Venerdì, 19 Luglio 2024
Elezioni comunali 2024

Ballottaggio, Del Re: "Mai con la destra, noi opposizione da sinistra. A Firenze l'Irpef più diseguale d'Italia"

La candidata di Firenze Democratica ribadisce l'appartenenza al centrosinistra: "Pronti al dialogo con il Pd quando vogliono, anche in vista Regionali. Per ora ha prevalso il 'niet' di Nardella"

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Non è un endorsement esplicito a Sara Funaro, quello di Cecilia Del Re, ma pochissimo ci manca. "Il nostro campo è stato e sarà sempre quello del centrosinistra, certamente al ballottaggio non sosteniamo la destra. L'invito che faccio ai miei elettori e a tutti i cittadini è quello di andare a votare, un dovere oltre che un diritto". Così questa mattina ai microfoni di ControRadio l'ex assessora all'urbanistica - uscita dal Pd sei mesi fa - candidata sindaca arrivata con la sua Firenze Democratica al 6,2% dei voti.

I tempi per gli apparentamenti formali in vista del ballottaggio del 23 e 24 giugno sono scaduti e la coalizione Pd-centrosinistra, come ampiamente annunciato dai vertici dem dopo un primo turno che ha premiato Sara Funaro oltre le aspettative, andrà per la sua strada senza aver stretto ulteriori accordi: così, in caso di vittoria, la coalizione porterà a casa ben 22 consiglieri su 36, grazie al premio di maggioranza e ad il sistema elettorale D'Hondt che più di una critica a dire il vero riceve.

Porte non chiuse

Passato il primo turno, ad ogni modo, Cecilia Del Re non chiude le porte al Partito democratico. "Sono stati loro a chiudere al confronto, non noi. A partire dalle primarie mancante ma non solo, anche sui temi. Fino ad oggi ha prevalso il niet di Nardella - dice l'ex assessora sempre a ControRadio - ma la possibilità di ricomporre un percorso comune, anche in vista delle regionali, può esserci".

"Opposizione da sinistra"

Insomma, toni più pacati e disponibilità al confronto. Anche se, Del Re lo ribadisce forte e chiaro, Firenze Democratica si posiziona all'opposizione "da sinistra". Almeno per ora.

"Saremo un'opposizione costruttiva e non chiudiamo al dialogo, al telefono rispondiamo sempre", sottolinea. Con la dipartita di Dario Nardella, eletto parlamentare europeo, la ricomposizione di un dialogo con il Pd potrebbe essere del resto più semplice, anche se la volontà espressa da Del Re è anche quella di proseguire un cammino insieme all'Associazione 11 Agosto e a Tomaso Montanari, non certo bendisposto, per usare un eufemismo, verso i dem.

"Stare all'opposizione per noi è la naturale conseguenza di un progetto portato avanti e che non ha avuto i voti per governare. Del resto su tanti temi, oltre che sui metodi, l'amministrazione uscente non è più stata ispirata ai valori della sinistra", punge Del Re. Tra questi ne tira in ballo uno che non ha avuto molto spazio in campagna elettorale ma che è abbastanza eloquente, quello dell'addizionale Irpef comunale.

Irpef comunale progressiva

L'amministrazione Nardella da anni lo tiene fisso per tutti (con esenzione sotto i 25mila euro), allo 0,2%, il minimo fissato dalla legge nazionale, che consentirebbe però una gradualità e una progressività, in base ai redditi, fino allo 0,8%. Bologna, per esempio, città paragonabile a Firenze su molti aspetti e anche sul numero di residenti, con la modulazione dell'Irpef comunale raccoglie diverse decine di milioni di euro, da destinare poi magari al sociale (case popolari, asili nido o altro) e attuare magari a livello comunale una piccola redistribuzione della ricchezza di cui tanto si parla ma che nessuno attua.

"Noi chiediamo un Irpef comunale progressivo, oggi è una sorta di 'flat tax'. L'amministrazione dice che è la più bassa d'Italia ma invece è la più diseguale", manda a dire a Funaro, la candidata del centrosinistra che, intervistata da FirenzeToday, ha ribadito che di rivedere l'Irpef non ne vuole sapere.

Le parole di Del Re arrivano dopo l'appoggio arrivato a Funaro da Stefania Saccardi di Italia Viva, ma pure quest'ultima "al 90%" resterà all'opposizione in consiglio comunale, mentre da vicepresidente governa la regione insieme al Pd. Pure dai 5 Stelle appoggio a Funaro, mentre per Eike Schmidt si è schierata Francesca Marrazza di Firenze RiBella.

Firenze Democratica prosegue

In conclusione, Del Re ha assicurato che il progetto di Firenze Democratica non finirà con queste elezioni amministrative. "Abbiamo in programma un primo momento di ringraziamento ai nostri sostenitori a luglio, poi a settembre nuovo appuntamento", spiega.

"Un rammarico? Avere un solo consigliere (lei stessa, ndr) pur essendo arrivati al 6%. Con un punto in più Italia Viva ne ha due e con la metà dei voti i 5 Stelle ne avranno uno come noi. È un sistema elettorale molto ingiusto e c'è un premio di maggioranza spropositato per chi vince. Il Pd festeggi pure ma ricordo loro che in termini assoluti hanno perso in Toscana 100mila voti (rispetto alle Europee 2019, ndr) e Funaro non è stata votata quasi da due elettori su tre", conclude Del Re. Verso l'ex partito, dunque, carota ma anche bastone. A rimanere fuori dal consiglio, con scottatura non da poco, è stato per Fd Marco Tognetti, professore presso l'Isia appoggiato esplicitamente da Montanari: 563 preferenze non sono bastate. Per Firenze Democratica ad ogni modo il percorso prosegue. Anche, il 'come' è da vedere, in vista regionali.

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