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Elezioni comunali 2024

Al dibattito tra candidati contestata Sara Funaro: "Palestina libera" / FOTO

Confronto all'americana, pochissimi secondi per affrontare temi immensi

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Altro dibattito "all'americana", ieri sera al Palacongressi, organizzato da La Nazione alla presenza di tutti e dieci i candidati a sindaco di Firenze. Temi immensi, dal trasporto pubblico alla sicurezza, da affrontare in pochissimi secondi, sessanta, talvolta solo trenta, quando le domande arrivavano dai lettori (tre in tutto queste ultime). Candidati dunque impegnati soprattutto a non far brutte figure e a cercar di dire, in quel poco tempo, qualcosa di sensato.

Le contestazioni

Da segnalare le contestazioni a Sara Funaro, attuale assessora al welfare e candidata del centrosinistra. "Palestina libera, Palestina libera", hanno più volte urlato alcuni attivisti - che le rinfacciano di non prendere posizione sull'argomento, sventolando bandiere - nella parte alta della sala, costringendo più volte la direttrice Agnese Pini ad interrompere il cronometro e chiedere silenzio, pena la richiesta di allontanamento dalla sala.

Il dibattito ad ogni modo prosegue, con anche diverse bandiere che chiedono 'No alla caserma Nato a Rovezzano', tema sul quale prenderà dal pubblico la parola - per esprimere la propria contrarietà - anche Alessandro Orsetti, padre di Lorenzo, 'Orso', nome di battaglia Tekoser, morto nel marzo 2019 combattendo contro l'Isis a fianco della causa curda.

Ritmi serrati

Per il resto, ritmi serrati, con i microfoni che inesorabilmente si spengono affievolendo la voce dell'oratore di turno quando scade inesorabile il sessantesimo secondo a disposizione. Dallo stadio alla tramvia, dal commercio allo spopolamento del centro, passando per l'esplosione degli affitti brevi, dalla tav alla sicurezza. Ognuno, più o meno, ripete le cose ripetute negli ultimi giorni in ogni occasione disponibile.

Alessandro De Giuli, il leader dei 'No Green Pass' che ha messo in campo la lista Firenze Rinasce, usa trenta preziosissimi secondi per tornare sul tema della Palestina e chiedere "almeno mezzo minuto di silenzio per la strage impunita che si sta verificando". De Giuli che poi, nell'appello finale al voto, sarà fischiatissimo quando tira in ballo la recente morte del 49enne consigliere regionale Pd Massimiliano Pescini, dopo un tumore che aveva scoperto solo sei mesi fa, per dire: "Era vaccinato (con l'anti Covid, sottinteso, ndr), indaghiamo". Giù fischi. Andrea Vannucci, anche lui consigliere regionale dem, è arrabbiatissimo. "Vergognati a dire cose del genere", gli gridano in tanti.

Sulla sicurezza, tornando ai temi centrali, le 'ricette' presentate non cambiano: più o meno tutti chiedono telecamere e nuovi sistemi di video analisi con software all'avanguardia e controlli "in diretta" che permettano interventi in tempo reale.

Cascine

Non possono mancare le Cascine. A sentire Francesco Zini di Firenze Cambia è un accoltellamento continuo, "degrado e città fuori controllo". Andrea Asciuti, l'ex leghista passato a Italexit e ora in campo con Firenze Vera, attacca: "Servono pene più severe, altro che depenalizzazione", invoca. A Roma sembrano ascoltarlo, con la maggioranza di destra che pensa a vietare nuovamente anche la cannabis light, per la gioia del narcotraffico e mandando all'aria migliaia di posti di lavoro in tutta Italia.

Quasi nessuno ha il coraggio di sottolineare che lo spaccio fiorisce perché la domanda di ogni tipo di sostanza, in ogni strato sociale della popolazione, è altissimo. Solo Dmitrij Palagi, il candidato della sinistra, lo rintuzza: "A chi criminalizza questa situazione dico di combattere la vera causa di tutto questo, la criminalità organizzata".

Asciuti, del resto, prenderà pure lui la sua bordata di fischi quando tornerà a riproporre la reintroduzione del fiorino. "Cosa ridete, studiate, ai tempi del fiorino Firenze era ricchissima", replica al pubblico che si diverte.

Sul versante Eike Schmidt, il candidato del centrodestra, c'è da segnalare l'inversione ad U completata sulla tramvia. "È una bufala che siamo contrari. Sono favorevole. La 1 va pure prolungata, deve arrivare fino al Meyer", dice.

Stefania Saccardi e Cecilia Del Re, candidate rispettivamente di Italia Viva e della nuovissima creatura Firenze Democratica, sembrano essere tra quelle che si divertono di più. La prima, tre le altre cose, chiede "esenzione dalle tasse per chi apre attività tradizionali" e rimbrotta Dario Nardella per una norma, quella 'stop affitti brevi' "che non risolve la situazione e anzi la peggiora".

Con chi in vacanza?

Saccardi che alla domanda finale sul 'con chi andrebbe in vacanza', ammicca a 'Sara' (Funaro). "Con te vengo in Brasile", alludendo ovviamente all'esperienza nel sociale della candidata del Pd in quella parte di mondo. Un ammiccamento che avviene al seguito dell'apertura mattutina, dopo tanti scontri Iv - Pd, rilasciata ai microfoni di NovaRadio: "Vengo dal centrosinistra e sono in giunta con il Pd". In Regione ovviamente. Un modo per dire: per il ballottaggio un accordo si può trovare, naturalmente se ne parla dopo il primo turno.

"Con Sara vado in vacanza volentieri su un'isola, basta che non sia di plastica", se la ride invece Del Re, alludendo alla proposta dell'isola sull'Arno proposta da Funaro a inizio campagna elettorale. "Di plastica non faccio nulla, lo sai bene. Su un'isola deserta ci vengo con te, basta che non mi ci lasci", la replica.

La convergenza Masi - Marrazza

Piccole schermaglie. Che altro dire. Funaro rinfaccia a Schmidt di parlare di sicurezza "ma è sostenuto dal centrodestra, che governa il Paese e non ci manda gli agenti necessari". Asciuti, pur ex leghista, è ancora più chiaro: "Questo non ho paura di dirlo, sul tema sicurezza la responsabilità è del governo". Convergenza infine su molti temi, infine, tra la battagliera Francesca Marrazza, di Firenze RiBella, e Lorenzo Masi dei 5 Stelle.

Tutti a nanna

"Sento proposte su proposte da persone che in questi anni hanno governato, come non ci fossero mai state. Ai cittadini dico: per una volta date fiducia ad altri", chiede Marrazza, sempre abbastanza applaudita (ovviamente le claque al seguito ci sono). "Belle le proposte sul far rivivere il centro, se evitavate di svuotarlo era ancora meglio", rinforza Masi. Al gong finale è quasi mezzanotte. Tutti mezzo tramortiti. La campagna elettorale prosegue.

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