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Corsa a sindaco, Del Re chiude a Italia Viva e a Montanari e va da sola: "Ma mai con la destra" / VIDEO

A cinquanta giorni dalle elezioni l'ex assessora ufficializza la candidatura: "Non c'erano le condizioni programmatiche per un progetto condiviso"

"Firenze democratica correrà alle prossime elezioni amministrative sostenendo la mia candidatura a sindaca". Arriva oggi, a cinquanta giorni dalle elezioni, l'ufficialità della corsa in solitaria di Cecilia Del Re verso Palazzo Vecchio. Naufragato, dunque, da un lato il tentativo di un percorso assieme a Tomaso Montanari e alla sua nuova 'creatura', l'Associazione 11 Agosto, che ancora non sappiamo cosa farà. Dall'altro, la possibilità di correre assieme ad Italia viva che, messa in campo la vicepresidente della Regione Stefania Saccardi, da qualche settimana è sparita dai radar.

"Non c'erano le condizioni"

"In questi mesi abbiamo dialogato con le altre forze politiche e civiche del centrosinistra. Ringrazio Saccardi, a cui mi lega un rapporto di amicizia, per gli appelli che mi ha rivolto in queste settimane. Purtroppo non c'erano le condizioni programmatiche per un progetto condiviso con Italia viva", dice Del Re, dando probabilmente un piccolo, ma nemmeno tanto piccolo, dispiacere a Matteo Renzi, che si trova ora a dover correre davvero da solo e con il rischio - a meno di un difficile accordo in caso di ballottaggio - a diventare politicamente ininfluente nella 'sua' Firenze se Sara Funaro dovesse diventare sindaca.

Ma tornando all'ex assessora all'urbanistica, arrivata in Mobike questa mattina all'appuntamento con i giornalisti al giardino Nidiaci di via dell'Ardiglione (del resto le 'passeggiate politiche' nei quartieri le fa in tandem), un messaggio è anche per il rettore dell'Università per stranieri di Siena.

"Ringrazio l'Associazione 11 agosto di Tomaso Montanari che è nata, pressoché come noi, con lo stesso intento di unire le tante forze del centrosinistra che sono fuori dalla coalizione del Pd, perché non si riconoscono in un progetto che nasce da un'imposizione e da una chiusura - le frecciate dell'ex assessora all'amministrazione Nardella - e che non tiene conto che non è più né il 2014 né il 2019", cioè, detto papale papale, i tempi in cui il Pd poteva più o meno dettar legge con gli alleati perché sicuro di portare a casa in ogni caso la partita.

"Troppi veti"

"Questa volta doveva essere il tempo di una convenzione democratica come venne fatta ai tempi di Primicerio, ma nessun appello è stato raccolto dal Pd. L'Associazione 11 Agosto ha proposto di unire queste forze, ma purtroppo per qualche veto di troppo e qualche assenza di troppo quel laboratorio politico non è partito", prosegue Del Re. E in questo caso l'attacco ha un nome e un cognome preciso: Dmitrij Palagi, il candidato sindaco della sinistra (Potere al Popolo, Rifondazione comunista, Possibile) 'colpevole' a suo dire di averle chiuso la porta in faccia, fermo nel non voler cedere ad accordi con chi per lungo tempo dell'amministrazione Nardella ha fatto parte, e dunque, questa la replica di Palagi, anche del disegno di città fin qui portato avanti.

Nessuna virata a destra

"Questo non vuol dire che non potrà essere in futuro un laboratorio importante ovvero un lievito che può crescere e costruire le basi per chi in città vuole cambiare rotta e non cambiare campo", ci tiene ad ogni modo ad aggiungere Del Re, che esclude qualsiasi possibile virata a destra in vista di un possibile ballottaggio.

Ballottaggio?

"Se si parla di ballottaggio è perché c'è stata una maggioranza che si è frantumata e questo non può essere imputato a chi corre fuori dal centrosinistra. Vediamo chi andrà al secondo turno, certamente come Firenze democratica non andremo a sostenere la coalizione di centrodestra", chiarisce Del Re, pungendo anche il sindaco e una maggioranza, quella formata da Pd e Lista Nardella, "che per reggere ha dovuto fare affidamento ai fuoriusciti della Lega, perdendo ben cinque consiglieri". E qui il riferimento è alla recente approvazione del Poc, Piano operativo comunale, con i voti non sfavorevoli degli ex salviniani Asciuti (astenuto) e Monaco (favorevole). I cinque persi per strada sono ovviamente i tre consiglieri di Fd (Calistri, Piccioli e Di Puccio) e le due Iv (Dardano e Felleca).

"Nessuno spera che vinca il centrodestra. Vogliamo che la città cambi rotta e non campo. Comunque una pluralità all'interno del centrosinistra è fondamentale, è fondamentale che ci siano delle voci libere all'interno del Consiglio comunale. Firenze democratica è nata come uno spazio civico, ma ben ancorato nei valori del centrosinistra. Noi ci siamo per essere l'alternativa a questo Pd", prosegue ancora Del Re.

"Allibita da Schmidt"

Infine, un giudizio sul candidato del centrodestra Eike Schmidt, dopo la sua prima uscita ufficiale martedì scorso al teatro Cartiere Carrara. "È un personaggio autorevole, certo sulle tramvie lascia allibiti, perché sono un'opera prioritaria: per Firenze democratica non si mettono in discussione".

E quanto alla ristrutturazione dello stadio Franchi, che ora Schmidt critica aspramente ma che approvò quando era in commissione, queste le sue parole: "Per quanto riguarda il tema della commissione aggiudicatrice Schmidt (da direttore degli Uffizi, ndr) era l'unico esponente fiorentino, cosa che peraltro contestai a Nardella. Il sindaco preferì andare sui grandi nomi, anche qui si vede la differenza di approccio e di governare, salvo vedere adesso che l'unico 'fiorentino' sconfessa il progetto da lui scelto". I giochi iniziano a farsi più chiari, adesso si aspetta un colpo dal fronte Renzi-Saccardi.

Schmidt lancia la campagna per una "Firenze magnifica" / LE IMMAGINI

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