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Pd, Del Re non molla e pensa al ricorso al Tar: "Funaro candidata senza programma, frutto di prove muscolari"

L'ex assessora pensa pure al ricorso al Tar contro i vertici locali del suo partito

Dopo l'assemblea di lunedì sera a San Bartolo a Cintoia, pur delusissima dalla scelta dei vertici del partito di investire Sara Funaro come candidata sindaca senza passare dalle primarie, Cecilia Del Re era sembrata tutto sommato conciliante.

"Nei prossimi giorni ci confronteremo. Non si tratta più solo di Cecilia Del Re e basta, ma di una comunità di iscritti, un'area bellissima - le parole, in terza persona, anche su se stessa - Ci auguriamo maggior dialogo e confronto con il partito democratico e i suoi vertici, per fare un percorso insieme. Continueremo a dialogare, poi vedremo".

Parole che avevano soddisfatto anche il sindaco Dario Nardella, uno dei principali sponsor di Funaro e 'reo' della defenestrazione di Del Re, nel marzo scorso, dalla giunta, con la "scusa", secondo la stessa Del Re, delle aperture di questa ultima ad un passaggio della tramvia per piazza Duomo.

"Ho apprezzato le parole sull'importanza di mantenere un canale di dialogo", replicava infatti il sindaco ieri mattina, in una giornata terminata con la partecipazione da Giovanni Floris, a Ballarò. La campagna per le Europee, anche se la candidatura non è ancora ufficiale, è del resto già iniziata.

Toni concilianti addio

Le parole rilasciate a mezzo di comunicato stampa a fine mattinata da Del Re sono però molto più brusche e assai meno concilianti, per usare un eufemismo.

"l Partito democratico ha rinnegato un suo principio fondativo", con "forzature di ogni tipo" per evitare le primarie, attacca la ex assessora all'urbanistica. "Bastava che la candidata investita si fosse messa a disposizione per scrivere una pagina democratica di partecipazione, ed anche per una pagina femminista, che da questa storia esce indebolita”, aggiunge, con parole come saette.

Record di preferenze

Del Re, forte di numerosi appoggi (nel 2019 fu eletta con il record di preferenze personali, ben 2.697), tra cui quello espresso dall'ex sceriffo Graziano Cioni su Facebook, attacca la 'operazione Funaro' come frutto di un partito "teso a proteggere le proprie posizioni e interessi, lontano dai cittadini", parlando poi della sua avversaria come "una candidata senza programma", arrivata con "forzature di tempi, prove muscolari e mancanze di dialogo di un partito teso a guardare molto su stesso, e poco a quello che c’è fuori".

Difficile, pare, con queste premesse, ricomporre la frattura. Staremo a vedere. Chi le sta vicino assicura che per ora non stia pensando ad una propria lista civica, ma chissà. "Un ricorso al Tar? Se i legali ci dicono che le violazioni dello statuto sono palesi ci pensiamo seriamente", fanno sapere dal suo entourage.

I vertici Pd al momento non mostrano su questo particolare preoccupazione. "Lo statuto parla chiaro. Se almeno i tre quinti dell'assemblea convengono su un nome non è necessario passare per le primarie", spiega il segretario cittadino Andrea Ceccarelli.

L'accelerata

Una cosa è certa. Fino a poche settimane fa l'idea dei vertici dem era di lanciare Funaro dopo Natale, forse anche a febbraio, per non partire troppo presto in una campagna elettorale che alla lunga potrebbe essere logorante. I continui attacchi di Del Re hanno accelerato i tempi, in attesa che anche il centrodestra ufficializzi la candidatura del direttore degli Uffizi, Eike Schimdt.

"Grazie a chi c'è e a chi vorrà esserci: ognuno di noi sarà protagonista di una storia ancora tutta da scrivere. Sarà un lungo viaggio, ma lo faremo insieme. Perché è l'unico modo che conosco per fare le cose", ha scritto ieri sera sui social Sara Funaro.

Sociale, cultura, contrasto alla droga

Nel suo discorso di investitura, domenica sera, ha fatto riferimento a quella "parte più vulnerabile e sofferente della nostra città", che ha conosciuto in passato come volontaria e poi da assessora al sociale. "Da lì dobbiamo cominciare, mettendoci all'altezza degli occhi delle persone perché la sinistra serve se cambia le vite di chi ne ha più bisogno", le sue parole.

E ancora: "Punterò su tre pilastri fondamentali: i presidi sociali e culturali della città, il contrasto al consumo di droga che è diventato una piaga enorme all'interno della società, l'implementazione delle forze dell'ordine, senza avere assolutamente paura a parlare di sicurezza, ma anzi affrontando il tema con la forza delle nostre idee". Parole che, sicuramente, non hanno convinto Matteo Renzi: il leader di Italia Viva sabato alle Murate lancerà nella mischia Stefania Saccardi, attualmente vice presidente della Regione.

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