all'odio razziale, si ferma a 86 preferenze. In Forza Italia (4.23%) c'è un addio ancora più eccellente, per così dire: dopo venti anni in consiglio comunale Mario Razzanelli (190 preferenze) non ci sarà (ma suo figlio Giulio è già nel Quartiere 3). Al suo posto, Alberto Locchi (290).

Gli altri

'Al centro con Saccardi', capitanata dalla vicepresidente renziana della Regione, Stefania, si ferma come detto a poco più del 7%. Avrà probabilmente due consiglieri: lei rinuncerà per stare in Regione e allora entreranno a Palazzo Vecchio il sindaco uscente di Bagno a Ripoli Francesco Casini, in quota Italia Viva (1.500 preferenze, è lui il recordman di questa tornata) e il coordinatore fiorentino di Iv Francesco Grazzini (928). Molto distanziate, non rientreranno, le due consigliere renziane uscenti: Mimma Dardano e Barbara Felleca, che cinque anni fa erano entrate, rispettivamente, con Lista Nardella e Pd.

Firenze Democratica di Cecilia Del Re (6.21%) dovrebbe avere due seggi (ma non è certo, forse sarà solo uno): uno all'ex assessora e, in ballo, uno al professor Marco Tognetti, appoggiato anche da Tomaso Montanari, che arriva a 563 preferenze. Sinistra Progetto Comune di Dmitrij Palagi (5.45%) dovrebbe avere un solo consigliere, lui stesso, che era il candidato sindaco. Antonella Bundu (691 preferenze) con ogni probabilità non rientrerà in consiglio. Infine il Movimento 5 Stelle: il candidato sindaco Lorenzo Masi prende solo il 3.35% ed sarà lui l'unico pentastellato in consiglio. Il capogruppo uscente Roberto De Blasi (181), resta fuori. Ora appuntamento al ballottaggio.

La sorpresa dei ballottaggi tra dem e sinistra 

Il voto regionale 

Elezioni sospese a Signa

Chi ha vinto nei Quartieri 

Chi ha più preferenze a Firenze e chi resta fuori

Funaro avanti 10 punti: porta a porta per vincere ballottaggio

La lista dei nuovi sindaci in provincia di Firenze

Europee: cosa hanno votato i comuni della provincia di Firenze

Il candidato con zero voti

Nardella vola in Europa, Renzi no

Europee: duello tra FdI e Pd

Renzi fuori dall'Europa

Vannacci in Europa

Pd primo partito in Toscana 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Elezioni, Palazzo Vecchio: chi sono i campioni di preferenze, chi entra e chi no

FirenzeToday è in caricamento