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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Elezioni comunali 2024

Donzelli: “Per Palazzo Vecchio abbiamo nomi e programmi. Ma il candidato lo annunciamo noi, quando vogliamo noi”

Tanti big del partito al congresso cittadino di FdI. Torselli ufficializza la corsa alle Europee: “Sfido Nardella”

Chi si aspettava “il nome” per Palazzo Vecchio dal congresso fiorentino di Fratelli d’Italia sarà rimasto deluso. Nessuna novità, nonostante l’arrivo massiccio di tanti big del partito: da Arianna Meloni a Tommaso Foti fino al ministro Gennaro Sangiuliano, passando per chi giocava in casa, come Giovanni Donzelli e Paolo Marcheschi. Alla fine l’unico nome uscito fuori è quello di Francesco Torselli, che ha ufficializzato la corsa alle Europee, oltre alla conferma (scontata) di Jacopo Cellai a coordinatore cittadino.

“Decidiamo noi quando annunciare i nomi”

“Abbiamo già nomi, candidati e programmi. Finalmente daremo a Firenze il governo che veramente merita. Il nome del candidato a sindaco lo decideremo noi e decideremo quando darlo, non lo facciamo scegliere ai giornali o al Pd, anche perché hanno difficoltà a scegliere il loro a sinistra”, le parole di Donzelli che ha glissato su Schmidt e lanciato, naturalmente come battuta, il ministro della Cultura: “Non abbiamo mai confermato o smentito Eike Schmidt, ma volendo abbiamo trovato un candidato che sarebbe un ottimo sindaco di Firenze: Gennaro Sangiuliano. Anche se se ne parlerà nel 2032 visto che ha detto di voler restare ministro”, ha  aggiunto, dopo che all’inizio dei lavori c’era stato un botta e risposta tra il ministro della Cultura e il sindaco Nardella (venuto a portare i saluti istituzionali) sulla loggia Isozaki.

Donzelli ha attaccato amministrazione uscente e passate per i ritardi su Sant’Orsola, stadio, Maggio musicale, parco delle Cascine, aeroporto, sicurezza. “Questa città è tremendamente ferma, è trent’anni che parlano e discutono tra loro e non cambia nulla. Anzi, nel frattempo abbiamo perso il manifatturiero. Hanno lasciato morire questa città sono stati drammaticamente fermi. Sulla sicurezza Nardella non si è accorto che sono arrivati nella Città metropolitana di Firenze 128 poliziotti, 111 carabinieri, 21 finanzieri e 60 militari. Ma Firenze è insicura perché qualcuno l’ha riempita di migranti clandestini, ha messo i vigili a fare le multe, oppure ha permesso occupazioni abusive non controllate e per questo ancora si cerca la piccola Kata”, ha sottolineato rispolverando un tema sempre caro alla destra, chiamando poi in causa la candidata sindaco del Pd Sara Funaro: “Non si deve giudicare nessuno che fa politica per i propri parenti, ma se vuole giocarsi la carta del nonno Piero Bargellini grande sindaco, ci dica anche qualcosa del cugino Lorenzo, che ha gestito per anni le occupazioni abusive in città”. 

Sulla sicurezza hanno attaccato anche gli attuali consiglieri comunali Jacopo Cellai e Alessandro Draghi. “Anziché lamentarsi con il governo, perché il Comune non fa tutto quello che può con le proprie risorse? Si possono attivare i vigili di quartiere, utilizzare i presidi fissi come in Santa Maria Novella. È singolare che questa città continua a lamentarsi sul tema della sicurezza ma insiste nel dire no a un Cpr. In Toscana”, ha detto il primo, mentre il secondo, oltre al Cpr, ha rilanciato il presidio fisso della polizia municipale al parco delle Cascine. 

Il botta e risposta sulla loggia di Isozaki

Il ministro Sangiuliano si è invece reso protagonista di una piccola polemica con il sindaco Nardella, arrivato a portare i saluti istituzionali: “La nuova uscita al posto della loggia di Isozaki non è una occasione sprecata, ma di chiarezza. Faccio io delle domande? perché non è stato fatto niente in 23 anni? Quanto costava allora e quanto costa oggi? Il mondo si evolve, siamo convinti che una cosa concepita allora fosse ancora valida. Ci sono stati momenti in cui la città di Firenze esprimeva il presidente del Consiglio e il presidente della Regione, poteva fare quello che voleva. Perché non lo ha fatto?”. A Sangiuliano ha risposto Nardella: “Ho fatto presente che l’uscita, che è un biglietto da visita per il mondo intero, non poteva rimanere in quelle condizioni. Non ho guardato al colore politico del governo che avevo di fronte. Io al momento ho visto solo uno schizzetto di un giardino di quartiere. Il ministro è persona ambiziosa, non può accettarlo, come non possono accettarlo i fiorentini”. 

La candidatura di Torselli:  “Sfido Nardella alle Europee”

Ma il primo cittadino di Palazzo Vecchio è stato tirato in ballo anche dal capogruppo in Regione Francesco Torselli nell’annunciare la propria candidatura alle Europee. Ringraziando Donzelli per il “corteggiamento”, “neanche con mia moglie sono stato così insistente”, aveva detto poco prima, Torselli ha ammesso che a convincerlo è stato Nardella: “In Europa fortunatamente hanno una grande stima e considerazione di Firenze, meglio che non vada lui a raccontare come ha ridotta la città. Grazie Dario, ti sfido”, ha sottolineato dal palco. “"Mi hanno insegnato che quando il partito ti chiede qualcosa non si scappa, non ci si china la testa o gira dall'altra parte, ma lo si affronta sempre. Per questo lo farò con tutto l’entusiasmo del caso”.

Nel pomeriggio il congresso odierno oltre a confermare Jacopo Cellai come coordinatore cittadino, ha eletto tramite preferenze nove membri del nuovo direttivo: Angela Sirello, Anna Malloci, Paolo Poggi, Delia Fedele, Emanuele Siena, Crisci, Marco Rossi, Claudio Scuriatti e Andrea Saratti.

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