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Elezioni comunali 2024

Salta l'accordo con il Pd, i 5 Stelle vanno da soli

I contatti restano aperti in vista del ballottaggio, Funaro: "Manterremo dialogo e confronto"

Alla fine, a Firenze, non è stato possibile. Troppo complicato chiudere un accordo politico a poche ore dalla scadenza per la presentazione delle liste (sabato 11 maggio alle 12), a ormai un mese dal voto, dopo che per tutta una consiliatura i rapporti non sono stati certo rose e fiori. E così il Movimento 5 Stelle, a Firenze spaccatissimo al suo interno, alle amministrative dell'8 e 9 giugno andrà da solo.

"Ci siamo, l'accordo è chiuso, questione di ore, manca solo l'ufficialità", andava dicendo fino a pochi giorni fa Lorenzo Masi, il consigliere comunale 'grillino' ("contiano", direbbe lui) che fino all'ultimo spingeva per l'accordo. "È fatta", diceva lunedì scorso a Scandicci, dove la candidata del centrosinistra Claudia Sereni il 'campo largo' è riuscita a recintarlo.

E invece niente di fatto, come del resto auspicava una larga fetta del Movimento 5 Stelle, quella che, facendo capo al capogruppo in Palazzo Vecchio Roberto De Blasi e al portavoce provinciale, deputato Andrea Quartini, avrebbe voluto l'accordo con Tomaso Montanari e la sinistra di Dmitrij Palagi: opzione questa evaporata come una bolla di sapone, con il rettore dell'università per stranieri di Siena che non presenterà nemmeno una lista, con tutte le possibili conseguenze funeste per la sinistra a sinistra del Pd.

"Noi abbiamo una coalizione ampia, plurale, con forze riformiste e progressiste. Con i 5 Stelle è stato avviato un confronto e, dati i tempi elettorali, non è stato possibile chiudere l'accordo", si limita a dire oggi Sara Funaro, presentando ufficialmente la lista di tutti i candidati Pd al consiglio comunale (tra i quali si rivede anche la fu presidente del consiglio comunale e poi senatrice Caterina Biti) e nei cinque quartieri.

"Ci sono molte più cose che ci uniscono al Movimento rispetto a quelle che ci dividono, ma una serie di considerazioni, locali e non solo, ci hanno portato a fare questa scelta", le parole invece di Andrea Ceccarelli, segretario cittadino dem, impegnatissimo assieme a Niccolò Falomi a tenere le redini di un'alleanza che, nata a settembre scorso e ufficializzata a inizio dicembre con la candidatura a sindaca di Funaro, difficilmente avrebbe sopportato l'ingresso dei pentastellati. Sinistra italiana li voleva, Azione non l'avrebbe tollerato. Meglio evitare spaccature a trenta giorni dal voto.

"Noi siamo stati aperti a tutte le forze del centrosinistra, 5 Stelle e Italia Viva compresi ovviamente. Lo siamo ancora, per un'eventuale necessità", aggiunge la stessa Funaro, che con ogni probabilità dovrà vedersela al ballottaggio, due settimane dopo il primo turno, con il candidato del centrodestra Eike Schmidt. Nonostante, a microfoni accessi, l'ottimismo di Ceccarelli: "Puntiamo a vincere al primo turno".

Si vocifera anche di una possibile stop per non guastare l'accordo, sempre in vista ballottaggio, con Italia Viva, che nulla vuole spartire con i 5 Stelle.

"Tutt'altro, semmai ci teniamo aperti a più possibilità. Vediamo come va il primo turno", dicono però altri esponenti di primo piano della segreteria metropolitana dem. Quanto ai 5 Stelle, se la sono probabilmente giocata nel peggior modo possibile. A meno di clamorosi fallimenti, raccogliere le 350 firme necessarie per comparire sulla scheda non sarà un problema: il candidato sindaco sarà Lorenzo Masi, ma Palazzo Vecchio appare lontano, parecchio.

Tutti i candidati a sindaco

A Scandicci l'accordo Pd-5 Stelle c'è

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