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Lunedì, 17 Giugno 2024
Il riepilogo

In provincia la vera sorpresa sono i ballottaggi tra sinistra e dem

Poca gloria per il centrodestra. Cinque i Comuni (incluso Firenze) che torneranno al voto tra due settimane, con il caso Signa ancora aperto

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Nessuno scossone (escluso il caso Signa) ma qualche sorpresa e non proprio marginale in questo turno di amministrative a Firenze e provincia. Il centrodestra resiste laddove già governava, a Firenzuola, con Giampaolo Buti che si impone con uno scarto inferiore al previsto su Filippo Giordano Allkurti del centrosinistra ed Emanuele Piani a San Godenzo contro Luana Collacchioni.  Centrosinistra che regge (si riprende anche Fiesole con Cristina Scaletti e Vaglia con Silvia Catani), unici sindaci uscenti non riconfermati Vito Maida a Rufina, superato da Daniele Venturi a guida di una civica di sinistra e a Vicchio Filippo Carlà Campa, scaricato dal Pd che ha scelto Francesco Tagliaferri riconfermandosi così nel comune mugellano.

A far scalpore però, più di vittorie e sconfitte, sono i ballottaggi. Due in particolare: quelli di Borgo San Lorenzo e Calenzano tra sinistra e centrosinistra, con le coalizioni a trazione dem costrette a inseguire. Quello della Piana è il risultato indubbiamente più clamoroso: l’ex sindaco Giuseppe Carovani è davanti a Maria Arena, capogruppo uscente del Pd, di circa otto punti e Sinistra per Calenzano con il 24,85% è il primo partito. A sinistra insomma sperano nel terzo colpaccio dopo quello del 2016 con il primo mandato di Lorenzo Falchi (adesso in giunta con il Pd) e il bis più recente di Andrea Tagliaferri a Campi Bisenzio, nel maggio dello scorso anno.

Più complicato che possa accadere anche a Borgo San Lorenzo, dove però sinistra e Cinque stelle a sostegno del giornalista Leonardo Romagnoli sono avanti di quasi due punti sulla vicesindaca della giunta Omoboni Cristina Becchi (appoggiata anche da Italia Viva). Non è una bocciatura come a Rufina, però un po’ ci somiglia. 

Il terzo derby è ad Empoli, qua con un risultato che appare però scontato visto che il candidato del centrosinistra Alessio Mantellassi ha mancato l’elezione per un centinaio di voti. Avrebbero fatto comodo i 337 che ha portato a casa Mariagrazia Maestrelli di Italia Viva, risultato insoddisfacente a livello di partito ma sufficiente per condannare i dem al secondo turno con Leonardo Masi (sinistra+M5S) che ha superato il 19%.

Detto di Signa (o ballottaggio o Fossi potrebbe vincere al primo turno, si attende il riconteggio) l’ultimo comune al ballottaggio sarà Figline Incisa, con la più classica delle sfide: centrosinistra-centrodestra. Valerio Pianigiani ha raggiunto il 47% circa delle preferenze contro il 30% di Silvio Pittori che però cinque anni fa aveva raccolto sei punti in meno. 

Sempre in campo centrosinistra facile a Scandicci, forse più del previsto, per Claudia Sereni anche se raccoglie quattro punti percentuali in meno di Sandro Fallani nel 2019, a Barberino di Mugello per Sara Di Maio, a Pontassieve per Carlo Boni, Massimiliano Amato a Dicomano e la conferma di Nicola Povoleri a Pelago e Paolo Sottani a Greve. E, ancora, Emanuele Caporaso a Lastra a Signa e Francesco Pignotti a Bagno a Ripoli. Percentuali quasi bulgare a Barberino Tavarnelle, San Casciano Val di Pesa e a Scarperia e San Piero per David Baroncelli, Roberto Ciappi e Federico Ignesti, così come per Tommaso Cuoretti a Londa in questo caso però contro il centrosinistra.

E nell’Empolese la musica non cambia: a Montaione Paolo Pomponi si impone superando quota 80%, successi a Castelfiorentino con Francesca Giannì e Cerreto Guidi con Simona Rossetti, Certaldo con Giovanni Campatelli, Montespertoli con il bis di Alessio Mugnaini, a Fucecchio con Emma Donnini (prima donna), Vinci con Daniele Vanni, Capraia e Limite con Alessandro Giunti, Montelupo con Simone Londi. La sola eccezione è Gambassi Terme dove ha vinto il civico Sergio Marzocchi.

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